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HOMETOWN: il ritorno di BamBam, là dove tutto è cominciato

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Tornare nel luogo in cui si è imparato a parlare per trovare la propria vera voce. È la strada scelta da BamBam, che dopo aver conquistato le classifiche internazionali prima con i GOT7 e poi da solista, fa qualcosa di profondamente controcorrente: torna a casa. 

Il suo nuovo EP, HOMETOWN, è un progetto cantato interamente nella sua lingua madre, il thailandese. In un’era in cui l’espansione del k-pop sembra non conoscere confini, la sua appare come una decisione radicale. Un modo per dire al suo primo pubblico “sono ancora uno di voi” e, forse, per indicare una nuova via: non più solo esportare un modello, ma mostrare al mondo la ricchezza culturale da cui si proviene, gettando le basi per il prossimo trend globale.

La copertina di HOMETOWN
La copertina di HOMETOWN | Copyrights to the Owners

Il lungo viaggio da idol ad artista

Nato a Bangkok come Kunpimook Bhuwakul, BamBam si è formato artisticamente tra le luci e le regole dell’industria coreana. Entrato giovanissimo nella JYP Entertainment, ha debuttato nel 2014 come membro dei GOT7, gruppo che in pochi anni avrebbe ridefinito l’idea stessa di idol cosmopolita. Dopo lo scioglimento contrattuale del gruppo nel 2021, ogni membro ha intrapreso un percorso autonomo, e per BamBam è stato l’inizio di una fase di ricerca artistica sorprendentemente coerente.

Il suo primo EP solista, riBBon (2021), è stato un’esplosione di colore e leggerezza, quasi un atto liberatorio dopo anni di disciplina e lavoro di gruppo. Con B (2022) e Sour & Sweet (2023) ha poi virato verso un tono più introspettivo, raccontando la solitudine, l’autenticità e la vulnerabilità di un artista in bilico tra due mondi. In un’intervista a Rolling Stone Korea, BamBam aveva confessato:

Per molto tempo ho cercato di capire chi fossi quando non ero su un palco. Ora so che la risposta è semplice: sono qualcuno che viene da Bangkok.

 

HOMETOWN, uscito lo scorso 10 ottobre, rappresenta il compimento di questa ricerca, la tappa in cui tutto converge: la tecnica appresa in Corea, la sensibilità maturata nel tempo, e la lingua che lo riporta alla sua prima verità.

BamBam | Credits to the Owners
BamBam | Credits to the Owners

HOMETOWN, una dichiarazione d’amore

HOMETOWN è il primo album interamente in lingua tailandese di BamBam — e, più in generale, una celebrazione del suo legame con le radici. L’artista ha partecipato direttamente alla scrittura e alla composizione di ogni brano, affermandosi ancora una volta come musicista completo, capace di costruire mondi sonori coerenti e personali.

L’album nasce dal desiderio di condividere con il mondo il suono della propria lingua, il ritmo delle proprie radici. Cantare in thai, per BamBam, non è un gesto nostalgico ma un modo per aprire una porta: invitare chi lo ascolta a entrare in una dimensione intima, dove la musica diventa linguaggio universale e identità al tempo stesso.

In questo dialogo tra passato e presente si inseriscono tre voci d’eccezione della scena musicale thailandese — TIMETHAI, Jeff Satur e INK WARUNTORN — ciascuna interprete di un frammento di quella scena vibrante che oggi sta ridefinendo la pop culture del Paese. E poi c’è Pharrell Williams, produttore dell’ultima traccia Angel in Disguise. Lo scopo della sua presenza non è tanto quello di occidentalizzare il disco, ma al contrario a consacrarne la portata globale, come se BamBam avesse voluto chiudere il cerchio tra il ragazzo di Bangkok e l’artista che si esibisce davanti al mondo.

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Il 13 settembre scorso, BamBam ha portato Angel in Disguise sul palco del Grace for the World, il primo concerto pubblico del Vaticano in oltre duemila anni: un evento di portata storica che abbiamo raccontato in un articolo dedicato qui su Koreami (qui). In quella cornice unica, la sua performance ha assunto il valore di un rito laico, in cui il linguaggio universale della musica si fondeva con il gesto del ritorno.
Come ha dichiarato a Billboard Thailand,

Scrivere in thai mi ha permesso di cantare senza tradurre ciò che sento. È stato come tornare a parlare con il mio cuore.

 

E in effetti, tutto in HOMETOWN ruota attorno a questo: la libertà di esprimersi senza mediazioni, la gioia di riconoscere la propria voce nella sua forma più autentica.

I cinque volti di HOMETOWN

HOMETOWN si apre con Dancing By Myself (feat. TIMETHAI), brano che combina ritmi sofisticati e malinconia elegante. È una canzone che parla di isolamento e desiderio, ma con la leggerezza di chi sa che la solitudine può essere anche una forma di libertà. Il videoclip, ambientato su un rooftop che domina le luci di Bangkok, incarna perfettamente la dimensione urbana e cinematografica che BamBam associa alla sua idea di “casa”.

La collaborazione con TIMETHAI, affermato artista della scena T-Pop thailandese, è una scelta che àncora il brano alle radici di BamBam. La sua presenza crea un ponte autentico tra lo status di star globale dell’artista e la cultura del suo paese d’origine. I due fondono i rispettivi stili in una performance energica che esalta il messaggio di indipendenza della canzone, arricchendola con il dinamismo tipico della musica thailandese contemporanea.

Segue More Than Friend (feat. Jeff Satur), una delle collaborazioni più significative dell’intero EP. Satur, tra i volti più raffinati della nuova scena pop thailandese, è artista completo — cantautore, produttore e attore — capace di muoversi con naturalezza tra R&B, synth-pop e ballate dall’impronta cinematografica. Il loro incontro dà vita a un dialogo dove le voci non si limitano a sovrapporsi, ma si cercano: la luminosità diretta di BamBam trova una risonanza inedita nella voce malinconica e vellutata di Satur. Il brano racconta quel punto di equilibrio fragile tra amicizia e desiderio, dove la sincerità convive con la paura di andare oltre. È un momento di sospensione emotiva, che dà corpo a uno dei temi più universali dell’album — l’amore come forma di riconoscimento reciproco, ma anche come rischio.

Wondering è il cuore dell’EP, la main track: una ballata intima e sospesa, dove la voce di BamBam diventa strumento di introspezione. È la canzone di chi osserva la propria vita da lontano e si chiede cosa significhi davvero “appartenere”. Qui si coglie appieno l’equilibrio che BamBam ha imparato a padroneggiare: la produzione è moderna, impeccabile, ma a governarla è una tenerezza nostalgica che sembra la sua firma più vera. Trovate a questo link il testo e la traduzione di Wondering.

Con Greenlight (feat. INK WARUNTORN) arriva una svolta più luminosa: un inno alla possibilità, un’apertura alla speranza. Il brano gioca con l’immaginario urbano e i suoni sintetici anni ’80, come se dopo aver percorso le strade del passato, BamBam potesse finalmente attraversare un semaforo verde e andare avanti.

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La collaborazione con INK WARUNTORN, una delle voci più amate del synth-pop thailandese, introduce una dimensione sognante e carica di ottimismo. Artista premiata e riconosciuta in tutta l’Asia, INK WARUNTORN è nota per le sue melodie glitterate e uno stile che evoca le sonorità degli anni ’80, perfettamente in linea con l’atmosfera del brano. Il suo timbro vocale, dolce e malinconico, si sposa con la traccia creata da BamBam, dando vita a un duetto che amplifica il tema della speranza e del lasciarsi andare al futuro.

Waruntorn Paonil, a.k.a. INK
Waruntorn Paonil, a.k.a. INK

Chiude l’album Angel in Disguise (prod. Pharrell Williams), che con il suo tocco etereo e quasi spirituale si trasforma in una conclusione sospesa. È una canzone che parla di fede — non in senso religioso, ma umano. Fede nel cammino, nella memoria, nella bellezza che nasce dal riconoscersi fragili. Il contributo di Pharrell amplifica la dimensione cosmopolita del disco, conferendo al suono un respiro internazionale senza tradirne l’essenza thai.

Ogni brano di HOMETOWN si colloca come tappa di una mappa emotiva: dalla solitudine al desiderio, dal dubbio alla gratitudine. Non è un viaggio verso il futuro, ma verso il punto in cui passato e presente si sovrappongono, diventando una sola voce.

Trovare una casa dentro la propria voce

Attraverso questo nuovo lavoro, BamBam consolida la sua posizione come uno degli artisti più interessanti della nuova scena post-idol, capace di unire autenticità e ambizione. La sua scelta di cantare in tailandese, però, trascende il gesto di affermazione personale, trasformandosi in una potenziale rampa di lancio per il T-pop su scala globale. Sfruttando la sua visibilità internazionale, BamBam agisce da pioniere, utilizzando HOMETOWN come un ponte per introdurre la ricchezza della scena musicale thailandese a un nuovo pubblico. L’album diventa così il vettore di una possibile nuova onda artistica, un “semaforo verde” per la cultura thailandese nel mondo.

Con HOMETOWN, quindi, il cerchio non si chiude. Si espande. È come se BamBam, dopo aver esplorato il mondo, avesse preso il suono della sua Bangkok e lo avesse finalmente presentato non solo come un orizzonte personale, ma come una destinazione culturale per tutti. Per lui, tornare a casa non significa fermarsi, ma ricordare da dove parte ogni viaggio e, in questo caso, dove può iniziare un’intera nuova corrente. E continuare a cantarlo, nella lingua che più gli assomiglia, con la consapevolezza di chi ha imparato che il successo, per avere senso, deve sapere di casa.

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Architetto paesaggista e Ph.D candidate in urbanistica, osservo la Corea del Sud attraverso la lente del progetto, tra spazio urbano, trasformazioni sociali e tradizione architettonica. Appassionata di k-pop e k-drama dal 2018, ARMY e ATINY nell’anima e nel cuore, intreccio il mio percorso di ricerca con l’esplorazione delle dinamiche culturali contemporanee.