Come ogni primo lunedì di maggio ha avuto luogo una delle manifestazioni dedicate alla moda che celebra arte e creatività, dove gli ospiti interpretano il tema designato attraverso le proprie scelte sartoriali.
Sto parlando del Met Gala, che si tiene ogni anno al Metropolitan Museum of Art.
Nato nel 1948 come raccolta fondi per il Costume Institute, sezione del Met dedicata alla conservazione e all’esposizione di abiti e accessori dal XV secolo al periodo contemporaneo, l’evento si svolge il primo lunedì di maggio e coincide con l’apertura della mostra annuale dell’Institute stesso.
Il tema di quest’anno è “Fashion Is Art”, concetto attraverso cui gli invitati hanno reinterpretato celebri opere artistiche tramite creazioni haute couture.
Durante la manifestazione, maison e direttori creativi traducono il tema in modo più o meno letterale. Alcuni look riescono a sintetizzare ricerca formale e costruzione sartoriale, altri puntano sull’eccesso scenico, senza sempre aderire pienamente al concept.
La moda diventa così performance visiva, esercizio creativo e spazio di sperimentazione, mantenendo come unico vincolo il dialogo con il tema della serata.
La mostra inaugurata, intitolata “Costume Art”, esplora la centralità del corpo vestito nella storia dell’arte attraverso dipinti e sculture, includendo sia il nudo classico sia soggetti meno rappresentati, come la maternità.
L’esposizione approfondisce il rapporto tra corpo e abito, osservato nelle sue diverse rappresentazioni estetiche e culturali.
Le star coreane invitate quest’anno sono state numerose, dai volti abituali come i membri delle BLACKPINK alle nuove presenze come Karina e Ningning delle aespa.
Esploriamo le creazioni indossate dagli invitati coreani.
BLACKPINK
Jennie ha indossato un abito bustier custom firmato Chanel, disegnato da Matthieu Blazy. La superficie ricoperta di paillettes sfumava dall’argento al blu freddo, evocando la figura di una sirena. Una scelta coerente, anche se meno audace rispetto ad altre interpretazioni della serata.
Lisa ha scelto una creazione scultorea di Robert Wun, intitolata “The Veil” (Il Velo), costruita su una silhouette a sirena trasparente e ricamata di cristalli. Il velo sostenuto da protesi strutturali, che si innalzano sopra la testa di Lisa, creano l’illusione della “sposa che solleva il proprio velo”, come spiegato dallo stilista. Insieme allo styling beauty, l’outfit si trasforma in una vera installazione performativa.
Rosé ha puntato sull’essenzialità tipica di Saint Laurent, completata dai gioielli di Tiffany & Co.. L’abito nero strapless con profondo spacco laterale contrastava con il dettaglio argentato applicato sul punto vita, elemento che rompeva la linearità della silhouette.
I capelli platino lasciati sciolti contribuivano al look sobrio.
Jisoo ha calcato il red carpet con un abito tridimensionale custom di Dior, firmato da Jonathan Anderson. La struttura lilla, interamente ricamata con paillettes e applicazioni floreali tridimensionali, riprendeva la forma dei petali sul punto vita attraverso una struttura rigida, riferimento ad alcune collezioni storiche della maison degli anni Cinquanta.
aespa
Karina ha indossato un abito con linea ad A, custom in raso bianco di Prada, completato da una mantella nera dalle proporzioni teatrali. Lo scollo quadrato era rifinito con applicazioni floreali in cristallo tono su tono.
Ningning, recentemente nominata brand ambassador di Gucci, ha scelto un abito nero costruito attraverso numerosi strati di plissé e ricami di cristalli. Il volume concentrato sulla silhouette richiamava la forma di una rosa in apertura.
L’attore Ahn Hyo-seop ha indossato un completo di Maison Valentino a righe nere e oro, rifinito con cristalli. Il foulard rosso conferiva un tocco di colore mentre la chiusura della giacca richiamava il nodo decorativo del norigae tradizionale coreano.
Dal film KPop Demon Hunters, prodotto da Netflix, erano presenti anche Audrey Nuna ed EJAE.
Audrey Nuna ha indossato una creazione di Robert Wun, composta da un ampio cappotto bianco abbinato a un fedora decorato da cristalli neri. Le maniche volumetriche accentuavano la costruzione d’avanguardia del look.
EJAE, vestita da Swarovski, ha reso omaggio alla cultura coreana attraverso la figura delle gisaeng (기녀), le intrattenitrici colte della dinastia Joseon.
L’abito a sirena, interamente realizzato con cristalli Swarovski di diverse dimensioni e tagli, fondeva riferimenti alla Venere classica con elementi della tradizione coreana. Anche l’acconciatura richiamava l’estetica storica grazie alla presenza del binyeo (비녀), tradizionale fermaglio utilizzato per fissare chignon e acconciature insieme all’hanbok
L’attrice e modella Jung Ho-yeon, tra i volti di Squid Game, ha scelto un abito scultoreo in pelle nera di Louis Vuitton. La costruzione volumetrica sul punto vita richiamava la forma di un cespuglio di rose in fiore.
Nell’edizione di quest’anno del Met Gala, costruita attorno al rapporto tra arte, moda e rappresentazione del corpo, le celebrity coreane hanno scelto approcci differenti ma coerenti: dalla costruzione scultorea ai riferimenti storici, fino ai richiami alla tradizione coreana reinterpretati in chiave couture.
Sul red carpet ha preso forma una narrazione visiva capace di unire performance, heritage culturale e ricerca sartoriale, confermando il peso sempre più centrale dell’intrattenimento coreano all’interno di eventi globali come il Met Gala.



