ENOuGH - HONGJOONG

ENOuGH by HONGJOONG w/ Bazzi: un viaggio intimo tra spazio, tempo e consapevolezza.

Rachele
By Rachele
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HONGJOONG, leader e capitano degli ATEEZ, ha pubblicato oggi, 18 settembre, la sua prima collaborazione e traccia solista al di fuori delle attività del gruppo.

Il brano, ENOuGH, realizzato in collaborazione con il cantautore statunitense Bazzi, di cui l’artista è da tempo fan, apre una nuova fase del suo percorso musicale e raccoglie pensieri e riflessioni maturati negli ultimi anni. HONGJOONG ne ha curato scrittura, produzione e arrangiamento.

La canzone prende forma durante una sessione musicale a Los Angeles, nel periodo del Coachella, nata inizialmente senza un intento preciso. Da quel momento, il brano diventa un nuovo mezzo per mostrare un lato diverso di sé.

Nel testo emerge il desiderio di trovare un amore costante e stabile, qualcosa che possa essere “abbastanza” in ogni momento. Il messaggio che HONGJOONG vuole comunicare, però, va oltre la dimensione sentimentale. Durante la live commentary trasmessa oggi sul canale del gruppo, l’artista ha raccontato di aver rincorso per anni, sin dal debutto, un’immagine perfetta di sé, priva di difetti, da mostrare agli altri. Negli ultimi anni ha invece compreso quanto anche i difetti e la parte “imperfetta” siano necessari a renderlo completo. Le persone che ha al suo fianco, i traguardi raggiunti e la vita che vive sono già “abbastanza”.

Anche la grafia del titolo contribuisce a definire questo concetto. La “u” minuscola serve a distinguere ENOuGH dal brano omonimo degli ATEEZ, ma richiama anche l’idea alla base della canzone: per sentirsi appagati non è necessario cercare altrove o una nuova persona. Basta guardarsi intorno per riconoscere ciò che già si ha.

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Il concetto di appagamento emerge in modo diretto nella strofa di HONGJOONG attraverso il rifiuto della competizione continua (“No finish line to race“). Nel verso in lingua coreana — 이 우주에 둘이면 나는 족해 — il verbo jokhada (족하다) esprime letteralmente la condizione dell’essere sufficiente o appagato, traducendo la parola enough nel contesto spaziale della narrazione: “in questo universo noi due siamo sufficienti”.

La strofa curata da Bazzi introduce invece due soluzioni linguistiche rilevanti:

Omofonia tra Soul e Seoul: La combinazione “You got so much soul, it’s / ‘Cause you came from Seoul” sfrutta la perfetta identità fonetica tra il termine inglese per “anima” e il nome della capitale sudcoreana, legando la profondità espressiva dell’artista alle sue radici culturali.

Doppia valenza di Bands: Il verso “I got bands like I’m ATEEZ” gioca contemporaneamente sul doppio significato della parola: nel gergo hip-hop e R&B indica le mazzette di banconote, mentre nel contesto pop cita direttamente il gruppo d’appartenenza del leader.

Nel MV, HONGJOONG si trova a bordo di un’astronave in viaggio nello spazio, partita dalla Terra, che considera casa insieme agli ATEEZ. Durante il viaggio avvista un pianeta sconosciuto, quello di Bazzi, che rappresenta una nuova dimensione musicale e la possibilità di vivere esperienze diverse e acquisire una nuova consapevolezza prima di tornare a casa. Qui tutto procede lentamente e la lumaca diventa la rappresentazione di un tempo che scorre senza imporre la necessità di correre o accelerare, una sensazione che l’artista sente particolarmente vicina in questo periodo.

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ENOuGH - HONGJOONG mv

Le scene iniziali mostrano momenti di quotidianità e tranquillità del viaggiatore, concentrato nel mantenere sotto controllo ogni elemento dell’astronave, fino ai singoli oggetti che lo circondano. Un ordine quasi ossessivo che riflette il tentativo di colmare un vuoto emotivo.

ENOuGH - HONGJOONG mv
ENOuGH - HONGJOONG mv

La palette cromatica si muove tra tonalità scure, dal blu al nero, costruendo un’atmosfera sospesa e ripetitiva. Questa calma apparente accompagna la sensazione di controllo del protagonista, ma ne mette in evidenza anche la natura fragile. L’incontro con Bazzi introduce invece una svolta visiva: le scene diventano più luminose e si riempiono di colore, dal verde degli alberi alla luce del sole. Con il ritorno sull’astronave, la palette torna alle tonalità scure e bluastre dell’inizio, ma ciò che vediamo non ha più lo stesso significato. Gli oggetti, dapprima perfettamente allineati, ora appaiono in disordine, a testimoniare la trasformazione interna dell’artista.

ENOuGH - HONGJOONG mv
ENOuGH - HONGJOONG mv

 Per la traduzione di ENOuGH clicca qui.

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Introversa, sì, ma il mio mondo interiore è un festival permanente! Tra una maratona di anime o k-drama e gli schizzi di moda, la musica (rigorosamente made in Giappone o Corea) non si ferma mai, ma solo dentro la mia testa. Sono la persona che analizza ogni singolo outfit delle k-star, perché diciamocelo, certe cose non possono passare inosservate. Molto probabilmente, mentre mi parli, il mio pensiero è già in volo per Tokyo o Seoul. Dopotutto, c'è un intero mondo lì fuori... o meglio, qui dentro!