Nella prima parte del nostro speciale, abbiamo esplorato i due estremi del panorama musicale coreano del 2025: da un lato, la grandezza imperiale delle Icone Globali, artisti che muovono le masse e dialogano con il mercato mondiale; dall’altro, l’anima cruda e pulsante della scena R&B e Hip-Hop, un universo di storie personali e di suoni autentici.
Ma la storia di questi ricchissimi primi mesi del 2025 non è solo una fotografia di mondi opposti. È, soprattutto, una narrazione di trasformazione e di futuro.
In questa seconda parte del nostro viaggio, puntiamo i riflettori su due delle forze più potenti del cambiamento: gli artisti che, dopo aver vissuto l’esperienza del gruppo, si stanno reinventando da solisti, e la nuova generazione di idol che sta già scrivendo le regole di domani con suoni e attitudini coraggiose.
Se la prima parte ha rappresentato una mappa del presente e del passato, questa è una bussola per il futuro. Il viaggio nella forma del suono continua.
Capitolo 3: le reinvenzioni soliste
La domanda è lecita: che differenza c’è tra i solisti di questo capitolo e icone come Jennie, G-Dragon o i membri dei BTS, citati nel primo paragrafo? Tutti, in fondo, vengono da gruppi leggendari.
La vera distinzione non sta nella loro biografia, ma nell’intenzione artistica. Se le uscite di quelle icone sono state eventi globali, quelle che celebriamo qui sono un’espressione artistica più specifica: quella dell’esplorazione.
Questi sono artisti che usano il loro spazio solista come un laboratorio personale, un atelier dove possono dipingere con colori che nella tavolozza del loro gruppo, per forza di cose, non troverebbero posto. Non stanno cercando di eclissare la loro identità di gruppo; la stanno arricchendo. È una prova di versatilità, il momento in cui l’artigiano mostra il suo lavoro più di nicchia, più personale.
È la differenza tra un blockbuster che ferma il mondo e un acclamato film d’autore. Entrambi capolavori, ma con scopi e linguaggi diversi. Ecco, questi sono i film d’autore del 2025.
- Ten – ‘Waves’
L’intero STUNNER è un’opera davvero molto godibile; BAMBOLA, per dirne una è una canzone sulla quale è davvero impossibile stare fermi, e l’MV e la coreo rendono il tutto un pacchetto da 10 e lode. Ma è in tracce come Waves, con la sua sensualità liquida, o nella delicatezza etera di Butterfly, che l’identità unica di Ten emerge con più forza: un performer totale.
L’album è talmente bello che ho scritto un Traccia x Traccia, lo trovate qui.
- Baekhyun – ‘Love Comes Back’ & ‘Do What You Do’ (con UMI & El Capitxn)
Se il 2025 di Baekhyun avesse un titolo, sarebbe quello di una Masterclass: “Come dominare ogni genere che tocchi”. Ha giocato su due tavoli, e per quanto mi riguarda ha vinto a mani basse su entrambi.
Da un lato c’è il Baekhyun d’autore, quello dell’album Essence of Reverie, plasmato insieme a un genio come Colde e all’aiuto dei basecamp. Qui dentro non ci sono hit facili, ma atmosfere. Canzoni come Love Comes Back sono R&B vellutato e notturno, pezzi di un’eleganza quasi cinematografica, da ascoltare al tramonto. È la stessa maturità che si respira in gemme come la pazzesca, addicting Elevator, che conferma la coerenza di un progetto di altissimo livello.
Dall’altro lato, c’è il Baekhyun giocatore internazionale. Il featuring con UMI e El Capitxn in Do What You Do è la definizione di smooth. Una traccia davvero meravigliosa, delicata, sexy… ma cosa volete che succeda quando dove due voci pazzesche vengono incorniciate da una produzione ineccepibile?
- eaJ – ‘pause’
A un primo ascolto, pause di eaJ potrebbe sembrare una semplice, dolcissima canzone d’amore. Ma è proprio in questa apparente semplicità che si nasconde la sua vera potenza, specialmente conoscendo la storia dell’artista.
Il testo parla di un momento di perfezione cinematografica, di quelli che vorresti non finissero mai. Racconta di “giornate pigre sul divano” e di “risate sulla via del bar”, di quelle “piccole cose” che diventano l’unica cosa che conta. Il desiderio di fermare il tempo, di premere ‘pausa’ su una felicità così pura, è il cuore pulsante della canzone.
Ma quando a cantare queste parole è un artista come eaJ, che ha notoriamente attraversato il fuoco, il significato si approfondisce. Questa non è la gioia ingenua di un primo amore; è la gratitudine quasi disarmante di chi ha conosciuto il caos e ha finalmente trovato un momento di pace. La vulnerabilità è nell’atto di riconoscere una felicità presente e sperare disperatamente che possa durare.
Se non conoscete eaj e la sua storia o volete approfondire, vi cosniglio di leggere qui.
Capitolo 4: la nuova onda
La nuova generazione avanza, con suoni e attitudini che sfidano le convenzioni e riscrivono le regole del gioco, dimostrando che il futuro è già qui.
- RIIZE – ‘Hug’
Operazione nostalgia: riuscita. La traccia dei loro sunbaenim TVXQ era del 2004, e i RIIZE, in occasione dell’SMTOWN LIVE, l’hanno presa e ce l’hanno riportata, più splendente ed emozionante che mai.
Musicalmente, è stata una mossa geniale. La cover, con il suo sound R&B minimale, si è rivelata il pezzo mancante che lega tutto il loro lavoro. Se ascoltate bene l’album ODYSSEY lo sentite: è pieno di echi di un k-pop più melodico, quello degli inizi, quello che ha fatto la storia della loro agenzia. Quella cover, pur non facendo parte del disco, ne è diventata la chiave di lettura, il B-side concettuale perfetto.
Ma la vera magia è come questa scelta musicale si sia incastrata con la loro storia. In un anno complicato, segnato da un’assenza che pesa come una presenza, scegliere Hug – “abbraccio” – è stato potentissimo. Certo, non possiamo sapere quali fossero le loro reali intenzioni. Ma quello che è arrivato, forte e chiaro, è stato un gesto di una maturità disarmante: hanno messo in scena la loro “crepa” con una classe tale,che nessun disco di platino potrà mai certificare.
- ENHYPEN – ‘Flashover’
Certo, potremmo parlare per ore dei vampiri, del webtoon, dell’universo narrativo complesso che gli ENHYPEN si portano dietro. Ma la verità su Flashover è molto più semplice e diretta: è “solo” una bella canzone pazzesca. Un pezzo con un’energia fisica, costruito su una produzione affilata come un rasoio e un beat che ti entra sotto pelle. È quel tipo di traccia che non ha bisogno di spiegazioni. Funziona, e basta.
Poi, ovvio, c’è il messaggio. L’emozione che divampa all’improvviso, la passione intensa, il cortocircuito, un tema perfetto per loro. E si inserisce alla perfezione nel loro percorso: un’ulteriore, letale messa a punto del loro sound oscuro e seducente.
Alla fine, la lore, l’universo narrativo, sono extra affascinanti, bonus per i fan più attenti. Ma il vero punto di forza di Flashover è che non ne ha bisogno per esistere. È una bella canzone, punto. Credo sia l’unica cosa che conta davvero, no?
- TXT (TOMORROW X TOGETHER) – ‘Love Language’
I TXT si confermano i maestri del pop intelligente, quello che ti prende al primo ascolto ma ti regala sempre qualcosa di nuovo ogni volta che lo riascolti. Love Language è la manifestazione di questo talento: una traccia sognante che unisce una melodia irresistibile a una complessità sonora particolare: avete provato ad ascoltarla più volte di seguito? Ecco, provate.
Ma non è solo la musica. Il messaggio è super cute: parla di come l’amore, in tutte le sue forme, sia un linguaggio universale, un’idea che risuona perfettamente con l’anima più tenera e inclusiva del gruppo.
E il video musicale? È una piccola meraviglia. Un’esplosione di colori pastello e un’estetica giocosa che accompagna una coreografia fluida e delicata, piena di quei dettagli TXT-coded che solo loro sanno creare.
- xlov – ‘i’mma be’
Quella che rimettono in circolo questi magnifici 4 artisti è un’energia che mancava da un po’, nel k-pop. Un’urgenza di essere, di esistere. Lasciamo perdere per un attimo le coreografie, che sono di una potenza e di una precisione spaventose. Il punto di i’mma be è l’attitudine perentoria.
Il pezzo è costruito su un muro di suono denso che protegge un vero, sentito (il testo lo ha scritto il leader Wumuti) messaggio di empowerment: “sarò quello che voglio essere, che vi piaccia o no“. È questa rabbia elegante, questa fame di prendersi il mondo, che li ha resi un punto notevole del 2025 musicale. Se ne volete sapere di più – e vi consiglio di volerlo perché ne valgono la pena – trovate un approfondimento qui.
- KATSEYE – ‘Gabriela’
Finalmente! Una ventata di freschezza nel panorama k-pop femminile! Da quando – che peccato immenso – le NewJeans sono uscite dai giochi, la questione si era fatta davvero difficile e, onestamente, sentivo la mancanza di qualcosa di nuovo e un po’ diverso.
E quell’attesa è finita grazie alle KATSEYE. Se con Touch o Gnarly ci avevano molto incuriosito, Gabriela è arrivata come una conferma. La canzone è una hit pazzesca. Ha un’eleganza e un sound che mescolano la fluidità dell’R&B con un pop sofisticato, il tutto sostenuto da un ritmo spagnoleggiante che le dona un calore inaspettato. È quel tipo di pezzo che metti in loop e non ti stanca mai.
Il progetto è di Hybe America e di Geffen Records, quindi chiaramente è di un altro livello: il video musicale vede persino la partecipazione straordinaria di Jessica Alba! Secondo me di queste magnifiche 5 ragazze sentiremo parlare per molto tempo.
Menzione Speciale
- xnghan&xoul – ‘Heavenly blue’
Chi ha seguito il percorso travagliato di Seunghan, la sua difficile uscita dai RIIZE e lo scontro con le logiche spietate del business, sa che il suo ritorno non era affatto scontato. Vederlo rinascere oggi come xnghan, insieme a xoul, è un’emozione che sa di rivincita anche per noi che lo abbiamo seguito e appoggiato da principio (qui)
Tra l’urgenza di un pezzo come Waste No Time (che abbiamo tradotto qui) e la sensibilità eterea di Heavenly Blue, si delinea il profilo di un artista nuovo, più maturo e finalmente libero di esplorare la sua visione. Il potenziale c’è, ed è tanto. Il talento pure.
Per questo, come abbiamo sempre fatto, saremo dalla sua parte.