ATEEZ - Golden Hour: Part 1

Golden Hour: Part 1, inizia un nuovo viaggio nell’universo musicale degli ATEEZ

Rachele
By Rachele
14 Min Read

Il 31 maggio scorso, gli ATEEZ sono tornati sulle scene con il loro decimo mini album, “Golden Hour: Part 1”, pochi giorni dopo l’enorme successo del Coachella.
Il mini album di sei tracce segna una nuova era per il gruppo dopo la fine dell’ultima serie “The World” terminata con il full album “The World Ep. Fin: Will”.
Come in ogni serie di album – le precedenti sono TREASURE, FEVER e The World – gli ATEEZ ci trasportano in un nuovo capitolo della story line, segnato anche da un nuovo sound, come di consueto all’apertura di una nuova serie.
Nonostante una promozione ristretta rispetto alle altre pubblicazioni discografiche, l’album ha ottenuto dei buoni risultati nelle classifiche coreane ed internazionali, posizionandosi al #2 della Billboard Artist 100 e Billboard 200, alla #1 della Hanteo e Cicle Album Chart, al #6 della Offizielle Deutsche Album e al #4 della francese SNEP Top Albums ecc.

TRACKLIST
1. Golden Hour
2. Blind
3. Work (Title Track)
4. Empty Box
5. Sha Boom
6. Siren

Golden Hour
‘Golden Hour’ dà inizio al mini album pur non essendo una traccia musicale, bensì un’introduzione narrata dalla voce di Maddox (membro del team di produzione Edenary), che con queste parole

Golden Hour, i momenti più luminosi della vita. Quei momenti sono come lampi veloci e non ritorneranno mai più

illustra all’ascoltatore un messaggio forte, di malinconia ma anche di speranza di poter rivivere quei momenti d’oro per sempre nella nostra memoria.
Le parole pronunciate da Maddox conducono l’ascoltatore a riflettere su qual è la tua Golden Hour; potrebbero essere attimi di risate con gli amici, tranquille cene in famiglia o semplicemente weekend rilassanti con i tuoi cari. Per ognuno la Golden hour può rappresentare un momento diverso della vita, di cui però bisogna far tesoro poiché niente dura per sempre e tutto prima o poi passa. Sono istanti preziosi che diventano dei ricordi luminosi.
Due settimane prima dell’uscita del mini album, il brano è stato rilasciato con un video, girato a L.A. e al Grammy Museum, dove i protagonisti sono proprio gli Atiny che vivono i loro momenti preziosi con gli amici sulla spiaggia o con gli Ateez durante un concerto.

Blind
‘Blind’, brano dal sound esotico e caratterizzato dal suono della tromba cubana, è stato quello che nell’anteprima dell’album ha destato più interesse tra i fan per le forti sonorità latine e soprattutto per i versi del testo intonati da Yunho e Jongho.

Passi a due al chiaro di luna, cha-cha-cha (Cha-cha-cha)
Sento il mio cuore che si scalda, pam-pam-pam
Danza stasera, in questa notte ardente
Regina della notte, stella dei miei occhi
Svegliami con il tuo sguardo
Prendi la mia anima, prendi il mio cuore,
L’amore è cieco (el amor es ciego)”

È infatti, la prima volta che in un loro brano vengono trattati temi come un amore ardente o una relazione passionale, dato che solitamente si ripercorrono argomenti come la ribellione o la ricerca della felicità.
Tuttavia, non è inedito l’approccio musicale degli ATEEZ alla musica latina. Tutto è iniziato con “ARRIBA” brano tratto da “The World Ep. Fin: Will”, che è il primo in cui il gruppo si cimenta con questo genere musicale.

Questo termine significa generalmente Sopra ma qui si esprime con “Andiamo!” ripreso dal gergo spagnolo. Pezzo dalla melodia latina, che sul filone del brano precedente, ti invita ad unirti all’energica danza notturna della “La cucaracha” (canzone tradizionale della musica folk messicana, che divenne popolare dopo la rivoluzione messicana, in linea con il tema della ribellione nella storyline) e a lasciarti andare con un senso di libertà, enfatizzato dal termine Arriba che ripercorre tutto il testo.

Il testo, nel quale spiccano parole spagnole come loco, fuego o versi come “el amor es ciego” che si ricollega al titolo (blind=cieco), immerge l’ascoltatore in una danza passionale al chiaro di luna e nel forte desiderio per l’altra persona, che si riaccende all’incontro del suo sguardo, e si intensifica sempre di più allo scorrere della musica.

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Work – Title Track
Brano di genere hip hop con un sound latino come la traccia precedente, ha un ritornello che ti cattura sin dal primo ascolto. Come il titolo suggerisce, ‘Work’ riflette sull’importanza del lavoro nella vita e sul non sprecare tempo per le cose non importanti, ma provare e tentare sempre nuove sfide.

Sulle note di un clarinetto, la voce di Hongjoong intona “Gotta work (Gotta work) Gotta make that money, make purse (Yes)” e attira immediatamente l’attenzione dell’ascoltatore, che si ritrova a canticchiare questi versi al ritmo del brano, così come avviene per il loro vecchio successo ‘BOUNCY (K-HOT CHILLI PEPPERS)’. 

Il MV, girato a Los Angeles, è molto ironico ed è pieno di elementi strani e divertenti. La scena iniziale mostra Jongho sepolto, con la sola testa al di fuori del terreno che suona con un un flauto (benché il suono sia quello di un clarinetto) le prime note di ‘Work’, circondato dagli altri membri che cantano e ballano intorno a lui. Seguono diverse scene esilaranti come Seonghwa che cavalca un grande struzzo, Yeosang che accarezza una gallina, Yunho nei panni di un singolare proprietario di fast food, Hongjoong e Mingi che lottano contro una figura malvagia rivestita da banconote o ancora Mingi nei panni di Willy Wonka, che avevamo già visto nelle prime date del loro tour ‘TOWARDS THE LIGHT: WILL TO POWER’.

È interessante la scena di chiusura dove Seonghwa esce dal famoso uovo d’oro, già apparso in una clip animata che rivelava la nascita di Mito, personaggio di fantasia della storyline. Questa scena non è casuale poiché fa riferimento ad una leggenda nella storia coreana secondo cui l’antenato del Clan Park, ovvero il re Park Hyeokgeose nasceva da un uovo d’oro; il compito di interpretare la scena è ricaduto su Seonghwa, che è l’unico nel gruppo che ha cognome Park.

Alla creazione della coreografia, realizzata da J Blaze, ha partecipato anche San, definito da tutti i membri come il nuovo Main Dancer, che ha più volte dimostrato sul palco le sue capacità interpretative.
Gli ATEEZ sono poi conosciuti per indossare costumi ed outfit affini ai pezzi esibiti. Per le performance di ‘Work’ i costumisti hanno scelto abiti dai colori e dal taglio molto singolare in pieno stile anni 2000, che rispecchiavano perfettamente la composizione particolare del brano.
È da notare quanto Seonghwa abbia portato con disinvoltura ogni abbinamento, brillando durante le esibizioni.

Empty Box
Dopo un brano energico come ‘Work’, gli ATEEZ ci coinvolgono in una soft ballad R’n’B sul desiderio di lasciar andare i sentimenti e le emozioni legate alla perdita di qualcosa di importante. Quando perdiamo una persona cara, facciamo fatica ad andare avanti ma è importante chiudere la scatola dei ricordi per poter ricominciare a vivere. ‘Empty box’ è una dolce ballad dove la rilassante melodia e le voci soffuse di tutti i membri si fondono, dando vita ad un pezzo che arriva dritto al cuore.
Una nota interessante riguarda la scrittura dei versi rap di Hongjoong e Mingi, che hanno rivelato durante la preview live di non essersi confrontanti come di consueto per la composizione del testo, per poter dare una prospettiva diversa del brano. Inoltre, durante l’esecuzione dei suoi versi, il capitano Hongjoong si cimenta anche nel canto dando prova delle lezioni di canto seguite, per migliorare la sua abilità.

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Sha Boom
Termina ‘Empty Box’ e si ode un toc toc e la voce di Hongjoong dall’altra parte della porta, accompagnato da quella di San che chiede “E’ qui la festa?”
Si diffonde così nell’aria l’energia festiva di Sha Boom, un brano EDM con una base reggae, che ti spinge ad alzarti e ad unirti al divertente party degli ATEEZ!
È inedito l’inserimento del ritmo reggae in un brano del gruppo.

Siren
Anche questo brano di genere EDM, Siren è la traccia finale che ha colpito particolarmente per i versi molto forti del rap di Mingi, in cui definisce lui e i membri dal “talento naturale” e cita, con giochi di parole, le critiche che gli ATEEZ hanno ricevuto agli inizi di carriera sul loro “essere internazionali”. La sirena che viene spesso menzionata nel testo potrebbe far riferimento alla forte energia del gruppo, che loro stessi non sono in grado di frenare.

Come Hongjoong aveva dichiarato, Golden Hour P.1 è un mini album che contiene generi per lo più inediti per il gruppo, che difficilmente si ritrovano nella discografia già molto variegata degli ATEEZ.
E ha detto il vero! Quando ho ascoltato l’album per la prima volta sono rimasta colpita dai generi hip hop, reggae, latin music, che confermano l’attitudine del gruppo ad esplorare culture musicali distanti dalla propria.
Solitamente quando si conclude una serie di album e ne inizia una nuova, non si evolve solo la storyline ma anche la musica, che si veste di un nuovo sound.
Durante l’anteprima uno dei primi brani ad avermi colpito è stato proprio ‘BLIND’, che si è confermato essere uno dei miei preferiti al primo ascolto. Non posso negare di essere rimasta ammaliata dal sound latino e dallo stile del brano in generale.

La title track ‘WORK’ è uno di quei brani che qualsiasi sia il tuo punto di vista, finisce per trascinarti nel suo mondo, mimando le note iniziali del clarinetto o i versi del ritornello.

‘Empty Box’ è la perla di questo mini album: una pop ballad soffusa ma pieno di sentimento che finalmente fa la sua comparsa in un album del gruppo. Era dalla serie FEVER che non ascoltavo un brano di questo tipo.

‘Sha Boom’ e ‘Siren’ sono state le reali sorprese di questo album. Durante l’ascolto dell’anteprima dell’album ‘Siren’ mi aveva convinto di più rispetto all’altra; tuttavia, sono consapevole che qualche secondo di ascolto non è sufficiente per giudicare un brano. Ad un ascolto completo e più approfondito, ‘Sha Boom’, che è una traccia molto complessa e variegata dove sound diversi si alternano, mi ha invece stupito piacevolmente.

“Golden Hour: Part 1” è un mini album differente da quelli che lo hanno preceduto, per il sound. Si può inoltre notare una minore presenza dei potenti acuti di Jongho che da sempre caratterizzano i brani di questo gruppo e al contrario è presente una maggiore coesione e armonia tra tutte le voci. È sicuramente rischioso percorrere una strada del genere, ma anche coraggioso poiché questo definisce l’approccio innovativo degli ATEEZ e del loro team di produzione.
Non tutti hanno apprezzato queste nuove scelte stilistiche, ma è ovviamente impossibile accontentare i gusti del popolo. Una cosa è certa: gli ATEEZ hanno ancora una volta saputo sorprendere tutti con le loro decisioni e sono certa che non ci deluderanno con le prossime uscite!

Il 23 giugno il gruppo si esibirà come headliner ad uno dei più importanti festival musicali dopo il Coachella, il Mawazine Festival nella città di Rabat in Marocco, e a luglio partirà con il tour ‘TOWARDS THE LIGHT: WILL TO POWER’ in Nord America. Rimaniamo in attesa dell’annuncio per le date europee!

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Introversa, sì, ma il mio mondo interiore è un festival permanente! Tra una maratona di anime o k-drama e gli schizzi di moda, la musica (rigorosamente made in Giappone o Corea) non si ferma mai, ma solo dentro la mia testa. Sono la persona che analizza ogni singolo outfit delle k-star, perché diciamocelo, certe cose non possono passare inosservate. Molto probabilmente, mentre mi parli, il mio pensiero è già in volo per Tokyo o Seoul. Dopotutto, c'è un intero mondo lì fuori... o meglio, qui dentro!