Lee You-mi ha condiviso la sua esperienza più personale e intensa sul set di “As You Stood By” (“Non stare a guardare” titolo italiano), il nuovo thriller psicologico di Netflix che sta conquistando il pubblico in tutto il mondo. Un progetto cupo, duro, che affonda nelle storie di due donne schiacciate dalla violenza e costrette a compiere una scelta estrema pur di sopravvivere.
Durante un incontro con la stampa in un cafè di Seoul, l’attrice ha parlato del percorso emotivo e della trasformazione fisica che l’hanno accompagnata nell’interpretare Hui-su, una scrittrice di libri per bambini la cui vita viene consumata da un legame matrimoniale profondamente tossico e violento. Accanto a lei nella storia c’è Eun-su (Jeon So-nee), un’altra donna intrappolata nella stessa spirale di disperazione. È da lì che nasce la decisione che cambia tutto.
You-mi ha ammesso di aver rivisto la serie il giorno prima dell’intervista. La prima volta era troppo nervosa per lasciarsi davvero toccare dalla storia, mentre la seconda è stata travolta dalla brutalità delle scene di violenza.
“Durante le riprese non l’ho vissuta in prima persona, ma rivedere le scene mi ha travolta. Ho sentito il dolore, e anche ciò che non viene mostrato”.
Ciò che l’ha avvicinata alla serie è stata la centralità delle due protagoniste.
“Hui-su ed Eun-su guidano la storia con le loro scelte. Nonostante i temi delicati, volevo salvare Hui-su, in qualche modo. Donarle un po’ di felicità attraverso la mia interpretazione”.
Dopo l’uscita della serie, You-mi ha letto i vari commenti degli spettatori. Molti hanno espresso rabbia verso il marito di Hui-su, Jin-pyo.
“Mi ha consolata. Era come se le persone provassero rabbia al posto suo”.
Per proteggersi dal peso emotivo del ruolo, l’attrice ha cercato di mantenere una certa distanza nei momenti fuori dal set.
“Quando mi sentivo svuotata, mi ricordavo di lasciare il dolore di Hui-su solo nelle scene”.
La trasformazione fisica, invece, è stata immediata. L’attrice è scesa dai suoi abituali 41 chili a circa 37.
“Volevo che il suo dolore fosse visibile. Nel corpo, nel modo in cui sedeva a tavola. Mangiare non era un desiderio, ma un obbligo imposto dal marito. Il cambiamento è arrivato naturalmente. Forse ero fatta per questo ruolo”.
Il progetto ha segnato un punto importante della sua carriera.
“È la prima volta che ho sentito di aver incontrato un personaggio che mi ha resa più forte. Le sue scelte e le sue sofferenze mi hanno resa più resiliente”.
Quando l’intervista è arrivata al tema della violenza domestica, il tono di You-mi si è fatto deciso.
“Spero che chi compie abusi affronti davvero le conseguenze. Che non abbia mai una vita serena. Dovrebbero sentire ogni giorno il dolore che hanno causato”.
Il percorso che l’ha portata ad accettare il ruolo è stato altrettanto profondo Una lettera scritta a mano dal regista, che conteneva la poesia “I Got Flowers Today” di Paulette Kelly, dedicata alle vittime di abusi, è stata per lei una rivelazione.
La poesia racconta, in prima persona, la storia di una donna che continua a ricevere fiori dal partner dopo ogni episodio di violenza. Ogni strofa segue lo stesso schema: arriva un nuovo mazzo di fiori accompagnato da una giustificazione, una promessa, un “mi dispiace”.
Ma la situazione non cambia. Anzi, peggiora.
La poesia procede tra paura, solitudine e un amore che smette di essere amore e diventa controllo, fino all’ultimo passaggio, quello in cui la protagonista riceve fiori un’ultima volta, il giorno del suo funerale.
Un grido silenzioso contro la violenza domestica, che ha dato all’attrice la forza di comprendere e incarnare Hui-su.
Non è un giorno speciale.
Ieri sera mi ha picchiata di nuovo
so che gli dispiace, perché mi ha mandato dei fiori (…)
Oggi è un giorno speciale.
E’ il giorno del mio funerale.
Ieri notte mi ha uccisa.
Se solo avessi trovato il coraggio e la forza di lasciarlo (…)”
– Da “I Got Flowers Today” di Paulette Kelly –
Molto del personaggio vive nel silenzio. Hui-su parla poco, spesso niente.
“Quando non ci sono battute, devi comunicare con lo sguardo, con il corpo. Ho provato a raccontare tutto ciò che mancava nella sua storia attraverso piccoli gesti.”
Nonostante la durezza del personaggio, You-mi ha trovato un modo per restare centrata.
“Separarmi da Hui-su mi ha aiutata. Ho girato la serie in uno stato mentale più sano di quanto pensassi.”
Oggi, ripensandoci, descrive Hui-su come un punto di svolta.
“Ogni personaggio mi ha fatto crescere, ma lei lo ha fatto in modo più sano. Mi ha resa più solida.”
Uscito il 7 dicembre, “As You Stood By” sta continuando a salire nelle classifiche globali. Secondo FlixPatrol, la serie è arrivata al primo posto nella classifica TV mondiale di Netflix, conquistando la vetta in 21 Paesi.
Tutti gli episodi sono disponibili su Netflix.
Se sei vittima di violenza o temi per la tua sicurezza, non restare in silenzio. Chiama il 1522, il servizio nazionale antiviolenza e stalking attivo 24/7, gratuito e anonimo.


