Vorrei sapere ascoltare tutta la musica come ascolto quella dei BTS, di Jimin in particolare.
Questa è la prima cosa che ricordo di aver pensato quando ho terminato di ascoltare MUSE, il suo secondo EP uscito oggi.
Trasportata in un altro luogo, sospesa nel tempo, alla ricerca di quel che so di lui e di tutto quello che non so, che non si può sapere. Talvolta, come in questo caso e come mi successe già con molti altri suoi pezzi – la prima volta fu con Promise, con le lacrime agli occhi dal primo istante.
Certo, la sveglia che suona alle 5.50 mi ricorda immediatamente che il mio primo compito sarà quello di presenziare alla YouTube premiere di “WHO“, la title track, farmi invadere ben bene dal vibe e poi offrire la mia migliore traduzione al pubblico di koreami.org.
Pubblicata la traduzione della spettacolare title track – che potete trovare qui, arriva il fatidico momento. È sempre un istante molto particolare per me quello immediatamente precedente all’ascolto di un album di Jimin. La paura che non mi piaccia, che sia “solo carino”, che non riesca a prendermi, a coinvolgermi è sempre presente. E succederà, prima o poi.
Non oggi.
MUSE mi è piaciuto moltissimo, e ritengo 3 delle 5 tracce che ancora non avevamo avuto il piacere di ascoltare davvero eccellenti. Ma vediamo assieme, traccia per traccia.
1. Rebirth (Intro)
Quando un album inizia con la melodia di questa traccia – davvero un biglietto di sola andata per un altro universo – e con un verso come
If I’m tryna be special
Can I get closer to you?
si capisce subito di essere al cospetto di un album speciale. Se poi ci aggiungiamo il campionamento di un battito cardiaco, i cori gospel e una base musicale che onestamente non mi ricorda nulla di già sentito prima, non possiamo che pensare a questo brano come a un piccolo capolavoro. Jimin canta di un desiderio di amore autentico, esprimendo la sua vulnerabilità e la ricerca di una connessione profonda. La produzione è caratterizzata da suoni eterei che creano un’atmosfera magica e romantica. Per me, una delle migliori canzoni dell’album.
2. Interlude: Showtime
Non ho mai nulla da eccepire sugli interlude dei BTS, men che meno su quelli di Jimin (ricordiamo la pazzesca Interlude: Dive presente in FACE, una delle migliori sperimentazioni intimistiche che abbia mai ascoltato) e questo non fa eccezione. Un breve brano strumentale che svolge la sua funzione, fungendo da transizione tra l’intro e il pezzo successivo. Prepara l’ascoltatore per il cambiamento di tono che seguirà, mantenendo un’atmosfera incantata.
3. Smeraldo Garden Marching Band (feat. Loco)
“Smeraldo Garden Marching Band” già la conoscevamo. Brano vivace e gioioso, ispirato ai Beatles (vedere qui e qui), che esplora le emozioni spensierate dell’innamoramento, con il biondo Jimin che invita sussurrando il/la partner a “parlare di noi”. La partecipazione di Loco aggiunge un tocco dinamico, rendendo il pezzo un inno alla spensieratezza. Carina, piacevole e frizzante, … ma ho sperato ardentemente che l’album non fosse tutto di questo stampo.
4. Slow Dance
Intendiamoci, non che questa traccia abbia qualcosa che non va… la base, un R&B che parte un po’ funky grazie alla chitarra elettrica iniziale, è carina; il testo, piuttosto cheesy, è carino; la voce di Jimin è carina (anche se quando la tiene così, alta, impostata e un po’ nasale, non mi fa venire i brividi); la voce di Sofia Carson è… lo avrete indovinato… carina. Insomma, tutto sommato una traccia… carina, ecco. Per quanto mi riguarda, nulla di speciale.
Voglio solo ballare lentamente
Baby puoi prendere la mia mano
Non avere fretta, senti solo il nostro tempo
Tu e la mia canzone preferita
Ballo lento
Questa è la mia ultima storia d’amore
Non lascerò mai la tua mano
La nostra canzone preferita insieme
5. Be Mine
Un cambio di ritmo che lascia senza fiato, soprattutto una volta letto il testo, questo meraviglioso brano afro-beat è decisamente seducente. Nel testo Jimin esprime desideri e richieste dirette verso la/il partner, creando un’atmosfera bollente. La produzione è caratterizzata da chitarre gipsy e un ritmo coinvolgente, rendendo il brano perfetto per ballare… insieme… su un’isola calda. Ah. Voto 10.
Isola calda
Festa per due, sì
So cosa vuoi
E baby io voglio lo stesso
Amore fino al mattino, ah
Continuiamo a cadere, oh
Continuiamo a cadere, oh
DNA collegato
6. Who
Secondo me LA prova vocale di Jimin, senza dubbio, nonostante un inutilissimo e incomprensibile auto-tune. Grazie a questo brano, l’artista riesce a sfoderare tutta e dico tutta la potenza, la modularità, le sfumature della sua voce. Dagli acuti ai bassi, a 360°, con un’espressività seconda a quella di nessuno – ma questo già si sapeva. Se mi chiedessero una canzone ad esempio per conoscere tutti gli aspetti della voce di Jimin, consiglierei senza dubbio questa. Quel che tira fuori fra 2.20 e 2.30 è da brividi, e non c’è auto-tune che tenga.
Oltre a questo, Who ci ha regalato anche uno spettacolare MV cinematografico con coreografia annessa che è una meraviglia e una melodia che non si dimentica facilmente. Tra l’altro, il video conferma che l’anomalia della pressoché totale assenza di esseri femminili negli MV dei BTS o dei suoi membri prima di Chapter 2 può finalmente considerarsi risolta. L’unico tratto per me negativo ravvisabile in Who è che purtroppo il testo non è stato scritto da Jimin.
Ah, l’ho tradotta, la trovate qui.
We never met, but she’s all I see at night
Never mеt but she’s always on my mind
Wanna give her thе world
And so much more
Who is my heart waiting for?
7. Closer Than This
Fan song che conclude l’album (l’abbiamo tradotta qui). Questo brano pop, dolce e nostalgico, riflette sull’importanza di tutti i tipi di amore, non solo di quello romantico. Jimin promette di “non lasciar mai andare” i propri affezionati ammiratori, e ciò contribuisce a rafforzare il legame emotivo profondo con loro.
La canzone è bella. Ci sono molto affezionata. Ma, come la maggior parte delle fan song, musicalmente non mi fa venire voglia di strapparmi i capelli.
Ebbene, MUSE convince. In alcuni momenti molto più che in altri, ma comunque convince. Credo che, grazie all’esplorazione profonda del tema della connessione emotiva, rappresenti un’importante evoluzione artistica – e umana – per Jimin, che non aveva mai affrontato alcuni di questi argomenti in maniera così diretta e personale.
Ricordo che tutti brani presenti nell’album, tranne Who, sono scritti anche da Jimin e che l’album è stato prodotto da un team di esperti, tra cui Pdogg e GHSTLOOP, noti collaboratori dei BTS. Come abbiamo potuto apprezzare, la tracklist è caratterizzata da una fusione di generi che spazia dal pop all’R&B, fino all’afrobeat, e il suono complessivo risulta fresco e innovativo. Per quanto mi riguarda, entrambe le collaborazioni potevano essere meglio sfruttate, ma comunque non disturbano.
Dopo il successo del suo album di debutto FACE uscito nel marzo del 2023, Jimin torna con questo secondo lavoro in un momento cruciale per lui, mentre è impegnato nel servizio militare obbligatorio in patria. Oltre a ravvivare e rinvigorire il suo legame con i moltissimi fans suoi e dei BTS, con MUSE Jimin offre un’opera che intrattiene egregiamente e che invita anche a riflettere sulle molteplici forme dell’amore e delle relazioni, rendendolo così un’aggiunta a mio avviso più che significativa al panorama musicale contemporaneo.