Il ritorno delle BLACKPINK sul palco non è mai solo una questione di musica. Dopo un anno dedicato ai loro percorsi solisti, il WORLD TOUR <DEADLINE> ha segnato un nuovo capitolo nella definizione di fenomeno globale. Da Goyang a Milano, il palco delle BLACKPINK ha trasceso i confini del semplice concerto, elevandosi a manifesto di potere estetico. Sul palco la musica è il motore, ma è l’estetica a tracciare la rotta, trasformando ogni performance in un’opera d’arte complessa e stratificata.
Dietro ogni coreografia, ogni movimento, ogni hit esplosiva, ogni gesto scenico, si cela una componente silenziosa e potentissima: il fashion.
Da tempo ormai, le BLACKPINK sono ambasciatrici dei più prestigiosi marchi internazionali — Jisoo per Dior, Lisa per Louis Vuitton e Bulgari, Rosé per YSL Beauty e Puma, JENNIE per Chanel — e ogni loro apparizione è il risultato di un dialogo continuo con stilisti, atelier e direttori creativi.
Sui palchi del tour, gli outfit veri e propri manifesti, che traducono in tessuto e silhouette la visione di ciascuna artista. Sono sfilate invisibili, cucite addosso ai momenti più iconici del concerto: una estensione del corpo, della voce, del carattere.
In un perfetto equilibrio tra haute couture e streetwear, artigianato e sostenibilità, i look selezionati per le performance fondono l’identità musicale con la ricerca estetica, dando vita a una nuova forma di spettacolo visivo.
In questo articolo ripercorriamo alcuni degli outfit più significativi del tour, tra capi su misura, brand emergenti, interpretazioni culturali e richiami scenografici. Perché ogni passo di danza, ogni assolo, ogni luce che si accende sul palco racconta anche — silenziosamente — una storia di stile. Ogni scelta stilistica sul palco è frutto di una collaborazione creativa tra le artiste e designer di talento, capaci di trasformare il look in un’estensione visiva dell’identità musicale. Di seguito, uno sguardo ravvicinato agli outfit su misura indossati dalle BLACKPINK, sia nelle esibizioni individuali che in quelle di gruppo, per scoprire come la moda diventa linguaggio performativo.
JENNIE x LEJE
Brand coreano fondato dai designer Je Yangmo e Kang Juhyeong, LEJE (qui) deriva dalla parola francese “LE JE” (l’io). Reinterpreta la tradizione coreana con uno sguardo contemporaneo, prestando attenzione all’uso di materiali sostenibili e processi a basso impatto ambientale.

Una palette intrisa di rosso, bianco e nero caratterizza i completi in pelle da biker, ispirati all’atmosfera racing del teaser del concerto. Dalla mini-tuta agli shorts e al giubbino, ogni capo è stato realizzato con tessuti di scarto o abiti vintage, in linea con la filosofia sostenibile del brand.
La mini skirt indossata nella tappa di Parigi è un pezzo d’eccellenza. Realizzata senza cuciture, si ispira alla SATBA (샅바), la tradizionale cintura usata nel SSIREUM (씨름), lo sport nazionale coreano. Realizzata da un unico pannello di tessuto, la gonna avvolge il corpo con pieghe fluide che donano al capo una grazia scultorea, evocando l’equilibrio tra tradizione e design contemporaneo.
Jisoo x Dior
Jonathan Anderson, da poco direttore creativo del marchio, ha reinterpretato l’estetica femminile e sofisticata di Jisoo con un romantico ensemble in seta rosa. Caratterizzato da drappeggi, asimmetrie e leggiadre pieghe, l’ensemble è completato da un delicato fiocco sul top a fascia, esaltando la femminilità della cantante.
Una menzione speciale va ai due magnifici abiti sfoggiati durante i concerti a Parigi, creati su misura. Il primo, un abito in seta rosa con una gonna voluminosa e strutturata, evoca la leggerezza di una nuvola, mentre il secondo, dal gusto più teatrale, è un abito nero con una gonna in organza a balze e fiocchi, che richiama lo stile barocco e opulento del Settecento. Entrambi i look dimostrano come Jonathan Anderson sappia creare abiti unici che si adattano perfettamente all’eleganza senza tempo di Jisoo.



Jisoo x Tommy Hilfiger
Per Jisoo sono stati creati due look contrastanti.
Il primo è un abito a camicia, interamente ricamato da mini-cristalli che riproducono una trama a righe. Con una fascia in vita e una gonna asimmetrica che si evolve in una lunga coda sul retro, il capo esprime una certa raffinatezza.

Il secondo look rivela invece un’anima più energica e grintosa. Dominato da una stampa geometrica a rombi nei colori iconici del brand — rosso, bianco e blu — il look comprende un top a fascia e shorts, impreziositi da gocce di cristallo, che conferiscono dinamismo e carattere all’insieme.

Lisa x Ottolinger
Fondato nel 2016 dalle designer svizzere Christa Bösch e Cosima Gadient, Ottolinger (qui) si basa sulla decostruzione dei capi con tagli audaci e cuciture a vista, creando uno stile unico e ribelle.

Questo set biker in due pezzi, arricchito da borchie, zip a vista e inserti di cristallo, incarna appieno lo spirito audace e decostruito del marchio. Il look include un bustier che fascia sensualmente il busto della cantante e shorts asimmetrici, risultato di un’attenta decostruzione di un “chiodo” da biker. Dettagli di borchie e una grande zip rifiniscono il tutto, mentre una fila di cristalli avvolge il punto vita, aggiungendo un tocco di glamour a un outfit già grintoso.
Lisa x Louis Vuitton
Il direttore creativo della Maison Nicolas Ghesquière ha realizzato per Lisa un look che evoca l’eleganza di una supereroina, caratterizzato da un taglio scultoreo e geometrico. Toni dorati avvolgono la sua silhouette, definendo un completo a due pezzi e degli alti stivali. Il top, nelle tonalità di nero, oro e rosso, presenta forme dalle linee geometriche e a cuore, dettagli che si ritrovano anche negli shorts e negli stivali. Il simbolo rosso del marchio capeggia con audacia sull’intero outfit, rendendolo un pezzo iconico e d’impatto.

Lisa x Natasha Zinko
Natasha Zinko (qui) è una stilista e designer di gioielli ucraina, che ha fondato il suo brand a Londra. Il suo stile è eclettico, audace e concettuale, combinando abbigliamento e gioielli con una forte attenzione all’artigianato.

Per Lisa ha ideato un completo in pelle sensuale e audace. Un top con un profondo scollo a V, arricchito da coppe scultoree che ne esaltano la forma senza risultare volgare, è ornato da dettagli in tulle trasparente. I pantaloni sono attraversati da stringhe incrociate e dettagli borchiati che ne sottolineano la struttura, creando un equilibrio tra sensualità e forza espressiva.
Rosé x Gyouree Kim
Gyouree Kim (qui) è una giovane stilista coreana che unisce fantasia romantica e realtà. Le sue collezioni si distinguono per l’uso di corsetti e drappeggi che rivisitano l’estetica storica in chiave contemporanea, con un forte impegno per la sostenibilità e la qualità artigianale.

Rosé sfoggia due capi glam rock realizzati personalmente dalla stilista.
Il primo è uno scintillante body argentato, abbinato a shorts neri. Il secondo capo è un top in maglia metallica che orna un body nero destrutturato, un look completato dalla cintura in cuoio firmata Saint Laurent, che aggiunge un accento deciso e rock, perfettamente in linea con l’energia scenica di Rosé.
BLACKPINK x Grace Elwood
Grace Elwood è un brand fondato da Olivia Grace Elwood, che si distingue per il suo approccio etico e sostenibile alla moda. La filosofia del marchio si basa sulla creazione di capi senza tempo, realizzati su ordinazione per evitare sprechi e utilizzando tessuti di alta qualità e materiali sostenibili.

Ispirati allo stile country-western, gli ensemble di gruppo presentano una palette di tonalità calde — dal rosso al beige sabbia e al marrone. I look, sensuali e decisi, sono caratterizzati da corsetti stringati e decostruiti, rouches, borchie, cinture in cuoio, frange, drappeggi e asimmetrie. Realizzati su misura, fasciano le silhouette delle cantanti con dettagli unici e particolari: un monospalla biker in cuoio per Jennie; un top stringato in pelle pitonata con cinturini su un mini-bustino color carne e shorts con rouges, stringhe e pelle pitonata per Lisa; un top drappeggiato e asimmetrico color carne ornato da stringhe e short destrutturati per Jisoo; un bustino marrone decorato da frange, borchie e stringhe per Rosé.
BLACKPINK x DiDu
Fondato nel 2019, DiDu oggi si sta affermando tra Parigi e Shanghai. I suoi capi prêt-à-porter promuovono una femminilità moderna e anticonformista, con un’attenzione a tessuti, tagli e forme sostenibili. Lo stile audace di DiDu ci parla di accettazione del corpo, ormai suo tratto distintivo.

Corsetti e bustini in pizzo color carne, borchie, cinturini o una cappa in pelle nera caratterizzano questi costumi, che uniscono romanticismo a un carattere sensuale e moderno:
- un miniabito a fascia, costituito da pannelli, con gonna a palloncino per Jisoo;
- una cappa nera in pelle trattata, illuminata da applicazioni metalliche e dettagli in pelliccia, abbinata ad una gonna destrutturata di cinture in cuoio per Lisa;
- un corpino color carne ornato da cinturini in pelle e mini-shorts per Jennie;
- un elegante corsetto steccato color nude in contrasto con una mini skirt in pelle ornata da applicazioni metalliche sui fianchi per Rosé.
Le BLACKPINK hanno trasformato ogni tappa del loro World Tour in una sfilata esclusiva, seppur invisibile agli occhi più distratti. Ogni abito, ogni silhouette, ogni tessuto che si muove sul palco è il risultato di un lavoro corale in cui moda e musica si fondono per creare un linguaggio unico, performativo e identitario.
L’abilità di designer come Jonathan Anderson per Dior, capace di tradurre la grazia sofisticata di Jisoo in drappeggi sospesi e volumi leggeri, o l’approccio ribelle di Ottolinger cucito su misura per evidenziare la forza scenica di Lisa, dimostrano che questi non sono semplici look di scena, ma manifesti sartoriali.
A loro volta, le BLACKPINK non si limitano a indossare: interpretano, modellano, danno vita ai capi — diventano esse stesse estensione viva della visione creativa dei brand.
In questo panorama, l’inclusione consapevole di marchi emergenti e sostenibili come Grace Elwood, LEJE e DiDu affianco ai grandi nomi del lusso mondiale evidenzia una presa di posizione chiara: la moda può essere spettacolo, ma anche racconto etico e culturale. Una forma di espressione personale che dialoga con l’ambiente, con le radici coreane, con il futuro.
In un’epoca in cui i confini tra le arti si fanno sempre più fluidi, le BLACKPINK ci ricordano che il palco non è solo uno spazio di intrattenimento, ma un luogo di visione. E che, talvolta, le sfilate più potenti sono proprio quelle che non si vedono a occhio nudo, ma si percepiscono nell’impatto estetico, nell’emozione del momento, nella coerenza tra ciò che si canta e ciò che si indossa.
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