Marianna Baroli

Marianna Baroli, davvero.

Elisa
By Elisa
10 Min Read

Marianna Baroli, giurisperita, segno dei pesci.
Marianna Baroli, giornalista di alcune fra le testate giornalistiche più importanti d’Italia.
Marianna Baroli, con le sue interviste è diventata una delle persone più ammirate – ed invidiate – dagli amanti di Hallyu.

Marianna Baroli, chi sei?

Una sfigata. Questa è l’etichetta che fino a qualche anno fa appioppavano alle persone come me, come noi, appassionate di Oriente. Io sfigata lo sono ancora, e lo rivendico con orgoglio anche ora che siamo di moda e sfigati non ci chiamano più. Sono anche una persona molto determinata, che rivendica con orgoglio quello che ha fatto e sta facendo nonostante tutto e tutti, e che a volte si dispiace perché viene quasi data per scontata o sminuita senza motivo. Sono una persona a tratti molto dura, con se stessa e non con gli altri, perché vorrebbe dare sempre di più e quando non riesce iper-analizza i motivi del “fallimento”. Sono anche una persona che ha molto sonno, che lavora tanto di notte, ma questo fa parte del gioco. E a me piace giocare *musichetta di Squid Game*

Per tant* di noi, italian* appassionat*di Hallyu, tu sei un punto di riferimento importante. Sappiamo che non è l’unico topic di cui ti occupi, ma ci piacerebbe sapere come è stato farsi strada come “hallyu insider”.

Difficile, un percorso lungo e a ostacoli. Le persone non capiscono, o meglio non vogliono capire. Mi piace visualizzarmi come una persona che corre, corre, corre. Salta ostacoli e non ne azzecca mezza, perché li abbatte tutti; però mica si arrende. Va avanti. E dopo cento ostacoli abbattuti, TAC! Ne salta uno per bene. E il resto diventa storia. Per essere più concreti: non è facile farsi accettare come italiana. Non è facile nemmeno far capire che Panorama (una delle testate per cui scrive, NdA) non è solo politica, fascismo e tutte quelle menate lì. Che il lavoro è una cosa, le proprie idee un’altra, e soprattutto quando si parla di Oriente, Hallyu, Kpop e Kdrama, la politica e lo schieramento di un giornale non c’entrano nulla. Poi c’è la parte prettamente professionale. Da noi pochi credono nei prodotti coreani, hanno iniziato un po’ con Squid Game forse, poi Pachinko. Ora la situazione sta migliorando e c’è una corsa ad attestarsi il primato del “io facevo review dal Paleolitico”, “ma io ho intervistato Caio per prim*” “io ho fatto così E SO CHE LEI NO”. Sono cose che mi fanno cadere le braccia perché io non la vedo come una corsa all’oro. Ma un’opportunità più unica che rara. E che va apprezzata finché dura. Per questo, e in tutta onestà, rivendico l’essere “la rompi*bip che ha contattato TUTTE – e vi dico, tutte davvero – le agenzie coreane”. Non ce l’ho ancora fatta come vorrei, qualche
ostacolo quando corro lo abbatto ancora. Ma qualcuno lo salto, e anche bene (vedi essere la prima italiana inviata ufficialmente alle conferenze stampa dei BTS e al loro concerto a Busan). Questo non significa che domani salterò tutti gli ostacoli in modo eccellente. Ne abbatto a decine ogni giorno. Ma ho imparato a pensare che questi ostacoli che salto bene sono quello che conta, e devo godermeli tutti.

LEGGI ANCHE  Marianna Baroli @ ARIRANG sulla guerra di Corea, la DMZ e su come siamo stati gli "eroi nascosti".

Raccontaci un aneddoto simpatico relativo al tuo lavoro.

Ho scoperto che di notte dormire è sopravvalutato. Che ho degli occhi grandi, “a little bit almond shape” e lo ha detto Lee Min Ho quindi prendo e porto a casa; che mi chiamano tutti noona e eonni e mi fa molta tenerezza. Che se un idol ti prende in simpatia è per vero, e ci stringi anche rapporti molto teneri. E – fa ridere – ma ho scoperto che i coreani ti ghostano davvero, anche nel lavoro. Ma che prima o poi tutti tornano, come le nonne ci hanno insegnato. E a quel punto … *riparte la musichetta di Squid Game*

Per parlare invece di aneddoti reali, posso raccontarvi di quando sono entrata per un appuntamento in Warner Korea e mi sono trovata di fronte Yugyeom dei GOT7. O di come i Forestella mi abbiano regalato dei biscotti a forma di sorriso e preparato il peggior espresso di sempre “perché sarai anche stufa di bere iced americano” (spoiler: no, io lo bevo anche qui e pure d’inverno).

Raccontaci un aneddoto non così simpatico relativo al tuo lavoro.

Le minacce. Gli insulti. Le persone che “ti vengo a cercare sotto l’ufficio”. Chi scava nel tuo passato lavorativo e giudica senza sapere il perché tu abbia scritto e affrontato certi temi – e lo dico, apertamente, certe cose fanno parte del percorso per diventare professionista e basta. Mi hanno definita in tutti i modi possibili e immaginabili sui social, senza motivazioni valide. Tra l’altro c’è questa credenza che io sia spocchiosa e me la tiri – giuro che non è così. Anzi, sono l’opposto, forse si può rinfacciarmi solo che io sia troppo riservata. Ma, per farvi ridere, mi viene sempre detto sul lavoro e dai miei amici più cari che dovrei tirarmela di più. Vorrei dire che può bastare, ma purtroppo facendo questo lavoro capisci che la categoria peggiore sono quelle persone si fingono tue amiche con tanto di “amore tifo fan club yay” e poi scopri che lo fanno solo per arrivare a qualche cosa – e appena non lo ottengono diventano le haters più inferocite. Purtroppo capita molto spesso.

L’aspetto più positivo del tuo lavoro.

Il poter fare quello che mi piace 24h su 24. Il poter viaggiare. Il potermi confrontare con persone diversissime da me e tra loro e imparare milioni di cose nuove ogni giorno. Ce ne sono tantissimi di lati positivi: io amo scrivere, e non potrei immaginarmi a fare altro. Scrivere di quello che mi piace è un privilegio. E come tale offre l’accesso a un mondo un po’ diverso di vivere l’Hallyu wave. E quando posso condividerlo con altre persone appassionate come me, sono solo contenta.

LEGGI ANCHE  Marianna Baroli @ ARIRANG sulla guerra di Corea, la DMZ e su come siamo stati gli "eroi nascosti".

L’aspetto più negativo del tuo lavoro.

I falsi amici che ti si creano attorno, le persone che cercano in tutto e per tutto di demolire quello che fai parlando male di te, e la sovraesposizione social – che porta al punto 2 con annessi e connessi. La competizione giornalistica su qualcosa che fino a ieri non interessava a nessuno e ora invece sembra essere linfa vitale.

La persona più cute che hai intervistato.

Cute nel senso di tenera, Cha Eunwoo. Cute but funny, Taecyeon dei 2PM. Cute nel senso di modesto nonostante possa permettersi di non esserlo, Sung Hoon.

Dai su, dicci anche la persona meno cute che hai intervistato.

XXXX. Nome attore censurato 1.

XXXX. Nome cantante censurato 2.

Troppo montati.

L’intervista che più vorresti fare e ancora non hai fatto?

BTS a parte, che credo sia un goal per tutti… G-Dragon. Jackson Wang. E come gruppo i Seventeen. E uno sfacelo di attori e attrici. Se ne devo scegliere uno, Lee Dong Wook.

Ora confessa … cantanti, attori, chi più ne ha e più ne metta… chi è il tuo ultimate supremo?
Cantanti, solo uno. L’unico. Min Yoongi. Attori, Lee Min Ho.

Il consiglio pratico top da dare a chi sta per partire per la Corea del Sud in vacanza?

Non fate pellegrinaggi kpop. Tanto il k-pop vi trova lo stesso. Vivetevela; niente piani giornalieri da marcia dei pinguini. Scandite le giornate per quartieri. Seoul ha tantissime chicche nascoste. Ma se andate come i muli perché dovete farvi 300 palazzi, negozi, musei, ristoranti, agenzie finirete per vedere quello che vedono tutti e tornare felici, si, stanchi morti, pure, e senza quel non-so-che che rende una città tua. Io preferisco pensare che il futuro ci riservi sempre delle sorprese, che se vado in un posto non sarà l’ultima volta, e che anche se non faccio la turista indefessa che marchia sulla mappa tutti gli spot più famosi, non succede niente. Preferisco vedere un palazzo in meno e passare tre ore in più nei vicoli di Seongsu e scoprire posti fatti per me.

I tuoi piani futuri?
Dormire un po’ di più – impossibile.
Tornare in Corea, il prima possibile.
Continuare a pubblicare interviste.
E tanti altri progetti, in solitaria e con amici, che spero possano piacere a tutti.

Potete trovare tutti i lavori di Marianna per Panorama qui.

Share This Article
Follow:
Sociologa dentro e accademicamente, "ex corporate girl, ora quota rosa in una start up innovativa" fuori. Le mie prime foto da bambina mi ritraggono già con le cuffione gialle sulle orecchie, ascoltavo i Simple Minds e i Tears for Fears. Vivrei di kimchi. C'è altro? Ah sì: INTJ-T. O cancro ascendente vergine, che praticamente è la stessa cosa. Dal 2026 Honorary Reorter di Korea.net