È atterrato da pochissimo sul pianeta k-Hip-Hop e sta già facendo tremare le fondamenta: parliamo di Voice tool tip.txt 2, l’ultimo EP di Huh.
Cosa troviamo in quest’album? Una scarica di adrenalina sonora. Che conferma quello che molti sospettavano: Heo Sung-hyun è una delle menti più affilate e imprevedibili sulla scena. Questa release rappresenta il culmine (per ora) di un percorso segnato da mosse spiazzanti – come puntare deliberatamente al secondo posto a Show Me The Money 11 (… dietro Lee Young-ji, capiamoci!) – e da una visione artistica che giustifica appieno il soprannome affibbiatogli da Amoeba Culture, la sua etichetta: il Piccolo Gigante. Ma come si arriva a sfornare un disco così? È una storia di strategia, talento grezzo e rifiuto delle scorciatoie.
La sua, già si è capito, non è la classica storia di successo fulminante, ma una lenta, ostinata, calcolata erosione delle aspettative. Gutta cavat lapidem. Tentativi multipli a Show Me The Money, la mutazione da un nome d’arte diciamo non memorabile (Rose de Penny, per carità) all’ingresso in una delle scuderie più rispettate, l’Amoeba Culture dei Dynamic Duo, e la costruzione paziente di un’identità sonora che rifiuta le categorie.
Il nome “Huh” – così diretto da sembrare quasi una provocazione – nasconde una profondità che si rivela solo all’ascolto attento. La decisione di rilasciare Midnight Law immediatamente dopo SMTM 11 non è stata impulsiva, ma un manifesto programmatico o, se volete, un rifiuto netto del ciclo effimero della fama televisiva.
Le sue stesse parole sono una stilettata alla cultura dell’hype
Alcuni si bruciano subito, appena sotto i riflettori, perché non sono pronti. Il successo non è prendersi la luce, è costringerla a restare.
Una consapevolezza quasi spietata, maturata ben prima della finale, che svela una strategia a lungo termine per convertire la visibilità volatile in capitale artistico duraturo. Un approccio che lo distingue nettamente dalla miriade di fuochi fatui prodotti dal piccolo schermo.
Dalla gavetta hardcore all’arena dei grandi
Heo Sung-hyun, nato a Wonju, classe ’98. Il punto di partenza è l’underground, sotto l’alias assolutamente dimenticabile di cui sopra. Debutto indipendente nel 2019, Number 1. Le prime esperienze con Show Me The Money sono state più un test di resistenza che una passerella: stagione 8, fuori dai giochi rapidamente. Il cambio di nome è un tabula rasa. Huh deriva da un tic vocale, dice lui, quello che lo porta a pronunciare la sillaba “huh” ogni 3×2. Essenziale, quasi brutale, come a voler dire: concentratevi sulla sostanza, non sulla confezione. Una scelta che prefigura la sua successiva ricerca di una vita senza compromessi.
La svolta arriva con Show Me The Money 9, nel 2020. Non vince, non arriva in finale, ma lascia un’impronta. Performance come Win Win (feat. Gaeko, BewhY) catturano l’attenzione dei Dynamic Duo, figure quasi mitologiche della scena.
Entrare nel loro team, affiancato da BewhY , si rivela la mossa strategica decisiva: è il lasciapassare per Amoeba Culture, l’etichetta del duo sopra citato, dove entra nel 2021.
Il culmine – apparente – è Show Me The Money 11 nel 2022: Huh dimostra una crescita e costanza quasi meccaniche. Sforna tracce come My Way, Burn Up (feat. Dynamic Duo), Ugly Duckling (feat. sungwoonjunga e BOBBY), Way Up (feat. CAMO) – veri e propri manifesti sonori. Arriva in finale contro la favoritissima Lee Young-ji, ma il vero colpo di scena è la sua strategia dichiarata: puntare al secondo posto.
Era il mio obiettivo
ha ammesso con freddezza disarmante.
Vincere comporta un peso, e io non volevo quel fardello.
Una prospettiva da veterano consumato, non da esordiente affamato di gloria. Ha utilizzato la piattaforma come un acceleratore di particelle, non come un podio. Esposizione mirata, affinamento tecnico, alleanze chiave e una lucida comprensione delle dinamiche di potere. La vittoria, capite, diventa un dettaglio trascurabile nel quadro generale.
La ricetta del sound: versatilità estrema, melodia contaminata + emozioni crude
La voce di Huh è uno strumento multiforme e imprevedibile. La prima volta che l’ho ascoltato, mi ricorderò sempre, ho pensato che G-Dragon, B.I e Jessi avessero in qualche modo creato un essere che fonde in maniera sublime le loro voci assieme. Flow e tono unici, recita la biografia ufficiale. La realtà credo sia un po’ più complessa: è un artista capace di metamorfosi radicali. Energetico e caotico, ma anche melodico e ipnotico, intreccia rap e canto con una fluidità quasi innaturale. Questa capacità di abitare gli estremi è il suo tratto distintivo. Si scopre in effetti che inizialmente si proponeva come cantante, poi un consiglio esterno lo ha dirottato sul rap, ma quella sensibilità melodica è rimasta. Confessa di preferire le ballate all’hip-hop e accarezza l’idea di un album interamente cantato. E noi saremo qui ad accoglierlo calorosamente.
Nel 2023 arriva il doppio singolo bifronte Midnight Law: la title track, una confessione amara e struggente su una relazione finita, e HDYF (How Do You Feel), una risposta al vetriolo a chi lo aveva sottovalutato.
Questa dualità un po’ destabilizzante è il cuore della sua estetica. Huh non aspira a creare musica carina a tutti i costi; anzi, sembra quasi godere nel disattendere le aspettative.
La musica è il mio riflesso, non può essere sempre impeccabile
afferma. Non teme di esporre le proprie vulnerabilità né di confrontarsi con l’ostilità. Ha rivelato di cercare attivamente i commenti negativi online per trarne linfa creativa, e questo mostra una resilienza quasi inquietante. È questa capacità di trasformare il giudizio in carburante a infondere alla sua musica quella carica di onestà brutale e urgenza palpabile, come in HDYF.
Come ti senti?
Mi vedi salire in cima?
Come ti senti?
Invidiosi, radunatevi intorno a me
Come ti senti? Huh
Da ragazzino a boss
Come ti senti?
Niente più soldi presi in prestito, ora aspetto di essere ripagato, huh
La connessione con Amoeba Culture
L’ingresso in Amoeba Culture, nel 2021, sugella un allineamento strategico con un’istituzione dell’hip-hop coreano. Fondata nel 2006 dai Dynamic Duo e Go Kyung-min, l’etichetta è un pilastro della scena, con radici profonde nell’hip-hop e nell’R&B. Ha lanciato carriere fondamentali (vi dicono qualcosa Supreme Team, Zion.T o Crush?) e oggi gestisce un roster che include, oltre ai fondatori, nomi come Sole (se non la conoscete andate ad ascoltarvi questa), Thama e Snzae.
Il fatto che siano stati proprio i Dynamic Duo a intercettare il suo potenziale suggerisce una sintonia artistica un po’ karmica. Essere parte di un’etichetta guidata da figure così rispettate garantisce a Huh non solo una piattaforma e credibilità immediata, ma anche accesso a mentorship e, presumibilmente, una certa libertà operativa. Amoeba Culture investe attivamente su di lui, promuovendo lavori come Voice tool tip.txt 2 e curando iniziative collaterali. Le collaborazioni interne, come quella con i Dynamic Duo in DDKD o Gaeko (uno dei due membri dei DD) in Win Win, potrebbero essere interpretati come veri e propri sigilli di approvazione. Inoltre, l’esperienza di un’etichetta che ha già attraversato le turbolenze del settore, incluse controversie passate, potrebbe fornire a Huh strumenti preziosi per navigare le complessità dell’immagine pubblica e dell’integrità artistica, contribuendo a quella maturità strategica che già dimostra.
L’EP Voice tool tip.txt 2, rilasciato lo scorso 24 aprile, rappresenta un ulteriore scatto in avanti. È il secondo capitolo della serie omonima iniziata nel 2023. Il titolo stesso – traducibile malamente con “manuale d’uso della voce” – è una dichiarazione d’intenti quasi arrogante: un’esplorazione sistematica delle potenzialità del suo strumento vocale, dei suoi molteplici timbri, della sua agilità nel muoversi tra rap e canto. L’obiettivo dichiarato è piuttosto esplicito: ampliare ulteriormente lo spettro sonoro rispetto al lavoro precedente.
La title track, one dead one alive, ne è l’emblema: un brano che mette in mostra la sua abilità camaleontica nel passare da un flow tagliente a un cantato avvolgente, su un beat minimale e carico di stile. L’EP è impreziosito da collaborazioni di peso, scelte con cura per posizionare Huh al centro nevralgico della scena k-hip-hop/R&B contemporanea. C’è The Quiett (16bars), il versatile PENOMECO (maybe or not, con incursioni afrobeats), il principino del k-R&B oceanfromtheblue (sing for me) che ci fa andare a gambe all’aria con un utilizzo da brividi del suo timbro basso, e l’hitmaker e gemello vocale B.I (New New). Questa selezione, che abbraccia figure storiche e innovatori, riflette l’ambizione di Huh di porsi come ponte generazionale e stilistico, cercando legittimazione e rilevanza allo stesso tempo. Completa la tracklist TMC, descritta come dotata di un mood unico.
Questo EP si presenta come un upgrade che consolida il suo colore musicale differenziato e che ci mostra anche una sfumatura vocale più definita rispetto al passato.
Al di là della musica, emerge il profilo di un artista complesso, un ibrido di calcolo e istinto. La decisione quasi controintuitiva di mirare al secondo posto a SMTM 11 e la capacità di metabolizzare la negatività trasformandola in energia creativa rivelano una mente analitica e una corazza psicologica notevole. Il suo processo creativo attinge a piene mani dal vissuto personale, in particolare, un po’ mainstream a dire la verità, dalle dinamiche emotive legate all’amore e alla perdita. Ma questa apertura quasi confessionale si salda a una pianificazione lucida e a lungo termine. È un affascinante paradosso: un pianificatore capace di mosse strategiche e un artista disposto a mostrarsi vulnerabile, persino conflittuale.
Le ambizioni future sono chiare e mirano a un consolidamento definitivo. Parla di lavori più sostanziosi, un album di lunga durata o un grande pacchetto di canzoni che possano catturare la sua quotidianità in modo più granulare. E punta a un concerto da solista. Questi non sono semplici desideri, ma tappe di un percorso volto a costruire una legacy artistica più profonda e un rapporto più diretto con il pubblico, al di là delle logiche del singolo e della competizione. Le sue recenti attività – apparizioni televisive, shooting per riviste, tour – confermano che sta lavorando attivamente per realizzare questa visione.
Huh occupa uno spazio singolare nel k-Hip-Hop attuale: un prodotto televisivo animato da una feroce volontà di superare e ridefinire il sistema competitivo che lo ha creato. È la sua miscela unica di abilità tecnica, onestà emotiva quasi brutale e acume strategico a renderlo una figura così magnetica e potenzialmente destabilizzante. Forte del supporto di un’istituzione come Amoeba Culture e armato della sua ultima dichiarazione sonora, Voice tool tip.txt 2, Huh sta incidendo un percorso autonomo e imprevedibile.
In un’industria incline più all’omologazione che all’unicità emerge come un artista necessario, da seguire attentamente non solo per il talento intrinseco o la profondità emotiva, ma per la sua abile navigazione delle correnti del music business. Potremmo forse dire che rappresenti l’evoluzione dell’artista post-reality: strategicamente consapevole, emotivamente esposto, capace di usare le piattaforme mainstream come strumenti per una visione artistica personale e a lungo termine, privilegiando la sostanza all’effimero. Mentre continua a evolversi e a costruire la sua narrazione, Huh sembra destinato a incarnare pienamente il suo soprannome: il Piccolo Gigante è qui per restare, e il suo impatto si farà sentire. Teniamo gli occhi e le orecchie aperte.