Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha definito decisivo per il brand nazionale il concerto BTS THE COMEBACK LIVE | ARIRANG tenutosi il 21 marzo a Gwanghwamun.
Durante un consiglio dei ministri alla Blue House il 24 marzo, il capo di Stato ha lodato l’organizzazione dell’evento, sottolineando come la gestione di oltre 100.000 persone nell’area della piazza sia stata un esempio di maturità civile e di efficienza dei servizi di sicurezza, nonostante le stime iniziali ne prevedessero fino a 260.000. Il ministro della Cultura Chae Hwi-young ha presentato dati economici imponenti, con un indotto stimato complessivo di 1,5 trilioni di won (circa 1,04 miliardi di euro), trainato dal record di turisti stranieri a Seoul, cresciuti del 31% rispetto all’anno precedente, e dal successo della diretta su Netflix, arrivata al primo posto in 77 paesi.
L’entusiasmo del governo non è condiviso da tutti. Diverse associazioni di categoria di Jongno e Gwanghwamun hanno denunciato vendite inferiori a quelle di un normale sabato pomeriggio: le rigide misure di sicurezza e le chiusure stradali prolungate per 48 ore hanno infatti isolato molti negozi e ristoranti, impedendo l’accesso ai clienti abituali. Molti piccoli imprenditori hanno evidenziato come la ricchezza citata dal presidente riguardi principalmente i diritti di streaming e il merchandising globale, senza tradursi in guadagni reali per le attività di quartiere.
Tra le altre critiche emerse sui social media coreani figurano i pesanti disagi alla mobilità urbana nel centro storico e i dubbi di alcuni analisti sulla sostenibilità di eventi di tale portata finanziati in parte con fondi pubblici per la promozione turistica.
Resta il fatto che, per l’esecutivo, il successo di Gwanghwamun rimane il pilastro della nuova strategia di soft power che accompagnerà il gruppo nel prossimo tour mondiale da 82 date.
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