Una fan brasiliana è stata arrestata a Seoul dopo aver visitato più volte l’abitazione di Jung Kook dei BTS, causando disturbo e violando la legge sudcoreana contro lo stalking.
Secondo quanto riferito dalla Yongsan Police Station, l’arresto è avvenuto il 4 gennaio intorno alle 14:50, nel distretto di Yongsan, dove si trova la residenza dell’artista.
La donna, sulla trentina, avrebbe creato disordini davanti alla casa, arrivando anche a lanciare della posta verso l’edificio.
Non si trattava di un episodio isolato. Le autorità hanno confermato che la stessa persona si era già recata sul luogo due volte nel mese di dicembre. In quell’occasione, su richiesta della parte di Jung Kook, era stato disposto un ordine di non contatto. Questa volta, però, la situazione è degenerata e la donna è stata fermata direttamente sul posto con l’accusa di violazione della legge anti-stalking.
La polizia ha fatto sapere che le indagini sono ancora in corso per chiarire nel dettaglio le motivazioni e le azioni della donna.
Purtroppo, non è la prima volta che Jung Kook si trova a dover affrontare intrusioni nella sua vita privata.
Già nel giugno dello scorso anno, una donna cinese sulla trentina era stata arrestata per tentato scasso dopo aver cercato più volte di inserire il codice della porta della sua abitazione, in concomitanza con il periodo del suo congedo militare. In seguito, il caso si era concluso con un’incriminazione sospesa.
Nei mesi successivi si sono verificati altri episodi simili. A ottobre, una donna coreana sui quarant’anni è stata denunciata per essere entrata senza autorizzazione nel parcheggio del residence. A novembre, una donna giapponese sulla cinquantina è stata segnalata per aver tentato di forzare la serratura dell’abitazione.
Dopo uno di questi tentativi, Jung Kook aveva deciso di rivolgersi direttamente ai fan durante una live, con parole molto chiare.
“Superare certi limiti è sbagliato”, aveva detto.
E aveva aggiunto, senza mezzi termini: “tutto viene registrato come prova. In caso di intrusione, verrete portati via”.


