Sette brani, un filo fatto di sogni e due voci che per la prima volta si raccontano da sole.
Jeonghan e Joshua esordiscono in duo con DREAMSCAPE.
Il 19 ottobre Jeonghan e Joshua hanno pubblicato DREAMSCAPE, il primo EP di JxJ. Li conosciamo da anni come membri dei SEVENTEEN, ma qui è diverso; per la prima volta hanno un progetto che è solo loro, e lo usano per raccontarsi con le proprie parole.
Sono sette brani, tenuti insieme dai sogni. Le immagini che ci restano addosso quando apriamo gli occhi, i desideri che non spegniamo nemmeno da svegli.
Per costruirlo i due hanno provato sonorità nuove, senza paura di spostarsi un po’ più in là del solito. Ne esce un’atmosfera sospesa, a metà tra qualcosa di familiare e qualcosa che si può solo immaginare.
DREAMSCAPE, quando la musica incontra i sogni
Il titolo dice già molto. In un dreamscape le cose possono prendere direzioni imprevedibili, e infatti le canzoni si seguono come scene diverse dello stesso sogno, ognuna con la sua luce.
12 o’clock: inseguire qualcosa a qualsiasi ora
A fare da porta d’ingresso è 12 o’clock, il singolo principale. Dentro c’è un dance-rock che pesca dal disco e dal funk tra anni Settanta e Ottanta, ma con un’energia moderna. Il gioco tra rétro e contemporaneo lascia in primo piano le voci di Jeonghan e Joshua.
Il brano si muove tra mezzogiorno e mezzanotte, dietro a una ricerca che non si ferma mai. Cosa stanno rincorrendo? Un amore, un desiderio, qualcosa che ancora sfugge? Non lo dice, e forse va bene così.
Il videoclip segue la stessa logica. Gli ambienti diventano surreali, gli spazi cambiano forma, i punti di riferimento si sciolgono a poco a poco. A un certo punto un treno attraversa un campo aperto. Le scene arrivano come frammenti, senza spiegazioni, e conviene lasciarsi portare. Nei sogni non tutto deve avere subito un senso.
Sette tracce, sette direzioni
L’EP non sceglie una strada sola. Ha generi diversi: house, R&B, soul, rock, e mostra lati dei due cantanti che finora si erano visti poco.
Si parte con Like you, house dal sapore sognante. Poi arrivano Outside e One plus one, più vicine all’R&B e al soul. Al centro del disco c’è spazio anche per i due singolarmente: Not personal, di Joshua, guarda all’alternative rock, mentre Coloring, di Jeonghan, va verso l’electro-house. A chiudere c’è No looking back, più diretta, con la band.
Anche le voci sono un pò diverse. Jeonghan ha cercato un timbro più pieno, Joshua un suono più maturo, lontano da quello a cui siamo abituati. Sono cambiamenti piccoli, ma dicono che nessuno dei due aveva voglia di ripetersi.
Dopo anni insieme, una dimensione nuova
Jeonghan e Joshua hanno iniziato da trainee quasi negli stessi anni e hanno debuttato insieme nel 2015. Da allora hanno condiviso palchi, cambiamenti e una crescita all’interno di uno dei gruppi più riconoscibili del K-pop.
Con DREAMSCAPE però possono permettersi qualcosa di più intimo, uno spazio costruito attorno a loro due. Joshua racconta di aver trovato nuove motivazioni e nuovi sogni mentre lavorava all’album.
Per Jeonghan il progetto arriva dopo la conclusione del servizio militare alternativo, a giugno 2026, e ha un peso particolare: è anche il modo di tornare dai fan con la musica.
Dal disco al palco: JOURNEY INTO [DREAMING]
L’universo di JxJ non resterà chiuso nell’EP e nel videoclip.
Il tour JOURNEY INTO [DREAMING] partirà da Incheon il 30 ottobre, con tre date fino al 1° novembre, e poi toccherà Saitama, Macao, Taipei, Busan e Hong Kong; sei città in tutto, tra Corea del Sud e altri Paesi asiatici.
Sarà il momento per scoprire come queste canzoni prenderanno forma dal vivo, con luci, movimento e il pubblico a cambiarne il carattere.



