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Speciale k-pop 2025: la migliore musica uscita nei primi sei mesi dell’anno – part 1.

Elisa
By Elisa
23 Min Read

Ripercorrere la musica dei primi sei mesi di un anno è un esercizio di memoria, un modo per associare suoni a momenti. Ma analizzare il 2025 finora è qualcosa di più complesso. È come guardare un’immagine a doppia esposizione: da un lato, icone globali che si muovono su un palcoscenico mondiale, con produzioni monumentali e collaborazioni storiche e paradigmatiche; dall’altro, una scena R&B e Hip-Hop che ribolle di un’autenticità quasi dolorosa, artisti che si spogliano di ogni armatura per raccontare storie di una vulnerabilità disarmante.

I primi mesi di quest’anno sono stati così prolifici e ricchi di bellezza che la nostra usuale selezione di 25 tracce mi è sembrata quasi ingiusta. Per questo ne troverete 30. Ho raggruppato queste tracce non per data, ma per correnti narrative e sonore, quattro capitoli per decodificare la forma che il suono sta prendendo. Un viaggio nel dialogo costante tra la macchina del successo globale e l’anima della creatività.

Capitolo 1: le icone globali e il peso della corona

Cosa significa fare musica quando ogni tua nota viene analizzata da milioni di persone? Per le superstar globali, il 2025 è stato un anno di risposte complesse. Quel che emerge è una tensione tra aspettativa del mercato e ricerca di una voce autentica, un dialogo tra la grandezza della produzione e l’intimità del messaggio.

  • JENNIE – F.T.S

L’album di Jennie Ruby rappresenta alla perfezione la dicotomia di cui sopra. Un album attesissimo, lei un’icona globale, e quindi soggetta alla massima pressione della “macchina” del pop, che si aspetta da lei una hit immediata e radiofonica. Ma è proprio in questo spazio, tra l’aspettativa del mercato e l’urgenza artistica, che Jennie compie la sua mossa più astuta: usare gli strumenti della macchina per raccontare una storia che è puramente anima.

L’album è un’opera sofisticata che alterna hit globali, prodotte con una perfezione quasi glaciale, a tracce più crude e vulnerabili dove emerge la sua vera voce di autrice. È un gioco di specchi, un dialogo costante tra l’icona pubblica e la persona privata. Il colpo da maestra non risiede in un singolo ritornello, ma nella coerenza di un progetto che dimostra come si possa dominare il pop globale senza sacrificare la propria complessità. Qui per leggere il nostro Traccia x Traccia di Ruby.

  • LISA – ‘Born Again’ (feat. Doja Cat, RAYE)
    Un triumvirato di potenza femminile, più un un evento geopolitico che un evento musicale. Born Again è un turning point: LISA non è più l’ospite in un pezzo occidentale; si muove da pari a pari con due delle artiste più influenti del momento, dimostrando una sicurezza e una versatilità che la consacrano come un’entità a sé stante, capace di dettare le regole del gioco pop globale. Qui trovate la nostra traduzione del testo.
  • G-Dragon – ‘Take Me’ & ‘Gyrodrop’ (da Übermensch)
    Il ritorno di G-Dragon non poteva essere facile. Übermensch è un’opera filosofica, a tratti ostica, che riflette sulla natura profonda dell’amore, della vita, della fama. Take Me e Gyrodrop sono i due poli di questa riflessione: la prima è una richiesta quasi disperata di connessione umana, avvolta in una melodia accattivante ma struggente (quella “e” graffiata in “babe” fa venire i brividi, iykyk); la seconda è una caduta libera nell’abisso sonoro e psicologico della celebrità, della disillusione, della disumanizzazione e dell’impermanenza del tutto. Impossibile sceglierne una, sono due Horcrux portanti della stessa, complessa anima. Qui il nostro Traccia x Traccia.
  • Jackson Wang – ‘Everything’
    MAGICMAN è un album che va ascoltato come un’unica, ininterrotta seduta di autoanalisi. E Everything ne è il cuore. Impossibile non pensare a Jackson seduto al piano, nel buio, con un bicchiere del suo amato Henny in una mano, mentre con l’altra suona la malinconica melodia di questo pezzo. Nel testo, ovviamente scritto da lui, l’artista mette a nudo la fragilità dietro l’armatura della superstar, un’esplorazione cruda della vulnerabilità che si nasconde dietro un’immagine di perfezione. Un atto di coraggio artistico che è proprio Jackson Wang coded.
  • Lo dirò con onestà: l’album di Jin, ECHO, nel suo complesso non mi ha convinto. A tratti mi è sembrato più un esercizio di stile che un’opera sentita, contemplando generi che non sempre calzano all’artista magnifico che è Jin. Eppure questa traccia, Background, è un’eccezione luminosa. È una perla di scrittura e di interpretazione, una ballata senza tempo che si spoglia di ogni orpello e arriva dritta all’anima. Il testo è un piccolo capolavoro di malinconia e devozione: un inno a chi sceglie di rimanere un passo indietro, di essere lo “sfondo” che dà valore e profondità all’immagine di qualcun altro. È una riflessione matura e toccante sull’amore come forma di supporto silenzioso. È la prova che, al di là delle strategie, la bellezza di una canzone rimane l’unica cosa che conta. Resterà negli anni.
  • Tablo – ‘Stop the Rain’ (feat. RM of BTS)
    Da ARMY quale sono, il riferimento di RM al 27 Club è un pezzettino di ghiaccio che entra dritto nel cuore, ma è proprio in versi come questo, di una vulnerabilità così cruda, che la traccia si rivela per ciò che è realmente: una magistrale lezione tenuta da due pilastri del liricismo dei nostri giorni. Stop The Rain è l’incontro tra due generazioni di rapper-poeti, non un pezzo da classifica, ma un saggio in musica sulla malinconia, sulla creatività e sul potere catartico della scrittura. Un ascolto denso, stratificato, necessario per chiunque ami le parole.Qui la nostra traduzione del testo.
  • j-hope – ‘Mona Lisa’ 
    Scegliere una sola gemma dal tesoro che j-hope ci ha regalato nel 2025 è un’impresa, un esercizio quasi doloroso. Eppure, ogni volta, il pensiero torna a Mona Lisa. Questa traccia è una scarica di adrenalina e intelletto. Ha un’energia che pulsa sotto la pelle, un’intelligenza lirica che usa il capolavoro di Leonardo come metafora per celebrare una bellezza unica, quella che non ha bisogno di conferme. La produzione vede beat R&B fluidi e sensuali fondersi con un funk sofisticato, dimostrando una maturità artistica che lascia senza fiato. Con Mona Lisa, j-hope ha dipinto il suo autoritratto sonoro del momento, quello di un artista all’apice della sua ispirazione. E la speranza, ma è quasi una certezza, è che questo apice sia solo un altro punto di partenza. Traduzione qui
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  • GOT7 – ‘Tidal Wave’

    Un comeback desiderato e sognato per anni quello dei GOT7 con Winter Heptagon. In un album che è una celebrazione di maturità artistica e personale dei mebri, brilla una traccia che sembra contenere l’essenza stessa del loro legame: Tidal Wave, onda di marea. La bellezza di questo pezzo è quasi struggente. Non è un’onda d’urto, ma una marea emotiva che cresce lenta e inesorabile, partendo da un pianoforte malinconico per poi sommergerti in un crescendo orchestrale mozzafiato.

    È qui che la loro alchimia, quella fratellanza che li ha sempre resi unici, si rivela non solo intatta, ma evoluta. Le voci si intrecciano con una nuova consapevolezza, unendo le linee rap iconiche a un cantato R&B che ha raggiunto una profondità inedita. Tidal Wave è un bellissimo regalo per le Ahgase (nome del loro fandom) che hanno atteso con una fiducia incrollabile, ma è anche la prova che certi legami non si spezzano, ma si trasformano in una corrente più profonda, potente e inarrestabile.

    Qui il nostro Traccia x Traccia dove parliamo dell’intero album.

  • BLACKPINK – ‘JUMP’

    Il ritorno delle BLACKPINK ha generato l’impatto atteso da un evento di portata globale. I numeri parlano una lingua brutale e inequivocabile: 44,7 milioni di stream al debutto e 100 milioni su Spotify in 17 giorni hanno semplicemente confermato il loro dominio assoluto sul 2025.

    La forza di JUMP risiede nella sua spina dorsale ritmica. È un pezzo di pura energia, un inno da stadio che si regge interamente su una linea di basso che si sente nella pancia, martellante. Proprio questa è la firma del gruppo: la capacità di costruire hit mondiali su un’identità sonora potente, essenziale e riconoscibile al primo ascolto. Non si scappa.

    Testo e traduzione qui.

Capitolo 2: l’anima della scena (R&B e Hip-Hop)

Lontano dai riflettori globali, la scena R&B e Hip-Hop coreana continua a essere un laboratorio di suoni e di storie. È qui che si trova l’anima più autentica e innovativa della musica attuale, dove il suono è una confessione e il ritmo un’urgenza, e per questo la produzione di alcuni fra gli album migliori dell’anno.

  • Huh – ‘sing for me’ (feat. oceanfromtheblue)
    L’EP Voice tooltip.txt 2 ti abita. Ti pervade. Diventa parte di te. È un’opera di una densità emotiva rara, un viaggio nell’oscurità che non cerca la luce, ma impara a illuminarla dall’interno. Ogni traccia è un frammento di vita vera, ma è in sing for me, creata assieme a quel piccolo genio vocale di oceanfromtheblue, che si tocca il cuore sanguinante del progetto. È una canzone di una bellezza dolorosa, una di quelle che ti spezzano il cuore e contemporaneamente te lo ricuciono. Huh ha un dono davvero unico: usa le proprie cicatrici, le mostra a tutti senza vergogna e nel farlo le trasforma in un’arte cruda, universale, che parla a chiunque si sia mai sentito ferito. Si conferma così una delle voci più autentiche e necessarie del k-Hip Hop, e sono sicura che sentiremo parlare di lui. Qui trovate il nostro approfondimento su questo artista extra-ordinario. 
  • jeebanoff – ‘The Day’
    Miseryè, senza mezzi termini, uno degli album più importanti e necessari del 2025. Jeebanoff l’alchimista fa così: prende la malinconia, un sentimento intimo e spesso isolante, e la distilla in un suono che diventa un rifugio per tutti. La sua voce calda e delicata, che sembra quasi una confessione, si posa su arrangiamenti minimalisti e beat lo-fi, creando uno spazio sonoro dove è permesso essere fragili, dove le emozioni non sono un difetto da nascondere ma una condizione umana da condividere.

    The Day è il nocciolo di questo frutto meraviglioso. La melodia agrodolce del pianoforte e la delicatezza della sua interpretazione riescono a dipingere quel momento esatto, quasi sacro, in cui la notte del dolore non è ancora finita, ma all’orizzonte si intravede già il primo, pallido bagliore di una nuova alba. È la colonna sonora della resilienza silenziosa, di un pianto che lentamente si trasforma in un respiro profondo.

  • drewboi – ‘stakin’ blessing’

    L’anima può essere esplorata in modi infiniti. Se Huh ci ha parlato nelle sue cicatrici e Jeebanoff ci ha cullati nella malinconia, il giovanissimo drewboi arriva come un’alba improvvisa, cambiando completamente il moddo della conversazione. La sua ultima traccia stackin’ blessings è un’anomalia piena di speranza, una boccata d’aria fresca che era ed è sempre assolutamente necessaria.

    È un inno luminoso, spirituale, alla gratitudine. Sopra una base piacevolmente profumata di soul e gospel, la voce calda di drewboi non cerca di sedurre, ma di ringraziare. E il testo è la chiave di volta di questa sua rivoluzione gentile: non parla di gratitudine per le cose facili, ma per le lezioni apprese dalle difficoltà. È un inno alla resilienza che non nasce dalla rabbia, ma da una positività disarmante, un invito a ringraziare il passato per averci reso più forti.

    La cosa che rende il tutto ancora più potente è che questa visione è autentica al 100%. drewboi scrive, produce e interpreta ogni nota, e si sente. La sua musica è quella di un artista che, in un’epoca che glorifica il dolore, ha trovato la sua forza non nelle ombre, ma nella luce che si sceglie di creare ogni giorno. E sì, questo approccio suona decisamente rivoluzionario.

  • Jylee – ‘Make Up’

    Basta premere play su Make Up per ritrovarsi catapultati in un club esclusivo alle due di notte. La traccia è un capolavoro di atmosfera, un’immersione totale raggiunta attraverso un minimalismo sonoro quasi radicale. La produzione lascia parlare un basso profondo, che agisce come un’ancora ipnotica attorno a cui tutto il resto si muove.

    In questo spazio così scarno, la voce di Jylee diventa protagonista assoluta. È un sussurro intimo, quasi una confessione, ricco di quelle sfumature e di quelle intenzioni non dette che possono raccontare una storia intera. Il risultato è un R&B profondamente adulto e notturno. La prova che per comunicare eleganza e risolutezza non serve urlare; a volte, la forza più grande risiede nella quiete di una decisione già presa.

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  • Riaan – ‘Adore You’

    La nostra intervista con Riaan ha semplicemente confermato un’impressione che era già chiara dal primo ascolto: il suo talento è puro, cristallino. La sua vera forza artistica non risiede in complesse architetture liriche, ma nella sincerità e nella capacità di mettere a nudo le emozioni senza filtri e senza la minima paura della vulnerabilità.

    Adore You è la manifestazione perfetta di questo dono. Sulla carta, avrebbe potuto essere l’ennesima, prevedibile canzone d’amore. Ma l’interpretazione di Riaan la eleva a qualcosa di molto più prezioso: una vera e propria dichiarazione di devozione. La traccia schiva ogni cliché perché la sua voce non parla di un sentimento, lo vive in tempo reale. Ogni inflessione, ogni respiro, ogni piccola, umana imperfezione nella sua performance comunica un senso di venerazione autentica. L’adorazione di cui canta non è un’iperbole romantica, ma una constatazione lucida, innegabile, sentita.

  • Dane – ‘She Said’

    Sono sicura che sia solo questione di tempo. Dane quest’anno ha presentato la sua candidatura potente e credibile per un posto sulla scena internazionale. Ho scelto She Said perché con questa traccia ha dimostrato una maturità artistica che ha raggiunto un punto di svolta: una scelta produttiva e stilistica precisa, intenzionale e impeccabile.

    Il suo R&B è un ponte affascinante tra due mondi. Da un lato c’è l’anima del genere classico: la malinconia, le armonie complesse e quella vulnerabilità che è il motivo per il quale il genere stesso esiste. Dall’altro, un’estetica sonora decisamente moderna e pulita, con bassi profondi e batterie nitide che parlano un linguaggio universale. È proprio questa fusione a renderlo così universale. E prima o poi lo sapranno tutti.

    Qui per il nostro approfondimento su di lui, qui per l’intervista.
  • Coogie – ‘1,2,3,4,5’
    Un maestro di versatilità. In '1,2,3,4,5', questa sua dote esplode. Il flow di Coogie non è semplicemente appoggiato sulla base, ma ne diventa parte integrante, mostrando una musicalità camaleontica.

    Tratta la propria voce come uno strumento che cambia colore e texture a seconda del mood della produzione: è capace di aggredire il beat con metriche fitte e serrate in una strofa, per poi scivolare in un cantato melodico quasi soul nel ritornello, con una naturalezza che fa sembrare la transizione l’unica cosa possibile. La prova che la tecnica da sola non basta: serve il carisma. E lui oh boy se ne ha.
  • Odetari & Hongjoong (ATEEZ) – ‘SMB’

    Definirla una fusione tra hyper-pop e rap è come chiamare un’esplosione nucleare un “evento luminoso”. SMB è un’altra cosa. È un’aggressione sonora. La base è un muro di elettronica industriale, un caos di bassi distorti, glitch che suonano come schegge di vetro e sirene sintetiche. Un casino, insomma.

    In questo inferno sonoro, lo scontro perfetto. Da un lato, la follia iper-digitale di Odetari, una voce processata, imprevedibile, disumana, che cavalca il beat come un virus impazzito. Dall’altro, il carisma acido da predatore alfa di Hongjoong. Il leader degli ATEEZ non subisce il caos, lo cavalca. Il suo flow è una lama di rasoio che taglia la produzione, e le rime non meno affilate, un dissing contro l’intero sistema musicale. Non c’è spazio per l’interpretazione: SMB è un dito medio alzato contro la prevedibilità, contro i cloni, contro chiunque abbia la presunzione di apporre etichette. Riuscitissima, da qualsiasi punto di vista.

  • I’MIN & Sangarang – ‘Talk is cheap’
    Una traccia dance, ma con un’anima. Qui, la chimica tra i due artisti crea un ibrido affascinante e inaspettato. La produzione di Sangarang è un tappeto house elegante, costruito per il dancefloor. La genialità sta nel far fluttuare su questa base la voce eterea e quasi androgina di I’MIN. Invece di perdersi, la sua vocalità crea un contrasto magnetico: è un’anima sognante che balla su un ritmo incalzante.

    Il risultato è un pezzo che funziona sia come traccia da club che come ascolto intimo, un R&B che è allo stesso tempo malinconico e liberatorio. I’MIN lo abbiamo intervistato qui.
  • DPR ARTIC – ‘Mirrorball’ (feat. Moon Sujin)
    All’interno del collettivo artistico DPR (Dream Perfect Regime), la firma di DPR ARTIC è sinonimo di produzioni atmosferiche e sognanti. Mirrorball è la quintessenza del suo stile: un pezzo R&B avvolgente e ipnotico, dove la base sonora crea un vero e proprio “mondo” in cui la voce di Moon Sujin può fluttuare.

    Un brano che ha certamente un forte impatto immediato, ma che costruisce anche un’emozione sottile e persistente, confermando DPR ARTIC come uno degli artigiani sonori più sofisticati e visionari della sua generazione. Ma d’altronde, stiamo parlando di DPR.
  • UMI, Baekhyun, El Cxptain – ‘Do What You Do’ Una collaborazione internazionale che unisce tre mondi—il k-pop d’elite, l’indie R&B americano e la produzione all’avanguardia—con una fluidità e una naturalezza direi magiche.

    Tutto parte dall’architettura sonora creata da El Cxptain: un beat lo-fi che pulsa appena, chitarre jazzate e un’atmosfera calda, quasi estiva, che crea la tela perfetta per le voci. Su questa tela, UMI dipinge con la sua delicatezza inconfondibile, definendo il mood rilassato e sognante del pezzo.

    E poi arriva Baekhyun (EXO), e dimostra perché la sua sia considerata una delle voci più dotate e versatili dell’intera industria. Non cerca mai di dominare la traccia; al contrario, vi si adagia dentro, usando il suo timbro vellutato per dialogare con UMI in un gioco di armonie di rara eleganza. Il risultato è una canzone che sembra esistere fuori dal tempo e dalle mode, in un equilibrio perfetto di chimica artistica.

Per il capitolo 3 e 4… ci vorrà qualche giorno. I contendenti stanno lottando all’ultima nota per entrare a far parte di questo pezzo 2 adesivi auto XXL 18X18 cm sticker 18x18 cm - set adesivi grandi resistenti alle intemperie - Foto 1 di 1

A presto con tanta tanta tanta ottima musica!

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Sociologa dentro e accademicamente, "ex corporate girl, ora quota rosa in una start up innovativa" fuori. Le mie prime foto da bambina mi ritraggono già con le cuffione gialle sulle orecchie, ascoltavo i Simple Minds e i Tears for Fears. Vivrei di kimchi. C'è altro? Ah sì: INTJ-T. O cancro ascendente vergine, che praticamente è la stessa cosa. Dal 2026 Honorary Reorter di Korea.net