Now this house ain’t a home (ATEEZ): Testo, Traduzione e due parole

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Immagina una casa che sta perdendo l’anima, dove le pareti non parlano più e ogni angolo sembra vuoto. “This House Ain’t a Home”, terza traccia del dodicesimo Mini Album “Golden Hour: Part. 3”, è una ballad intima e potente degli ATEEZ, che si muove tra il sussurro e l’urlo del cuore, esplorando temi di smarrimento, nostalgia e ricerca dell’identità. È una canzone che parla di case che non sono più “casa”, di luoghi un tempo pieni di calore ora divenuti spazi freddi, vuoti, giudicanti. Fin dal titolo, la distinzione tra house e home diventa cruciale: la prima è una struttura, la seconda è un rifugio emotivo. Un tempo quel luogo offriva sicurezza, ora non è che un guscio vuoto. La perdita evocata non è tangibile, ma profondamente interiore: ciò che viene a mancare è il senso di appartenenza, la possibilità di sentirsi accolti, riconosciuti, amati.

Nel ritornello, la frase “That piece of me that never left” allude a una parte profonda del sé che continua a esistere, nonostante tutto. È quel nucleo fragile ma resistente che resta ancorato a un’idea di casa, di identità, di radici. È una voce interiore che non si arrende, un canto di resistenza emotiva che sopravvive anche al dolore più silenzioso.

La pressione del mondo esterno, il suo frastuono, il suo giudizio costante, emergono fin dai primi versi rap: il mondo là fuori è troppo veloce, troppo duro, impone maschere e modelli, e mette in discussione chi siamo davvero. In questo contesto, anche la casa – un tempo luogo sicuro – perde il suo calore, e diventa essa stessa fonte di estraneità. Questa sensazione si acuisce nel contrasto tra la casa e il parco giochi evocato nel testo, dove la libertà e la spensieratezza dell’infanzia sembrano più autentiche del conforto adulto. Preferire lo scivolo al letto è un’immagine tenera e tagliente allo stesso tempo: crescere significa, spesso, perdere la propria spontaneità lungo il cammino.

Il testo si riempie di immagini concrete e affettive: ombre alla finestra, voci familiari nel corridoio, la televisione accesa nelle sere di domenica. Ogni elemento è un frammento di memoria, un dettaglio che un tempo costruiva quel senso di rifugio, e che ora si fa malinconico, distante, quasi irreale. Tutto ciò che era quotidiano si è trasformato in assenza. Nella seconda strofa, il protagonista si rivolge a se stesso con una domanda semplice e tremenda: Sei ancora là?” — è un dialogo con il proprio io più vero, con quella voce bambina che rischia di scomparire sotto il peso del tempo, del dolore, della stanchezza. Eppure, anche nella fragilità, cresce una nuova consapevolezza: ogni ansia, ogni lacrima notturna fa parte di un percorso di trasformazione. La casa non è più un luogo da trovare fuori, ma qualcosa da ricostruire dentro di sé.

“This House Ain’t a Home” è, in fondo, un’ammissione amara e necessaria. Per ritrovare casa, a volte, bisogna prima perdersi. Bisogna lasciar andare ciò che non ci rappresenta più, accettare il vuoto, per poter ricominciare. Anche nella solitudine, anche nella confusione, può nascere un nuovo senso di appartenenza. La canzone diventa così un inno alla vulnerabilità consapevole, un canto sincero per chi ha smarrito la strada ma non ha smesso di cercare il proprio posto nel mondo.

Questo tema — quello dell’identità in crisi, del viaggio verso un rifugio interiore — non è nuovo per gli ATEEZ. In “Turbulence” si affronta il disorientamento giovanile e la paura del futuro, mentre in “If Without You” si canta l’angoscia della solitudine e il desiderio di essere accolti da qualcuno che sappia vederci davvero. “Star 1117” propone una dimensione più dolce e sognante, ma ancora legata alla ricerca di una connessione profonda. E in brani come “Mist” e “Aurora” si ritrovano atmosfere sospese, simbolo di quel momento in cui non si è più ciò che si era, ma non si è ancora ciò che si diventerà.

Con This House Ain’t a Home, gli ATEEZ continuano a dar voce a un’esperienza universale ma spesso silenziosa: quella della casa che si perde… e della speranza di ritrovarla, dentro al cuore.

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[Intro]
Ehi, ehi

[Ritornello: Seonghwa, Yunho]
Quella parte di me che non se n’è mai andata
Ha tanto da vedere, da non rimpiangere
Ciò che sarai non è ciò che devi per forza essere
Non sai mai cosa ti aspetta oltre l’angolo
Madri che insegnano a figlie
E che trasformano figli in padri
Col tempo cresciamo tutti
Ma a volte ci sentiamo più piccoli
Ora questa casa non è una casa
No, questa casa non è più una casa

[Post-Ritornello: Yunho]
Ora questa casa non è una casa
No, questa casa non è più casa

[Strofa 1: Mingi, Hongjoong]
Fissa un punto
Nel buio che mi copre gli occhi
Là fuori è rumoroso, giudica tutto ciò che faccio, ogni parola
Mi abbatto, e sospiro come se fosse un lamento
Qualcun altro cerca di definire il mio valore e ciò in cui credo
Questo posto per me è freddo, freddo
E tutto il mondo mi gira intorno, mi confonde, confonde
Devo andarmene, trovare un posto che ci accolga per ciò che siamo
Strappiamo via le tende, andiamocene verso una nuova casa
Io ancora preferivo il parco giochi alla mia stanza (Yeah)
Sono sempre lo stesso bimbo che scappava da casa a tre anni (Yeah, yeah)
Lo scivolo era più accogliente del letto
E ho peccato ammassando case nuove senza capire il valore di quella vecchia
La silhouette che si rifletteva fuori dal vetro
La voce che sentivo già dal corridoio
Perfino la TV attorno a cui ci si riuniva la domenica sera
Mi manca tutto di quella casa… che era solo una casa

[Ritornello: San, Yeosang]
Quella parte di me che non se n’è mai andata
Ha ancora tanto da vedere, per non avere rimpianti
Ciò che diventerai, non dev’essere già deciso
Non sai mai cosa ti aspetta dietro l’angolo
Madri che crescono figlie
Che fanno dei figli, padri
Col tempo, tutti cresciamo
Anche se a volte ci sentiamo più piccoli

[Post-Ritornello: Yeosang]
Ora questa casa non è una casa
No, questa casa non è più casa

[Strofa 2: Jongho, Wooyoung]
Ciao? Ho chiesto a me stesso
Se fossi ancora lì, dentro di me
Se, crescendo storto,
Hai finito per odiare te stesso
Allora dov’è il tuo posto?
Forse è da qualche parte, sì
Un mare di pace
Devo trovarlo, devo andarci
E così parto per una pianura sconfinata
Mi incammino su una strada che non finisce
E quando arriva la notte
L’ansia torna e brucia come un sapore troppo forte
Devo ingoiarla tutta, anche se mi fa piangere
Una tempesta riempie i miei occhi annebbiati
Sopravvivo un altro giorno, ancora una volta
E spero, un giorno, di arrivare davvero lì (Yeah)

[Ritornello: Yeosang, San]
Quella parte di me che non se n’è mai andata
Ha ancora tanto da vedere, per non avere rimpianti
Ciò che diventerai, non dev’essere già deciso
Non sai mai cosa ti aspetta dietro l’angolo
Madri che crescono figlie
Che fanno dei figli, padri
Col tempo, tutti cresciamo
Anche se a volte ci sentiamo più piccoli

[Post-Ritornello: San]
Ora questa casa non è una casa
No, questa casa non è più casa

[Outro: Seonghwa]
Perché questa casa non è una casa
No, questa casa… non è più casa

[Intro]
Hey, hey

[Chorus: Seonghwa, Yunho]
That piece of me that never left
Has much to see, to not regret
What you’re to be don’t have to be
You never know what’s around the bend
Mothers to daughters
Who turn sons into fathers
In time, we all get taller
While sometimes feeling smaller

[Post-Chorus: Yunho]
Now this house ain’t a home
No, this house ain’t a home

[Verse 1: Mingi, Hongjoong]
Fix on
The darkness that blocks my view
From the outside, noisy voices judge everything
Shrinking back, sighing with complaints
Someone else defines my beliefs and values
This place feels cold to me, so cold
The whole world is dizzying, dizzying
We need to break free to a place
Where we can fully embrace who we are
Tear the curtains and head to a new home of mine
Still playing in the playground instead of having a real home (Yeah)
Still holding onto childhood habits, a kid who ran from home (Yeah, yeah)
Slides felt cozier than beds
A sin of stacking up new homes without knowing the worth of the old
A silhouette shining outside the window
That voice echoing down the hall
Even the TV we sat around on Sunday nights
I miss that place that was just a “house”

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[Chorus: San, Yeosang]
That piece of me that never left
Has much to see, to not regret
What you’re to be don’t have to be
You never know what’s around the bend
Mothers to daughters
Who turn sons into fathers
In time, we all get taller
While sometimes feeling smaller

[Post-Chorus: Yeosang]
Now this house ain’t a home
No, this house ain’t a home

[Verse 2: Jongho, Wooyoung]
Hello? I asked myself
“Are you still there?”
Growing up without balance
You came to hate yourself
Where exactly
Is it somewhere, yeah
The sea of rest
I must go find it
So I set off across wide fields
On an endless road
The anxiety that comes with night
Is a bitter taste that’s hard to bear
I swallow it down, tears well up
A sudden rain shower blurs my vision
I endure one day, then one more
Hoping that someday I’ll reach that place
(Yeah)

[Chorus: Yeosang, San]
That piece of me that never left
Has much to see, to not regret
What you’re to be don’t have to be
You never know what’s around the bend
Mothers to daughters
Who turn sons into fathers
In time, we all get taller
While sometimes feeling smaller

[Post-Chorus: San]
Now this house ain’t a home
No, this house ain’t a home

[Outro: Seonghwa]
‘Cause this house ain’t a home
‘Cause this house ain’t a home

[Intro]
Hey, hey

[Chorus: Seonghwa, Yunho]
That piece of me that never left
Has much to see, to not regret
What you’re to be don’t have to be
You never know what’s around the bend
Mothers to daughters
Who turn sons into fathers
In time, we all get taller
While sometimes feeling smaller


[Post-Chorus: Yunho]
Now this house ain’t a home
No, this house ain’t a home

[Verse 1: Mingi, Hongjoong]
Fix on
눈앞을 가리고 있는 이 어둠
밖에서는 소란스럽게 평가해 모든 걸 말이야
주눅 들고 숨에 푸념을 싣고
내 신념과 가치를 누군가가 정의해
이곳은 내겐 차가워, 차가워
온 세상이 내겐 어지러워, 어지러워
벗어나야 해 온전히 우리를 우리로 품을 수 있는 곳으로
커튼을 찢고 나가자 새로운 나의 집으로
나 아직도 집 대신에 놀이터에 (Yeah)
세 살 버릇 여전해 집을 나온 어린애 (Yeah, yeah)
침대보다 미끄럼틀이 더 아늑했던
헌 집 소중한지 모르고 새 집만 쌓은 죄
창문 밖 비치던 silhouette
복도부터 들려오던 그 목소리도
일요일 밤 둘러앉던 TV까지
고작 집이었던 집이 그립지

[Chorus: San, Yeosang]
That piece of me that nevеr left
Has much to see, to not regret
What you’rе to be don’t have to be
You never know what’s around the bend
Mothers to daughters
Who turn sons into fathers
In time, we all get taller
While sometimes feeling smaller


[Post-Chorus: Yeosang]
Now this house ain’t a home
No, this house ain’t a home

[Verse 2: Jongho, Wooyoung]
안녕? 난 나에게 물었지
여전히 그곳에 있냐고
균형 없이 자라나 버린
네 자신을 미워하면서
대체 어디가
혹시 어딘가, yeah
안식의 바다
찾아가야만 해
그래서 떠나 넓은 평야
하염없는 길을 떠나
밤이 오면 찾아오는
불안함은 꽤 참기 힘든 맛
힘껏 삼켜 눈물이 나
흐릿하던 눈에 온 소나기
하루 버텨 또 한 번 더
언젠가 그곳에 닿을 수 있길
(Yeah)
 
[Chorus: Yeosang, San]
That piece of me that never left
Has much to see, to not regret
What you’re to be don’t have to be
You never know what’s around the bend
Mothers to daughters
Who turn sons into fathers
In time, we all get taller
While sometimes feeling smaller


[Post-Chorus: San]
Now this house ain’t a home
No, this house ain’t a home

[Outro: Seonghwa]
‘Cause this house ain’t a home
‘Cause this house ain’t a home
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Architetto paesaggista e Ph.D candidate in urbanistica, osservo la Corea del Sud attraverso la lente del progetto, tra spazio urbano, trasformazioni sociali e tradizione architettonica. Appassionata di k-pop e k-drama dal 2018, ARMY e ATINY nell’anima e nel cuore, intreccio il mio percorso di ricerca con l’esplorazione delle dinamiche culturali contemporanee.