di India Roby
marzo 2023
traduzione di Koreana
Jimin apre il video musicale di “Like Crazy” con uno sguardo che sembra più perso che mai. Girata durante quella che sembra una festa organizzata per sé stesso, la clip di 3 minuti lo segue mentre cerca letteralmente di scrollarsi di dosso il dolore ballando. Il video musicale si conclude con lui che torna a un tavolo nelle prime ore del mattino, prima di chinarsi esausto e imbrattare la telecamera di fango.
Dal debutto dei BTS nel 2013, nel corso della loro carriera da record fino ad ora, Jimin è sempre stato conosciuto dagli ARMY per la sua personalità contagiosamente ottimista e carismatica. In passato abbiamo avuto anticipazioni nella sua vita interiore come artista solista in canzoni come “Promise”, “Lie”, “Serendipity” e la sua ultima collaborazione con Taeyang dei BigBang, “Vibe” – ma questa è la prima volta che si mostra vulnerabile, persino nichilista sulla sua angoscia.
A seguito delle release dei compagni di band RM e j-hope – progetti che, uno per uno, hanno inviato i fan nelle profondità della loro psiche – Jimin ha lanciato oggi il suo primo album da solista intitolato Face. In 20 minuti, il progetto a tutti gli effetti rimuove tutti gli suoi strati e sblocca il suo pieno potenziale, oltre l’etichetta BTS.
La produzione di Face è iniziata all’inizio del 2022 e si presenta con un pacchetto di sei tracce che include la canzone pre-rilascio, “Set Me Free Pt.2” e la title track “Like Crazy”. Con l’aiuto di una troupe di produttori e musicisti – il compagno di band dei BTS RM, Ghstloop, Pdogg, Evan, Chris James, Blvsh e Supreme Boi – il polifuzionale artista si occupa sia di testi che di musica: detiene infatti crediti di scrittura e produzione per quasi tutti delle canzoni.
Face propone uno sguardo inusuale e sincero sulle ferite mai esposte di Jimin e affronta quelle parti più profonde di sé stesso, quelle si cui vorrebbe potersi dimenticare. L’album prende il via con “Face-off”, che si apre con una musica distorta prima dell’arrivo della sua voce. La traccia è soul-trap non esita a mostrare i suoi pensieri interiori più cupi e ti afferra immediatamente trascinandoti nella spirale della sua mente: “I guess the blame is on me/ Look at me right now/ Living like stupid, Believing in people/ It’s the beginning of this terrible nightmare”, canta in inglese e coreano, affrontando sentimenti di dubbio e delusione. “It’s a beautiful night/ I think you found me/ Tonight, I don’t wanna be sober/ Pour it up, it’s all fucking over”.
Quei pensieri continuano in “Alone”, una ballata più morbida e lenta che rivela la paura di Jimin di rimanere indietro durante la pandemia. “The same day/ It flows again/ How long do I have to endure it?/ Can I go back to where I am from?/ This cold and lonely night/ Without thinking, I walk in my dark room alone/ I said it was okay/ I feel like I’m losing myself slowly”, canta su una dolce melodia di chitarra. È in qualche modo confortante sapere che anche una delle più grandi star del mondo prova, e può esprimere senza scusarsi, questa sensazione di mancanza e solitudine.
Jimin include in Face frammenti audio di eventi e pezzi di media che hanno importanza per lui, che fanno sembrare l’album un’immersione nella sua psiche. “Interlude: Dive” inizia con le parti strumentali inverse di “Face-off” prima di lanciarsi in una sequenza di suoni quotidiani che rievocano ricordi felici e tristi. L’intervallo sognante e ipnotico si intreccia nelle registrazioni del discorso di apertura del cantante dal concerto di Busan 2022 dei BTS, il ruggito di una folla festante e i suoni di aspetti più banali della vita, come l’acqua che riempie un bicchiere e chiacchiere lontane in sottofondo.
Nella traccia principale dell’album, “Like Crazy” sono intessuti i dialoghi di uno dei film preferiti di Jimin (da cui prende il nome la canzone) portato in scena da Anton Yelchin e Jennifer Lawrence . “I think we could last forever”, dice Lawrence all’inizio della canzone. inizio. “I’m afraid that everything will disappear”, risponde Yelchin. Jimin usa questa clip come trampolino di lancio per un testo sulla dolorosa realizzazione di aver perso qualcuno che ama e sul rifiuto di svegliarsi da quel sogno. “A cliché story like a drama/ I’m getting used to it/ Did I come too far to find the me you used to know”, canta in coreano. “I’d rather be/ Lost in the light / Lost in the lights/ I’m outta my mind/ Please hold onto the end of this night” (la versione inglese di “Like Crazy” tocca invece il fardello della celebrità e la paura di potersi perdere ancora una volta.)
Nonostante l’oscurità e il caos, Face è un progetto di resilienza e trionfo. Jimin si libera dai suoi confini mentali nel brano hip-hop pre-rilascio “Set Me Free Pt.2” (un cenno a “Interlude: Set Me Free” di Suga dal suo mixtape D-2 sotto il suo secondo alias Agust D). Qui supera le sue battaglie interne e si sente fiducioso nella ritrovata libertà mentre ripete frasi come “Set me free” e “Finally free”. Dice anche agli haters di andare a quel paese mentre si gode questa rivelazione in “prima serata” (prime time), dicendo: “F * ck all the opps” e “Look at me now/ I won’t stop, even if they mock me/ Going insane to stay sane/ Raise your hands for the past me”.
Se i lavori precedenti di Jimin sono stati sussurri effervescenti, Face è un onesto urlo nel vuoto. Un album di lotta contro un tormento autoinflitto che termina con un nuovo inizio artistico, mentre mostra una creatività inedita attraverso l’uso di frammenti e clip personali. Gli ascoltatori incontrano Jimin mentre si trova in un territorio sconosciuto, mentre mostra il suo desiderio di evolversi oltre il titolo BTS, sulla soglia di qualcosa di ancora più grande in arrivo.
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