Notte da ricordare per KPop Demon Hunters.
Il film animato targato Netflix è stato uno dei grandi protagonisti degli 83rd Golden Globes, portando a casa due premi importanti: Best Motion Picture Animated e Best Original Song grazie al brano “Golden”. Un doppio riconoscimento che ha definitivamente consacrato il progetto come uno dei titoli più forti della serata.
A salire sul palco per ritirare il premio come miglior film animato sono stati i registi Maggie Kang e Chris Appelhans, insieme alla produttrice Michelle Wong. Kang ha ringraziato la Hollywood Foreign Press Association e tutte le persone che hanno creduto in un film profondamente radicato nella cultura coreana, ma capace di parlare a un pubblico globale.
“Con questo film volevamo davvero rappresentare i personaggi femminili nel modo in cui li conosciamo noi, ovvero forti e audaci, sciocche e strane, affamate di cibo e a volte anche un po’ assetate”, ha spiegato la regista Kang.
Appelhans ha definito KPop Demon Hunters una vera e propria dichiarazione d’amore per la musica e per il suo potere di unire le persone, soprattutto in un periodo storico complesso.
“Una lettera d’amore alla musica e al potere che ha di connetterci, di farci vedere una sorta di umanità condivisa, che potremmo usare nel mondo di oggi”.
Il co-regista ha poi voluto ringraziare direttamente i fan, sottolineando quanto il loro supporto sia stato fondamentale:
“Dobbiamo ringraziare i fan per aver accolto con entusiasmo il film, ha significato tutto, ha mantenuto forte l’Honmoon”.
Nel mondo di KPop Demon Hunters, l’Honmoon è una barriera magica alimentata dalle anime, che separa il mondo umano da quello dei demoni. Un simbolo che, anche fuori dallo schermo, sembra aver trovato nuova forza.
Uscito nel giugno 2025, il film è diventato rapidamente il titolo più visto di sempre su Netflix.
Il premio per la Best Original Song è andato a Joong Gyu Kwak, Yu Han Lee, Hee Dong Nam, Jeong Hoon Seo, Park Hong Jun, Kim Eun-jae (EJAE) e Mark Sonnenblick, autori di musica e testi di “Golden”.
Un momento particolarmente intenso è arrivato proprio con le parole di EJAE, che ha raccontato, in lacrime, il suo percorso personale, da trainee K-pop a cantautrice premiata ai Golden Globes:
“Da bambina ho lavorato senza sosta per dieci anni per realizzare un solo sogno: diventare una idol K-pop. Ma sono stata rifiutata, e mi è stato detto che la mia voce non era abbastanza. È stata la musica, le canzoni, a sorreggermi nei momenti più difficili. Ed è per questo che oggi sono qui, come cantante e come cantautrice.
È un sogno che si realizza poter far parte di una canzone che aiuta altre ragazze, altri ragazzi e persone di ogni età ad affrontare le proprie difficoltà e ad accettarsi per ciò che sono”.
L’artista ha dedicato il premio a tutte le persone «a cui sono state chiuse delle porte», aggiungendo:
“Posso dire con sicurezza che il rifiuto è un cambiamento, una nuova direzione. Quindi non arrendetevi mai. Non è mai troppo tardi per brillare come siete sempre stati destinati a essere”.
Non è stata una serata fortunata per Lee Byung-hun, in lizza come Best Male Actor per No Other Choice di Park Chan-wook; il premio è andato a Timothée Chalamet per Marty Supreme.
Al di là dei premi mancati, le nomination rappresentano un traguardo importante all’interno delle grandi cerimonie internazionali.


