In giro non troverete nessun altra intervista a I’MIN. Quindi, prego

Elisa
By Elisa
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Ok, prima di dire qualsiasi cosa su questo artista e procedere con l’intervista, è necessario ascoltare questo brano.

L’artista dietro a questa esperienza sonora è I’MIN, un cantautore coreano-americano con base a New York City. La sua identità biculturale non è un dettaglio, ma rappresenta la sua forza creativa, che modella il suo sound in un modo tutto suo.

Sebbene etichettato come Korean R&B/Pop, il suo è un ricchissimo mix sonoro, intessuto dalle diverse tradizioni musicali di Corea e Stati Uniti. La sua musica cattura subito per la sua raffinatezza, che richiama quella di leggende del neo-soul come Maxwell, Musiq Soulchild e D’Angelo. Questa affinità stilistica suggerisce una profondità e un’autenticità che superano le mode passeggere del pop.

La sua voce, un velluto, si lega perfettamente alle vibrazioni dei suoi pezzi, creando un’esperienza d’ascolto rilassante e avvolgente. La sua maestria nel mescolare queste influenze diverse è ciò che lo rende un artista così speciale, capace di creare un’atmosfera che quasi si sente sulla pelle.

La storia che I’MIN racconta è ricca anche grazie al suo modo di scrivere i testi, passando con naturalezza dal coreano all’inglese. Questa scelta bilingue è una tecnica artistica raffinata che gli permette di esprimere sfumature emotive e culturali che in una sola lingua andrebbero perse. Il risultato è che ogni barriera linguistica diventa immateriale, perché il cuore emotivo della sua musica va oltre le parole e viene comunicato a un livello più profondo, viscerale.

That Kind of Love è stato solo l’inizio, un singolo filo in un arazzo musicale molto più vasto e coinvolgente. La discografia di I’MIN è variegata; pezzi come A Mirage (2022), Infatuation (2023) e Strawberry Acai (2025) mostrano versatilità e una qualità artistica costante. A proposito di novità, I’MIN continua a sfornare musica. E’ uscita l’11 giugno scorso Talk is Cheap feat. il DJ e produttore birmano Sangarang. Se volete sapere di più su questa traccia vi consiglio di continuare a leggere.

La sua musica non si limita a farsi sentire nelle playlist più classiche; la si trova anche in quelle che definiscono la cultura digitale di oggi, come Viral Reels su Instagram e Lifestyle Vlog su Tik Tok. Questa sua presenza indica una certa sintonia con le tendenze attuali dei contenuti digitali, dimostrando come la sua musica sappia adattarsi e arricchire diverse narrazioni visive. Questo gli conferisce un impatto culturale più ampio, raggiungendo un pubblico che va oltre i fan più accaniti e integrandosi senza fatica nel panorama musicale di oggi. La sua musica offre molto più di semplici melodie che ti restano in testa; è un mondo immersivo di suoni e sensazioni, un’esperienza artistica autentica, creata con una vera maestria umana.

A dispetto della sua crescente influenza e del suo sound distintivo, I’MIN è un artista che mantiene un profilo piuttosto riservato. Non è facile trovare interviste o informazioni dettagliate su di lui in giro, il che rende ogni suo intervento un evento raro e prezioso. Per questo motivo, quando in redazione è arrivata la sua risposta affermativa per questa intervista, siamo rimaste sinceramente sorprese e incredibilmente entusiaste. È un’opportunità unica per addentrarsi nel suo mondo e scoprire di più sulla mente dietro la musica.

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Che dite, sentiamo cosa ha da dirci? Eccovi la nostra intervista a I’MIN!

I'MIN

Parlaci un po’ di te. Chi sei? Puoi dirci qualcosa sul tuo nome d’arte e su come l’hai scelto/creato?

Ciao, sono I’MIN—un cantautore coreano-americano che vive a New York. Ho iniziato questo viaggio con alcuni amici intimi e ora ho firmato con Epidemic Sound. Il mio nome d’arte è venuto fuori per caso in un tiki bar in Corea, quando un amico l’ha pronunciato di getto. Mi è piaciuto subito il doppio significato: ‘I’MIN’ come ‘I’m in love‘, ‘I’m in it to win it’ (sono qui per vincere), e anche un riferimento discreto al mio nome legale, Minsoo (il suo nome completo è Ahn Minsoo, NdA). Immaginatelo come ‘I’m Minsoo‘—con la ‘soo’ artisticamente silente. Ci sono altri strati nascosti nel nome… ma lascerò che si rivelino col tempo.

La prima tua canzone che ho ascoltato è stata Manhattan Haze (2021), che è ancora una delle mie preferite della tua discografia. Il tuo EP Crush on You (when you pour down on me è pazzesca!) è stato pubblicato il 25 aprile. Puoi raccontarci qualcosa di questo percorso musicale?

Crush On You è stato un progetto molto speciale. Ho iniziato a fare musica con il mio caro amico Daryl Kim (@dozeoffofficial), e dopo aver lavorato con vari produttori, ho capito che la nostra chimica creativa è di un altro livello. Seho Kim (@otherguysssss), un altro amico intimo, aveva partecipato a qualche sessione, e sapevo che doveva essere coinvolto in qualcosa di più grande. Li ho presentati entrambi a Epidemic Sound, e ora siamo tutti sotto lo stesso tetto, a sfornare traccia dopo traccia. Crush On You è il nostro primo EP collaborativo, ed è l’inizio di qualcosa che speriamo diventi molto più grande. Stiamo già lavorando a nuovi progetti e non vedo l’ora che le persone ascoltino ciò che verrà.

Qual è l’aspetto più gratificante del processo creativo per te? È la scintilla iniziale dell’idea, il lavoro di produzione, la fase di songwriting, o il momento in cui la musica incontra il pubblico?

Per me, è la scintilla. Quella scarica quando ti viene un’idea pazzesca o quando una melodia si incastra all’improvviso alla perfezione—quel momento è una droga. Che io stia scrivendo testi o perfezionando elementi di produzione, quella botta di dopamina è impareggiabile. E, naturalmente, niente batte il condividere questo con altri che lo capiscono. Presente quella faccia stupefatta e compiaciuta quando il beat parte? Ecco, quello è il sogno.

Su Instagram possiamo apprezzare uno stile molto raffinato. Come bilanci estetica e storytelling nella tua musica? C’è un’immagine o un’emozione specifica che cerchi sempre di evocare, sia visivamente che sonoramente?

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In questo momento, non c’è un progetto fisso—sto ancora scoprendo il mio sound e sperimentando con le immagini. Io e il team proviamo costantemente cose nuove: esploriamo, discutiamo, troviamo compromessi ed evolviamo. Questa è la bellezza (e ciò che mi da il mal di testa) del processo creativo. Sono curioso di vedere come le persone mi percepiscono e come il mio stile continuerà a svilupparsi man mano che cresciamo.

C’è una traccia nella tua discografia a cui ti senti più legato o che ti rappresenta di più?

Senza dubbio That Kind of Love. Sono attratto dalla dualità delle emozioni—cose che sembrano in un modo ma significano altro. Quella canzone è stata l’inizio del mio immergermi in quelle zone grigie, quelle contraddizioni emotive. È stata anche una delle mie tracce più apprezzate, ha ricevuto molto amore su YouTube e altrove. Mi ha dato la fiducia per continuare a esplorare quei temi.

Dopo aver prodotto Crush On You, c’è qualcosa che puoi dire di aver imparato su te stesso come artista o sul processo creativo che porterai con te nei tuoi futuri progetti? E come speri che questo EP venga percepito dai tuoi ascoltatori?

Ho imparato l’arte della pazienza. Il lavoro creativo spesso porta frustrazione—soprattutto quando ti senti a miglia di distanza dal realizzare qualcosa di anche solo decente. Cavalchi gli alti di ‘questo è quello giusto!’ solo per svegliarti la mattina dopo pronto a cancellare tutto. Ma ho capito che questo fa parte del processo. Imparare a fidarsi, a superare il dubbio e a continuare a lavorarci ancora e ancora —questo è ciò che mi porto nel prossimo capitolo. Spero che le persone sentano l’onestà e il cuore in Crush On You, e magari vi ritrovino anche un po’ di se stessi.

Parlaci di questo nuovo progetto con Sangarang: genesi dell’idea, sviluppo e nascita.

Talk is Cheap è nata da un semplice cazzeggio tra me e il mio amico Sangarang, come facciamo sempre. Facciamo spesso queste sessioni spontanee in cui creiamo canzoni per divertimento che non vedono mai la luce. Ma questa era diversa: mi è rimasta impressa. Anche se si tratta di un grande cambiamento di genere e di mood rispetto a ciò che ho pubblicato in precedenza, mi sono sentito abbastanza sicuro da volerlo condividere con il mondo. Tra i nostri impegni, Sangarang e io abbiamo continuato a tornare sul brano, modificando qua e là le cose nel corso di un anno. È stato un lungo tira e molla, ma alla fine eccola qua. Sono un po’ nervoso perché è la prima volta che mi immergo nella musica house, ma anche molto eccitato. Spero che la gente possa sentire l’energia e l’intenzione che c’è dietro ogni nota. Sono orgoglioso di ciò che abbiamo realizzato e sono entusiasta di condividere con tutti questo nuovo lato del mio sound.

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Sociologa dentro e accademicamente, "ex corporate girl, ora quota rosa in una start up innovativa" fuori. Le mie prime foto da bambina mi ritraggono già con le cuffione gialle sulle orecchie, ascoltavo i Simple Minds e i Tears for Fears. Vivrei di kimchi. C'è altro? Ah sì: INTJ-T. O cancro ascendente vergine, che praticamente è la stessa cosa. Dal 2026 Honorary Reorter di Korea.net