Leone d’argento per “Possible Love” di Lee Chang-dong

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Il cinema coreano trionfa in laguna: standing ovation e leone d'argento per Lee Chang-dong

Durante la cerimonia di premiazione dell’83° edizione del Festival del Cinema di Venezia, a trionfare e ricevere il leone d’argento è stato il coreano “Possible Love” di Lee Chang-dong. 

Si tratta di una vittoria storica: è il secondo film coreano a portare un premio a casa, più di dieci anni dopo il primo – “Pieta” di Kim Ki-duk, 2012.

La vittoria ha ricevuto il plauso di figure politiche e culturali di rilievo della Corea del Sud, il presidente Lee Jae-myung si è congratulato e ha celebrato sui social:

Traduzione: “[…] Spero che questo premio sia di aiuto ad ampliare la diversità dei nostri [coreani] film, permettendo la diffusione in tutto il mondo di grandi opere. Di nuovo, sentite congratulazioni al direttore Lee e a tutti gli attori e lo staff. […]”

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Anche il ministro della cultura Chae Hwi-young si è congratulato, sottolineando come la vittoria sia un’altra importante pietra miliare nella storia del cinema coreano.

“Possible Love” è finanziato da Netflix e verrà diffuso sulla piattaforma a Novembre. La storia, ispirata da un grosso licenziamento di massa avvenuto nella penisola coreana circa dieci anni fa, segue le vicende di due coppie che si trovano in posizioni diametralmente opposte della divisione di classe coreana:

Mi-ok (Jeon Do-yeon) e Ho-seok (Sul Kyung-gu) sono una coppia sposata che cerca di andare avanti dopo il licenziamento di lui, costretta a fare i conti con l’incertezza economica e con un futuro sempre più difficile da immaginare.

Ye-ji (Cho Yeo-jeong), regista di documentari, e suo marito Sang-woo (Zo In-sung) conducono invece una vita agiata e apparentemente stabile. Le due coppie, molto diverse tra loro, si incontrano quando Ye-ji decide di realizzare un film sui lavoratori rimasti senza impiego. Il progetto porta a trascorrere del tempo insieme e fa emergere tensioni, desideri repressi e fragilità che fino a quel momento erano rimasti nascosti. Quattro persone apparentemente estranee si trovano così a confrontarsi con le proprie scelte, con il peso delle differenze sociali e con verità scomode.

(Credito trama: ComingSoon)

Poster promozionale del film, cr. Netflix
Poster promozionale del film, cr. Netflix

Nel clima corrente, “Possible Love”, citando il direttore artistico Alberto Barbera, incarna perfettamente lo spirito umano di un festival mai stato così politico. Probabilmente, proprio la sua umanità e capacità di risuonare con il pubblico e con situazioni a cui tutti, in un modo o l’altro, sono vicini è stato ciò che ha portato alla vittoria. Si tratta di un film coreano “diverso” da quelli a cui il pubblico generale è abituato: non è un thriller e non è una storia drammatica o epica, è semplicemente umana.

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I pronostici non lo vedevano sul podio, soprattutto a causa della fortissima competizione di questa edizione del festival, che sembrava avere altri titoli tra i favoriti. Ma queste predizioni sono cambiate completamente quando, dopo la proiezione del 6 settembre, il film è stato celebrato con una standing ovation di sette minuti, generando recensioni ed opinioni unanimemente positive.

Questa vittoria deve essere un reminder: il cinema coreano è molto più di quello che sembra essere al momento sulla cresta dell’onda e che finisce per dividere la produzione in due generi ben scanditi, revenge thriller o drammatico. C’è tutto un mondo da scoprire e questo è solo uno dei primi passi.

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Neolaureata in Oriental Languages and Cultures, ho seguito la mia passione per la Corea del Sud specializzandomi in Studi Coreani. Dal K-pop alla Storia, il mio amore per questa cultura mi ha portata a studiarne tutte le sue sfumature. Non vedo l’ora di condividerle e di continuare ad esplorare questo mondo sempre più! Nel tempo libero mi trovate sicuramente con un libro in mano o con le cuffie sulle orecchie, probabilmente ascoltando un vecchio album dei BTS.