Il battito della Corea a Udine: tutto sul Far East Film Festival 28

Simona
By Simona
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Dal 24 aprile al 2 maggio 2026, Udine torna a respirare aria d’Oriente con la 28ª edizione del Far East Film Festival. Le luci si accenderanno tra il Teatro Nuovo e il Visionario, pronti a ospitare nove giorni di immersione totale. In programma ci sono ben 76 pellicole da 12 Paesi diversi.
La città intera che si trasformerà in una vibrante Asia Zone.

Tutto è cominciato quasi per sfida nel lontano 1998. All’epoca, scommettere sul cinema asiatico sembrava un azzardo, un esperimento per pochi visionari. Eppure, quella scommessa è stata vinta. Anno dopo anno, il FEFF ha saputo costruire un ponte solido tra Udine e le grandi metropoli dell’Est, diventando il punto di riferimento europeo per chi ama queste latitudini. L’edizione di quest’anno vuole fare proprio questo: celebrare le infinite anime dell’Asia attraverso lo sguardo potente della macchina da presa.

Un mosaico di storie, generi e sensibilità che convivono senza annullarsi, anzi si amplificano a vicenda.
Tra i numeri più importanti: 52 film in concorso, 24 fuori concorso, con anteprime mondiali, internazionali ed europee che attraversano tutta la selezione.

Ma il cuore emotivo di questa edizione batte forte anche grazie agli ospiti.

Le stelle del FEFF 28

A ricevere il prestigioso Golden Mulberry Award saranno due nomi giganteschi del cinema asiatico. Da una parte la diva cinese Fan Bingbing, presenza storica del festival e icona assoluta del cinema contemporaneo. Dall’altra l’attore giapponese Koji Yakusho, protagonista di Perfect Days di Wim Wenders e volto simbolo di oltre quarant’anni di cinema nipponico.

Yakusho sarà anche al centro di una grande retrospettiva, Perfect Roles, che attraversa alcuni dei titoli più importanti della sua carriera, da The Eel a 13 Assassins, fino a Perfect Days. Un omaggio che si estende tra Udine e Roma, in collaborazione con il Japan Foundation.

Tra gli ospiti più attesi anche il regista Lee Sang-il, che accompagnerà il suo nuovo film Kokuho, uno dei titoli più importanti dell’intera selezione. Un’opera monumentale, già accolta con entusiasmo dalla critica internazionale e pronta a debuttare anche nelle sale italiane subito dopo il festival.

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Yoo Yeon-seok

La Corea del Sud al centro della scena

Per la prima volta nella storia del festival, debutta la sezione KOCCA on Screen@Udine, dedicata alle eccellenze della serialità coreana. A tenere a battesimo questa rivoluzione ci sarà Yoo Yeon-seok. L’attore sarà a Udine per presentare Phantom Lawyer (Shin I-rang Law Firm).
La serie mescola legal drama e fantasy. Yoo interpreta un avvocato timido capace di vedere i fantasmi e la sua prova attoriale ha già infranto i record in patria, superando l’11% di share con i soli primi due episodi. 

Cinema della memoria e impegno civile: i titoli in concorso

Se il drama segna il debutto, il cinema resta il pilastro. La selezione coreana di quest’anno è audace.
Dal cinema d’autore ai titoli più popolari, la proposta coreana si conferma una delle più forti dell’intero festival.
Non mancano i grandi temi: memoria storica, tensioni sociali, e un’attenzione sempre più marcata alla forma visiva e alla sperimentazione narrativa.

In concorso spicca The King’s Warden di Jang Hang-jun, un’epopea storica che ha già portato in sala 15 milioni di spettatori. A Udine avremo l’onore di ospitare il protagonista, il carismatico Yoo Hae-jin.

Ma c’è anche spazio per la realtà più cruda e la memoria storica:

  • “Number One” di Kim Tae-yong: con la straordinaria Jang Hye-jin, che abbiamo amato in Parasite e Crash Landing on You. L’attrice raddoppia la sua presenza con l’anteprima italiana di “The World of Love” della regista Yoon Ga-eun.

  • “My Name” di Chung Ji-young: un’opera che scava nel tragico massacro di Jeju, una delle pagine più oscure della storia coreana. Tra il 1948 e i primi anni ’50, sull’isola di Jeju, una rivolta popolare contro il governo venne repressa con estrema violenza, causando la morte di decine di migliaia di civili. Il film trasforma questa memoria rimossa in un racconto umano e profondo, dando voce a una tragedia a lungo rimasta in silenzio.

  • “Once We Were Us” di Kim Do-young: una riflessione delicata sui legami umani.

  • “The Seoul Guardians”: il primo documentario ad accedere alla competizione principale; ricostruisce i momenti della legge marziale del dicembre 2024.
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Jang Hye-jin

L’eredità del Gelso d’Oro: quando il cinema cambia le leggi

Vincere a Udine non è facile. È il pubblico a decidere chi salirà sul podio per il Gelso d’Oro. La Corea ha una tradizione gloriosa in questo senso, e il pensiero va subito al 2012. Quell’anno il festival fu scosso da Silenced (Dogani) di Hwang Dong-hyuk, con un indimenticabile Gong Yoo.

Quel film non fu solo un successo cinematografico, ma un terremoto politico. Raccontando gli abusi reali avvenuti in una scuola per sordi, scatenò un’indignazione tale da spingere il Parlamento coreano ad approvare il “Dogani Act”, che abolì la prescrizione per i reati sessuali contro minori e disabili e inasprì le pene. È il potere del cinema coreano: capace di emozionare e, letteralmente, di cambiare il mondo.

Non solo proiezioni: un’esperienza totale

Il festival non si limita alle proiezioni. È un ecosistema vivo, fatto di incontri, talk, red carpet e momenti pubblici che portano il cinema fuori dalle sale.

Il pubblico resta protagonista assoluto: è lui a decidere i vincitori del Golden Mulberry, Silver Mulberry e Crystal Mulberry. Una dinamica che rende il FEFF unico nel suo genere.

Accanto al voto popolare, due giurie internazionali assegnano i premi per la migliore opera prima e la sceneggiatura, con figure di spicco del cinema asiatico e internazionale coinvolte nella selezione.

Vivere il FEFF significa perdersi tra gli oltre 100 eventi collaterali, dai workshop alla sezione innovativa Vertical Stories sui micro-drama per smartphone. Mentre le leggende Fan Bingbing e Yakusho Koji riceveranno il premio alla carriera, noi saremo lì a tifare per la delegazione coreana.

Udine è pronta a diventare, ancora una volta, la capitale occidentale dell’Est.
Ci vediamo sul red carpet!

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Ballerina mancata, aromaterapeuta in divenire, face yoga teacher e ARMY. Cresciuta con la musica R&B e soul, vivo tra profumi naturali, sogni coreani e amore per la natura. Sempre con l’anima accesa... e una playlist dei BTS in sottofondo.