Arirang: memoria, identità e ritorni

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Testo a cura di Simona e Federica

Arirang accompagna la storia coreana da così tanto tempo che è difficile stabilire dove inizi davvero. Non è legata a un solo luogo né a un momento preciso, e non può essere racchiusa nella definizione di semplice canto popolare. È qualcosa che cambia, si adatta, eppure resta riconoscibile. Sempre.

Nel tempo, questa melodia ha seguito la vita delle persone comuni. È stata cantata nei campi, nei villaggi, nei momenti di incontro e in quelli di separazione. Ha dato voce alla nostalgia, alla fatica, alla perdita, ma anche alla capacità di resistere e andare avanti. Per questo Arirang è memoria condivisa, un linguaggio emotivo che attraversa generazioni diverse.

Questa ricerca ripercorre il cammino di Arirang, dalle sue origini folkloristiche alla molteplicità delle sue varianti, soffermandosi sul suo significato linguistico incerto, sulla sua struttura semplice e flessibile e sul ruolo che ha assunto nei passaggi più delicati della storia coreana, dalla colonizzazione alla diaspora. Uno sguardo finale è dedicato al presente, dove Arirang continua a essere reinterpretata e risignificata, trovando spazio anche nella cultura pop contemporanea.

In questo continuo movimento, Arirang resta un punto fermo. Un ponte tra passato e presente. Un luogo simbolico in cui una memoria collettiva, nonostante le divisioni, continua a riconoscersi.

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1. Arirang: origini, significato e diffusione

Origini e nascita.
Tradizione orale e generazionale.

Arirang è un brano folkloristico tradizionale della penisola coreana, le cui origini non possono essere indicate con esattezza. Non si può localizzare una data, un luogo e autore specifico, e sono state registrate circa 3600 varianti. Arirang viene definita una canzone del genere jeontong minyo (canto tradizionale), un tipo di musica popolare tramandata in maniera orale.  

Arirang non è una singola e invariabile canzone, ma più una sorta di categoria musicale, caratterizzata da variazioni regionali e modellata da circostanze storico-geografiche specifiche.

Diffusione durante la dinastia Joseon

Si ritiene che l’ampia diffusione del canto Arirang sia avvenuta durante il periodo Joseon (1392-1910), l’ultima e più longeva dinastia della penisola coreana, anche se è impossibile da affermare con sicurezza.
L’era Joseon, però, è stata sicuramente la più fertile per quanto riguarda la produzione e diffusione di inni tradizionali, questo perché proprio durante questa dinastia i canti e la musica rituale hanno subito un’evoluzione, diventando musica del popolo e diffondendosi soprattutto nelle zone rurali. Originariamente, queste canzoni popolari avevano valore pratico e sociale, più che simbolico e nazionale, erano voce della collettività e trovavano il loro palcoscenico nella classe operaia e contadina, e nei momenti di comunità.

Illustrazioni di Paulina Conner _ gateway korea

2. Significato etimologico e simbolico

Nel tempo sono emerse diverse interpretazioni sul significato di Arirang, senza che nessuna riuscisse a imporsi in modo definitivo. Alcune guardano alle fonti storiche più antiche, altre nascono da studi linguistici più recenti, e tutte, insieme, contribuiscono a rendere il canto aperto, sfuggente, difficile da racchiudere in una sola spiegazione.

La Teoria di Lady Aryeong

Una delle teorie più suggestive collega Arirang alla figura di Lady Aryeong (알영), consorte di Park Hyeokgeose, il sovrano leggendario considerato fondatore del regno di Silla. Secondo questa tradizione, il canto deriverebbe da inni o componimenti nati per celebrare le virtù della regina. Nel tempo, attraverso la trasmissione orale e i naturali slittamenti fonetici, il nome Aryeong avrebbe potuto trasformarsi in Arirang. Se accolta, questa lettura conferirebbe al canto un’origine quasi mitica, legandolo simbolicamente alle origini stesse della statualità coreana.

La Teoria del Passo di Montagna (“Ari” + “Ryeong”)

Un’altra interpretazione, proposta dal letterato sudcoreano Yang Ju-dong, si concentra invece sulla struttura linguistica del termine. In questa prospettiva, ari rimanderebbe a un vocabolo arcaico associato all’idea di bellezza, luminosità o estensione, mentre ryeong deriverebbe dal carattere sino-coreano che indica una collina o un passo di montagna. Arirang verrebbe così a significare “il passo bello” o “il passo alto e difficile”. Questa lettura dialoga in modo naturale con l’immaginario del canto, in cui il Passo di Arirang diventa una soglia da attraversare: un ostacolo fisico, ma anche emotivo, che separa l’io lirico dalla persona amata o dalla terra d’origine.

Incertezza linguistica

Dal punto di vista della lingua, l’etimologia del nome Arirang resta incerta e irrisolta. Linguisticamente, “arirang” non ha la funzione di unità semantica (ovvero una porzione minima di significato, una parola), ma deriva semplicemente dal ritornello vocale Arirang, arirang, arariyo, che ha funzione melodica e fonetica, piuttosto che semantica. Il ritornello di Arirang è un gancio melodico: è l’unica parte fissa ed è sempre incorniciato da versi differenti e improvvisazioni che variano a seconda del contesto storico-regionale di riferimento.

Studi sul significato

Nel tempo, sono stati fatti diversi studi sul possibile significato etimologico di Arirang, come quello pubblicato nel Journal of the Society for Korean Historico-Musicology, che ha proposto una comparazione di diverse analisi linguistiche, tenendo in considerazioni anche fonti non coreane. Anche questo studio, per quanto ampio, è giunto alla conclusione che non si può attribuire ad “Arirang” una derivazione etimologica. 

L’Encyclopedia of Korean Folk Culture porta una definizione simile di Arirang, presentandola come una categoria musicale folkloristica, piuttosto che un concetto semantico.

Alcune ipotesi si allontanano dalle letture più simboliche o romantiche e guardano invece ai contatti interculturali della Corea antica.
In particolare, c’è chi ipotizza un legame con la lingua dei Jurchen, popolazione della Manciuria: il termine arin significherebbe “città natale” e potrebbe rimandare a un canto di nostalgia nato nelle regioni di confine, poi assorbito dalla tradizione coreana.
Altri studiosi, soprattutto in ambito musicologico, mettono invece in discussione l’idea stessa che Arirang debba avere un significato preciso. In molti canti di lavoro, infatti, le sillabe servono più a sostenere il ritmo e coordinare lo sforzo collettivo che a comunicare un contenuto.
In questa prospettiva, Arirang potrebbe essere nato come una sequenza sonora priva di significato semantico, trasformandosi solo in seguito in un canto più articolato. Le interpretazioni fonetiche successive, spesso cariche di significato emotivo, vengono quindi lette come tentativi di dare senso a posteriori a una forma nata, prima di tutto, come suono.

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Mitologia

Se l’origine linguistica di Arirang resta incerta, le leggende che ne raccontano la nascita sono invece vive e profondamente intrecciate al paesaggio coreano: montagne, fiumi, villaggi.


La leggenda del Fiume Auraji (Jeongseon)

Una delle storie più note è legata al Jeongseon Arirang. La leggenda si svolge lungo il fiume Auraji, là dove due corsi d’acqua si incontrano e si fondono, specchio di due destini destinati a sfiorarsi. Sulle rive opposte vivono due giovani innamorati. Si incontrano attraversando il fiume, raccolgono fiori, condividono il tempo. Poi arrivano le piogge estive. Il fiume si ingrossa, diventa impossibile da attraversare.
In alcune versioni della leggenda, i due restano separati, costretti a cantare la propria nostalgia da una riva all’altra.
In altre, più tragiche, il giovane tenta di sfidare la corrente e muore. Il canto diventa allora addio, lamento, memoria.
Ancora oggi, su quelle rive, due statue si fronteggiano in silenzio.

La Leggenda di Arang (Miryang)

Diversa è la genesi del Miryang Arirang, che non nasce dalla separazione, ma dalla richiesta di giustizia. La protagonista è Arang, figlia di un magistrato. Aggredita e uccisa mentre resiste alla violenza, torna dopo la morte come spirito inquieto, chiedendo che la verità venga ascoltata. Solo quando qualcuno trova il coraggio di accogliere la sua voce, l’ingiustizia viene finalmente sanata.
Da questa storia nasce un canto di memoria e rivendicazione. Per questo il Miryang Arirang ha un ritmo più energico, quasi combattivo.

In entrambe le narrazioni, Arirang è una risposta al dolore, alla perdita, all’ingiustizia. 

Valore simbolico

Da un punto di vista linguistico ed etnomusicale, l’assenza di un significato denotativo fisso non è vista come una mancanza, ma come una caratteristica che definisce il canto stesso: Arirang appoggia la sua struttura sulle ripetizioni melodiche e sulle variazioni di significato, diventando una spazio emozionale vivo, piuttosto che un lessema con significato stabile e costante nel tempo e nello spazio linguistico.

La stabilità fonetica combinata all’apertura semantica è ciò che ha permesso di individuare l’enorme numero di varianti del canto.

Tenendo conto di tutto ciò, il termine Arirang in ambito linguistico si può definire come un marcatore fonologico e culturale, che nella sua indeterminazione etimologica racchiude l’essenza simbolica del canto. Il non possedere un significato fisso permette alla canzone di raccontare diversi stati sociali, storici ed emozionali, mantenendo continuità e riconoscibilità nel tempo.

Han e jeon

Per capire perché Arirang continui a esistere, bisogna guardare al suo cuore emotivo.
Arirang dà voce all’han, un sentimento complesso, fatto di sofferenze accumulate, ingiustizie subite e ferite che non trovano una vera soluzione. Cantare diventa allora un gesto necessario. Non per spiegare il dolore, ma per lasciarlo uscire. È un pianto che non ha bisogno di lacrime, perché il sollievo non sta nelle parole, ma nell’atto stesso di cantare, insieme agli altri.

Allo stesso tempo, la canzone attiva il jeong, il legame profondo che unisce le persone nel tempo e nella difficoltà. Quando Arirang viene cantata in coro, il dolore individuale smette di essere solitario e si trasforma in appartenenza. È questo equilibrio sottile tra sofferenza e affetto che ha permesso ai coreani di restare comunità anche lontano da casa, mantenendo viva un’identità condivisa.

Gangwon - Korea

3. Struttura lirica e musicale


Semplicità e flessibilità

Arirang è un canto caratterizzato da una struttura e arrangiamento musicale semplice e flessibile. L’elemento centrale di ogni versione del canto è il ritornello, nucleo melodico e ritmico, che viene seguito solitamente da due brevi versi, il cui contenuto varia regionalmente. Questa struttura permette al brano folkloristico di essere adattabile e riconoscibile. Inoltre, la combinazione di semplicità linguistica e minime variazioni melodiche sono funzionali e fondamentali per la diffusione orale, la memorizzazione e la performance collettiva.

Funzione della ripetizione

L’aspetto formulare, unito alla brevità dei versi, stabilisce una forma musicale ciclica e meditativa. In questo contesto, si può speculare che la caratteristica meditativa delle ripetizioni all’interno del brano può, concettualmente, fare da specchio alle caratteristiche strutturali dei canti buddisti, soprattutto in virtù del fatto che la tradizione musicale folkloristica derivi dalla popolarizzazione di canti pre-esistenti.

4. Arirang nella storia moderna


La Ricostruzione del Gyeongbokgung (1867)

Un momento decisivo nella diffusione di Arirang si colloca nel 1867, con la ricostruzione del palazzo Gyeongbokgung a Seoul, voluta dal reggente Heungseon Daewongun. Per un progetto di tale portata furono convocati lavoratori da ogni angolo del regno. Tra loro vi erano anche i lavoratori provenienti dalla provincia di Gangwon, impegnati nel trasporto del legname lungo il fiume Han, che diffusero il Jeongseon Arirang.
Nella capitale, quella melodia entrò in contatto con i canti degli altri lavoratori, fondendosi con voci e ritmi diversi. In questo incontro,
Arirang perse gradualmente le sue connotazioni locali e dialettali, assumendo una forma più accessibile e condivisa.
Quando i lavoratori fecero ritorno alle proprie terre, il canto viaggiò con loro. Non apparteneva più a una sola regione, ma all’intero Paese.

Periodo dell’occupazione giapponese (1910–1945)

Arirang, essendo la canzone folk più emblematica e duratura della penisola coreana, ha avuto diversi ruoli nella storia moderna della Corea.
Durante il periodo del dominio coloniale giapponese sulla penisola coreana (1910-1945), il brano subisce un’evoluzione: da canto popolare diventa simbolo di resistenza e identità. Per capire il perchè di questo cambiamento, bisogna tener bene a mente il quadro storico: l’impero giapponese aveva come scopo l’eliminazione dell’identità culturale e nazionale della penisola.
Le politiche attuate dal Giappone comprendevano il divieto dell’utilizzo della lingua coreana e dell’alfabeto hangul, la sostituzione dei nomi autoctoni con i corrispettivi giapponesi e il divieto di utilizzo e riferimento a qualsiasi elemento che richiamasse l’identità della nazione. Per questo, il canto Arirang divenne simbolo di resistenza al dominio coloniale. Arirang, infatti, iniziò ad essere utilizzata dai coreani come forma di protesta e solidarietà reciproca; il ritornello arirang, arirang, arariyo, poiché privo di valore semantico di per sé, riusciva a sfuggire alla forte censura, diventando un potente veicolo di resistenza e appartenenza.

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Uso ambiguo e paradossale

Alcuni studiosi hanno ulteriormente analizzato il valore di Arirang nel contesto coloniale: in The Dual Career of “Arirang” viene enfatizzato come durante i trent’anni di annessione al Giappone, il brano venisse utilizzato sia come inno della resistenza e, paradossalmente, anche come brano commercializzato, a testimonianza di come il valore di Arirang non sia intrinseco, ma derivi fortemente dal contesto.

arirang lyrics-Illustration created by Paulina Conner

5. Arirang nella diaspora coreana


Memoria e identità migrante

Arirang ha avuto un ruolo importante anche nella storia diaspora dei coreani e nell’identità dei migranti. Il brano è ampiamente riconosciuto come inno non ufficiale della nazione, dato che ne racconta l’identità, i dolori e la resistenza alle avversità, condizioni ed emozioni ancora più accentuate per chi lascia il proprio paese. Addirittura, è popolare la frase “attraversare il valico Arirang” quando si parla delle sfide dei migranti coreani.

Prime registrazioni negli Stati Uniti

Alla fine del XIX secolo, Arirang attraversò l’oceano insieme ai primi migranti coreani. Infatti, una delle prime testimonianze dell’incontro tra la diaspora coreana e Arirang si ritrova nella prima rinvenuta registrazione del pezzo nel 1896 dalla etnologia americana Alice Fletcher: la studiosa ha registrato le voci di tre studenti coreani a Washington, etichettandola “Love Song: Ar-ra-rang”, traccia ora conservata nella Libreria del Congresso degli Stati Uniti. Anche se lo status dei tre ragazzi nel Paese non è tuttora perfettamente chiaro, resta comunque una testimonianza importante del folklore coreano al di fuori della penisola.

Korean students with Professor Raskin at Howard University in 1896 - Source_ Korean American Association of Greater Washington via The Kiplinger Library of the Historical Society of Washington

Funzione sociale e culturale

E’ ampiamente accettato considerare Arirang come un elemento folkloristico di unità e identità per i coreani oltreoceano, spesso costretti a vivere in contesti poco accoglienti e relegati a minoranze. L’abilità del brano di evocare emozioni e storia comune fungeva da collante, da promotore di solidarietà tra i migranti coreani.

L’importanza di Arirang nel contesto della diaspora coreana si può ritrovare anche nel documentario Diaspora: Arirang Road, che narra delle vite di coreani principalmente in Giappone e Asia Centrale, e di come questi mantengano un forte attaccamento emotivo ed identitario alla canzone. Il documentario mostra che anche dove la conoscenza letterale dei testi viene meno, Arirang resta una forte ancora culturale che connette e collega i coreani alle loro origini, indipendentemente da dove si trovano.

6. Arirang oggi: UNESCO, patrimonio culturale e simbolo universale


Arirang è come un filo invisibile che collega passato e presente, Nord e Sud, generazioni diverse e la diaspora coreana nel mondo. E’ un sentire collettivo che continua a trasformarsi senza spezzarsi.

Non sorprende, quindi, che il suo valore sia stato riconosciuto anche fuori dai confini nazionali: la Corea del Sud l’ha inserita nel 2012 tra i patrimoni culturali immateriali dell’UNESCO, seguita dalla Corea del Nord due anni dopo. Un evento raro, quasi simbolico. La prova che Arirang va oltre la politica e le divisioni, diventando uno spazio comune in cui l’identità coreana può ancora riconoscersi.

Il canto continua a evocare emozioni universali. Racconta la distanza, la mancanza, quel senso di attesa che accompagna le separazioni più lunghe. Ma anche la fatica di andare avanti, il peso degli ostacoli, e allo stesso tempo la forza silenziosa che permette di resistere e non fermarsi.

Al centro di tutto c’è l’idea del ritorno. Il passo di Arirang, immagine di un cammino duro e necessario, diventa il simbolo di chi attraversa il dolore per ritrovarsi. Con la propria terra. Con le persone amate. Con una parte di sé che sembrava perduta.

Oggi Arirang vive in contesti diversi: viene cantata nei festival, nelle cerimonie ufficiali, reinterpretata in chiave moderna da musicisti contemporanei e persino incorporata in spettacoli teatrali e multimediali. Resta un ponte culturale che unisce Nord e Sud Corea, ma anche la diaspora, fungendo da ancora identitaria per chi ha lasciato la penisola.

7. Arirang e i BTS: il ritorno alle radici


Nel 2026, Arirang ha trovato una nuova vita grazie ai BTS, che hanno scelto di intitolare il loro quinto album full-length
ARIRANG.
L’uscita, prevista per il 20 marzo, segna il ritorno del gruppo la lunga pausa dovuta al servizio militare e ai progetti solisti.

L’album, disponibile in diverse edizioni fisiche, Rooted in Korea, Rooted in Music, Living Legend, promette di esplorare il percorso emotivo e l’introspezione dei sette membri, intrecciando esperienze personali con la storia della loro terra.

La scelta del titolo non è casuale. Arirang, con il suo significato di separazione, resistenza e ritorno, rispecchia perfettamente la recente traiettoria del gruppo. I membri dei BTS hanno atteso il momento giusto per riunirsi, così come il passo di Arirang rappresenta un percorso faticoso da superare. L’album diventa quindi metafora del ritorno: non solo tra loro e i fan, gli Army, ma anche verso le proprie radici culturali.

I Bangtan Boys riportano al centro della scena un emblema della cultura coreana.
Con ARIRANG, la tradizione incontra la contemporaneità, un canto antico e universale trova nuova voce, rinnovando il suo ruolo di ponte tra passato e futuro, tra memoria collettiva e narrazione personale.

Arirang a Seoul

Fonti / Bibliografia

  1. Korea Heritage Agency – Arirang (책/소개자료)
  2. UNESCO – Arirang, Lyrical Folk Song in the Republic of Korea, 00445
  3. Woo Sil-ha, On the Meaning and Etymology of ‘Arirang’ ‘Ssǔrirang’, Journal of the Society for Korean Historico-Musicology, 2003
  4. Encyclopedia of Korean Folk Culture – 한국민족문화대백과사전
  5. Yang, Jeongwon & Lee, Sun Hee (2016) – Arirang: How did the folk music promote solidarity during a period of colonization and diaspora
  6. The Korea Herald, Lim Hee-yun – Analisi sul significato contemporaneo di Arirang e BTS
  7. Big Hit Music press release, 2026 – ARIRANG album announcement

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La redazione di Koreami.org.