La complessa battaglia legale tra i membri degli EXO Chen, Baekhyun e Xiumin (noti come EXO-CBX) e la loro agenzia storica, SM Entertainment, ha raggiunto un nuovo punto di svolta. Secondo quanto riportato, la sub-unit ha perso anche il sesto round consecutivo nelle varie dispute legali e amministrative avviate contro l’agenzia, ritrovandosi in una posizione processuale sempre più debole.
Ma per capire come si è arrivati a questo punto, è necessario fare un passo indietro e ricostruire una vicenda che si trascina da oltre un anno.
L’accordo del 2023 e la nuova agenzia
La disputa è esplosa pubblicamente nel giugno 2023, quando CBX annunciarono l’intenzione di terminare i loro contratti con SM, denunciando una durata eccessiva (definiti “contratti schiavisti”) e una cronica mancanza di trasparenza nei rendiconti finanziari. SM rispose all’epoca parlando di un tentativo di tampering (interferenza) da parte di forze esterne.
La crisi sembrò rientrare rapidamente. Il 18 giugno 2023, le due parti firmarono un accordo (l'”Accordo 6·18″) che ridefiniva il loro rapporto:
- Le attività di gruppo come EXO sarebbero rimaste sotto la gestione di SM Entertainment.
- Le attività soliste e come sub-unit (CBX) sarebbero state gestite dalla nuova etichetta indipendente dei membri, INB100, fondata da Baekhyun.
- In cambio dell’utilizzo della proprietà intellettuale di SM (come il nome EXO) e della risoluzione della disputa, INB100 si impegnava a versare a SM una commissione del 10% sui ricavi generati dalle attività indipendenti.
La riaccensione del conflitto nel 2024
Per quasi un anno, l’accordo ha retto. Tuttavia, nel giugno 2024, la INB100 ha indetto una conferenza stampa d’emergenza, accusando SM di aver violato i termini dell’accordo.
Secondo CBX, SM aveva promesso verbalmente di garantire loro una commissione di distribuzione musicale agevolata (al 5.5%) tramite il colosso Kakao (principale azionista di SM), promessa che non sarebbe stata mantenuta. Sostenendo che SM avesse rotto l’accordo per prima, la INB100 ha annunciato che non avrebbe più pagato la commissione pattuita del 10%.
Le sei sconfitte legali di CBX
In risposta al mancato pagamento, la SM Entertainment ha intentato una causa civile per ottenere l’adempimento del contratto e il versamento delle commissioni dovute.
Da quel momento, i CBX hanno tentato molteplici strade legali e amministrative per invalidare l’accordo o dimostrare la colpevolezza di SM, ma tutte si sono concluse con un fallimento. L’articolo odierno si riferisce proprio alla somma di queste sconfitte:
- Contro-querela per frode: la denuncia penale presentata dai CBX contro SM è stata archiviata dalla polizia e dalla procura per insufficienza di prove.
- Richiesta di documenti contabili (Tribunale Distrettuale): i CBX hanno chiesto un’ingiunzione per costringere SM a fornire 13 anni di contabilità. La richiesta è stata respinta.
- Appello (Alta Corte): l’appello contro la decisione del tribunale distrettuale è stato ugualmente respinto.
- Appello finale (Corte Suprema): anche la Corte Suprema ha confermato le sentenze precedenti, definendo la richiesta di documenti eccessivamente ampia e potenzialmente usata come “pressione psicologica”.
- Reclamo al Ministero della Cultura (MCST): un reclamo formale per la presunta mancata trasparenza contabile è stato esaminato e respinto dal Ministero.
- Reclamo alla Fair Trade Commission (KFTC): anche l’autorità garante della concorrenza ha indagato sulle presunte pratiche contrattuali sleali di SM, concludendo che non vi erano prove di illeciti.
Con tutte le principali azioni procedurali e amministrative avviate dai CBX che si sono concluse a favore di SM Entertainment, la posizione legale della sub-unit nella causa principale (quella sul pagamento del 10%) appare ora significativamente indebolita.





