Disclaimer: anche in questo caso, come nel caso dell’intervista pubblicata qui, la traduzione non è stata fatta da fonte diretta ma da traduzione fanmade dal giapponese. Il link alla fonte tradotta, come al solito, lo trovate al termine.
Una conversazione tra Hiroshi Sugimoto e RM.
di GQ Giappone
settembre 2023
Traduzione dal giapponese all’inglese di @hyyhxhyyh
Traduzione dall’inglese all’italiano di Koreana
RM, avendo visitato spesso il Giappone e il “N’s YARD” di Yoshitomo Nara e Takashi Murakami, era ansioso di incontrare Hiroshi Sugimoto. La conversazione tra i due, avvenuta presso la più grande opera di Sugimoto, l'”Enoura Observatory”, è stata piena di empatia, e ha superato le differenze di posizione e di età.
È arrivato il giorno in cui il sogno tanto atteso si è realizzato. Per qualche giorno, in agosto, l’unico scopo di di RM è stato “visitare il Giappone per andare all’Osservatorio di Enoura”: si tratta di una magnifica struttura artistica progettata da Hiroshi Sugimoto, uno degli artisti che più ammira. Dopo averne visitato i locali, ha incontrato per la prima volta il maestro dell’arte contemporanea.
RM: Piacere di conoscerla! Non vedevo l’ora di incontrarla. Qualche tempo fa, Sugimoto sensei ha tenuto una mostra personale al Leeum, il Samsung Museum of Art di Seoul. Purtroppo non ho potuto vedere la mostra, ma quando ho scorso al catalogo sono rimasto particolarmente colpito dalla serie “Seascape”. Da allora ho letto diverse raccolte delle sue opere.
HS: Capisco. Dopo aver deciso di fare questa intervista, ho guardato il video della sua performance al Dia Beacon. Anch’io amo quel posto e ogni volta che sono a New York ci porto spesso i miei clienti.
RM: Qualche tempo fa ho dato un’occhiata a “Summer Solstice Light-Worship”, “Optical Glass Stage” e “Mathematical Model” nella foresta di bambù, lo spazio esterno è davvero grande. In particolare, quando lo si vede dai 100 metri di Summer Solstice Light-Worship, la struttura abbraccia il mare sottostante, offrendo una spettacolare vista panoramica che permette di avere una prospettiva più ampia.
HS: Ogni anno invitiamo artisti a tenere programmi culturali qui. Due anni fa, Christian Marclay ha tenuto una performance sonora improvvisata. Perché non provate a ballare qui? Non mi sembra male.
RM: Sono felice che mi abbiate offerto un’opportunità del genere. Ma tutte le pietre che si trovano sul terreno non sono estremamente preziose? Ho paura che si rompano se ci ballo sopra…
HS: Non si preoccupi. La maggior parte delle pietre portate qui erano le pietre angolari di antichi edifici, bruciati durante la guerra e danneggiati nel corso degli anni. A pensarci bene, ci sono quattro opere in pietra dei periodi Goryeo e Joseon. Le avete viste?
RM: Appena ho visto le lanterne coreane davanti alla sala da tè, ho capito che venivano dalla Corea. Avevano un motivo unico inciso sopra.
HS: Lei è giovane ma sa molto di antiquariato.
RM: Ho appena iniziato a studiare (ride). Mi interessa anche la ceramica; a casa mia espongo vasi e altri oggetti.
L’arte è la visualizzazione dei pensieri
RM: Mi piacciono le arti visive. Sto pian piano acquistando dipinti di artisti coreani contemporanei. D’altra parte, sono anche attratto dall’antiquariato e ho decorato la mia casa con vecchie opere in legno e pietra. Il mio sogno è di avere un giorno uno spazio in cui esporre le mie collezioni d’arte di vari Paesi, generi ed epoche, dall’arte antica a quella moderna, con particolare attenzione all’arte coreana. In questo senso, questo posto (l’Osservatorio di Enoura) è un luogo modello. Vi si può trovare una collezione di fossili risalenti a centinaia di milioni di anni fa, pietre di fondazione e arte litica di varie epoche, ma anche fotografie e sculture di sensei. Qual è l’intenzione originaria, nel creare questo luogo?
HS: Ho iniziato a vendere le mie opere solo dopo aver compiuto 50 anni. Quando le persone hanno un sacco di soldi che non sono abituate ad avere, non sanno cosa farne. Così ho deciso di spendere tutte le mie entrate per l’arte, e quando morirò il mio bilancio di guadagni e spese sarà pari a zero. Voglio essere libero dal denaro.
RM Capisco.
HS: Per rispondere in modo un po’ più serio, mi sono chiesto quando, nel processo evolutivo, gli esseri umani si sono separati dagli animali e sono diventati uomini. Sono arrivato alla conclusione che è stato quando gli esseri umani hanno sviluppato la “coscienza”. La proposta della mia produzione artistica è stata quella di continuare a pensare a come si sia sviluppata la “coscienza”, che permette di sapere oggettivamente chi sono, da dove vengo e dove sono ora. Ho iniziato con l’ipotesi di chiedermi se fosse possibile per me, persona moderna, guardare l’oceano nello stesso modo in cui lo guardavano gli antichi. Così ho creato una serie di fotografie intitolata “Paesaggi marini” e l’Osservatorio di Enoura è stato istituito come luogo in cui è possibile vivere meglio l’esperienza. È stato progettato in modo che la luce dell’alba al solstizio d’inverno e d’estate e all’equinozio di primavera e d’autunno viaggi direttamente attraverso la linea centrale dei palchi di vetro, delle gallerie, dei palchi di pietra, ecc. È possibile rivivere i tempi in cui gli antichi controllavano la loro posizione, le stagioni e i cambiamenti di tempo in base al movimento dei corpi celesti.
RM: La persona che mi ha fatto visitare la struttura mi ha detto che “quando gli esseri umani sono diventati coscienti, quella è stata l’origine dell’arte”. Vorrei capire perché gli esseri umani hanno bisogno dell’arte e della cultura. Questo concetto è anche collegato al significato del mio lavoro. Quando sfoglio il catalogo delle opere fotografiche di Sugimoto sensei, ricorrono spesso le parole “pensiero” e “contemplazione”, e anche a me piacciono queste parole, spesso mi perdo nei miei pensieri.
HS: La caratteristica dell’arte contemporanea, soprattutto dell’arte concettuale, è che il pensiero stesso appare visivamente. Per questo penso che lei abbia un buon senso artistico.
RM: Sì, ce l’ho (ride).
Vivere e interagire con l’arte
HS: In una passata intervista, RM ha detto di essere attratto dalle opere d’arte che incarnano l’eternità. L’opera preferita di RM, “Seascape”, è un’opera che avvolge il tempo, simboleggiando l’atemporalità. Non ha provato questa sensazione qui a Enoura?
RM: Poco fa ho attraversato il tunnel, all’improvviso ho guardato indietro e ho visto che l’apertura del lungo tunnel era divisa in due dal cielo e dal mare, e ho pensato tra me e me: “Ah, questa è davvero la fotografia di un ‘paesaggio marino'”. Parlando di eternità, quando sono impegnato, naturalmente, a volte mi sento felice o eccitato al momento, ma se rimango fermo lì, mi sento come se la mia energia si estinguesse, prosciugandosi. Voglio guardare alle cose lentamente e pensare, ecco perché sono stato attratto dall’immutabilità e dall’eternità.
HS: I vecchi lavori in legno e pietra che espone a casa sua sono probabilmente fra queste opere atemporali.
RM: È vero. Una volta pensavo che fosse fuori moda, ma ora che sono più maturo sono diventato attratto dalle epoche e dai tempi lunghi incarnati nella pietra o nel legno che sono entrati in mio possesso nel corso del tempo. Li tengo vicino a me e li guardo ogni giorno, e sento che la mia vita viene ridimensionata.
HS: Sono un artista ma anche un collezionista di oggetti antichi. Finora ho raccolto diversi oggetti, non solo arte giapponese ma anche arte orientale, arte buddista e molto altro. Stiamo progettando di costruire un edificio per l’arte antica qui a Enoura per esporli, che sarà completato entro due anni. Voglio esporre le mie opere insieme all’arte antica che le ha ispirate.
RM: La giustapposizione di oggetti antichi e moderni di ogni epoca e luogo è proprio il mio stile espositivo ideale.
HS: Basta toccare le statue di Buddha del periodo Cheongpyeong e Goryeo per percepire chiaramente che le persone di quel tempo e le persone oggi si trovano su livelli spirituali diversi. Sento di trarre grande energia dall’antiquariato.
RM: Anch’io vivo con l’arte. Affrontandola ogni giorno, credo di poter essere una persona migliore.
HS: Non posso garantire che le persone che acquistano le opere di Hiroshi Sugimoto diventino brave persone (ride). Tuttavia, c’è la possibilità di diventare una persona che pensa profondamente alle cose.
RM: Capisco. Una persona riflessiva non è necessariamente una brava persona.
HS: È vero (risata).
RM: A volte mi capita di conversare con le mie opere d’arte a casa.
HS: Anche io converso con la mia collezione e con le opere di altri artisti. Dalla conversazione si capisce se l’arte è di alto livello o meno.
RM: Sono ancora giovane, non ho studiato abbastanza, quindi è per me difficile dire cosa è antico. A volte scelgo opere che in qualche modo mi commuovono e realizzo che in passato non ne ero così attratto, mentre guardandole ora le trovo sofisticate.
HS: In ogni caso, è giusto comprare arte purché sia alla portata di tutti, quindi compratela e tenetela al fresco, è bene vivere con l’arte ogni giorno. Così facendo, possiamo capire meglio il contesto storico e la qualità delle opere. Ci sono cose che non possono essere trasmesse solo guardando attraverso il vetro di un museo. Dico sempre che i musei sono cimiteri dell’arte, credo che l’arte abbia bisogno di essere toccata e amata da mani umane.
RM: Ho alcune ultime domande per Sugimoto sensei.
HS: Tutto è ben accetto.
RM: Prima di tutto, si sente sotto pressione per essere definito un maestro dell’arte contemporanea?
HS: Per niente. Pensavo di essere ancora giovane e prima di rendermene conto, ho compiuto 75 anni. Quando sono qui nei giorni di apertura al pubblico, i visitatori mi chiedono di fare una foto con loro, ma a me piace stare da solo, quindi vengo nei giorni in cui il museo è chiuso. Essere soli è importante per creare un’opera, e bisogna avere circa quattro quinti del tempo per sé.
RM: Lo terrò presente. Prossima domanda: ha un messaggio per le giovani generazioni?
HS: Sono venuto per la prima volta in America nel 1970, quando avevo 22 anni. L’anno prima si era tenuto il Festival di Woodstock, una cultura giovanile che aveva sconvolto gli adulti. Sai, i Led Zeppelin, Janis Joplin… La sensibilità dei giovani è una forza trainante che è sempre in anticipo sui tempi, e penso che i giovani abbiano ancora questo tipo di potere.
RM: Grazie. Oggi sono stato felice di poter sperimentare in prima persona come un artista di nome Hiroshi Sugimoto abbia creato una cosa simile a uno spazio intenzionale, dove sono nate storie che ha ispirato le persone. Anch’io sono stato ispirato da questo luogo. Ho avuto la certezza che un giorno sarò stato in grado di creare lo spazio che desidero.
HS: La prego di tornare.
RM: Sì, mi piacerebbe tornare e godermi le mostre nell’edificio delle antichità quando sarà completato, tra due anni.
