Con il nuovo EP ICY BABY, dal 14 agosto su tutte le piattaforme di streaming, il musicista sudcoreano archivia la dimensione romantica per raccontare le frustrazioni e la spinta della gioventù contemporanea. In questa conversazione con Koreami, Colde spiega la scelta di rimanere indipendente, il ritrovo con i compagni della prima ora e la spinta a non fermarsi.
Per capire dove si colloca Colde all’interno della musica sudcoreana contemporanea, bisogna fare un passo indietro alla metà degli anni Dieci. In quel periodo, l’attenzione dei media internazionali era quasi interamente monopolizzata dalle dinamiche delle grandi agenzie del k-pop e dalle loro traiettorie industriali. Subito sotto la superficie, tuttavia, tra i club di Hongdae e le piattaforme di condivisione online, andava formandosi una scena R&B e hip-hop del tutto autonoma. All’interno di quel fermento, il collettivo Club Eskimo — fondato da DEAN e Millic e di cui facevano parte figure come Crush e lo stesso Colde (all’anagrafe Kim Hee-soo) — iniziò a proporre una cifra stilistica differente: produzioni felpate, influenze soul, un’estetica visiva curatissima e un approccio alla scrittura molto più intimo rispetto ai canoni dominanti.
Mentre il duo degli offonoff, formato da Colde insieme al produttore 0channel, otteneva i primi riscontri di pubblico e critica, per Kim Hee-soo si apriva la doppia strada abbastanza tipica degli artisti emergenti di Seoul: firmare un contratto di lungo termine con una major o tentare la via dell’autofinanziamento. Nel 2018, a ventiquattro anni, ha scelto la seconda opzione. La nascita dell’etichetta e agenzia creativa WAVY è arrivata in un momento in cui la gestione indipendente per un artista solista di quel segmento rappresentava un’eccezione e un rischio, permettendogli però di mantenere il controllo totale sulla filiera: dalla direzione artistica della musica al design delle copertine, fino alla firma di nuovi talenti.
Con la pubblicazione del nuovo EP ICY BABY, Colde segna una svolta tematica netta all’interno del suo percorso solista. Il disco arriva dopo il completamento della dilogia composta da Love Part 1 e Love Part 2, due lavori che analizzavano in modo sistematico l’esperienza sentimentale, tracciando le fasi delle relazioni umane con un tono spesso malinconico e delicato. Con ICY BABY, quella parentesi viene archiviata. Il focus si sposta interamente sulla gioventù contemporanea, vista non attraverso la lente della nostalgia o dell’idealizzazione, ma come uno stato d’animo segnato da turbolenze, pressioni e da una costante necessità di adattamento.
L’album ruota attorno a un contrasto: da una parte l’attitudine fredda che serve per stare dentro la competizione; dall’altra un carico emotivo bollente che resta lì, sottopelle. Per tradurre in musica questa tensione, Colde ha scelto di sdoppiare la strategia di lancio del progetto, individuando tre brani guida dalle caratteristiche sonore opposte.
Da un lato c’è SHUT DA FUCKA AND GO, pensata per il pubblico coreano, distorta e graffiata, dove metriche trap serrate scivolano in ritmiche drum & bass, restituendo l’idea di un movimento frenetico e senza sosta. Dall’altro c’è PULL UP, indirizzata al mercato internazionale, che recupera atmosfere trap-soul più rarefatte e notturne. A fare da elemento di raccordo tra le due anime del disco interviene LIFE IS A MOVIE, realizzata insieme al produttore e cantante DIMO REX (a.k.a Bang Yedam, ex Treasure) che accentua il carattere cinematografico dell’intero lavoro.
«Mentre mettevo insieme i brani del disco, quel continuo oscillare tra la freddezza e la passione mi è sembrato la rappresentazione perfetta della gioventù: uno stato instabile e incerto, ma che continua comunque a spingere in avanti», ci racconta Colde. «Ogni traccia guida rappresenta una sfaccettatura diversa di quella condizione. PULL UP cattura un amore immaturo, di chi prova a mostrare un volto forte e allegro ma finisce per rimanere bloccato nel rimpianto. L’amore del resto rimane uno dei punti cardinali che attraversano tutta la musica. LIFE IS A MOVIE paragona i momenti romantici e caotici dell’esistenza a un film, portando con sé l’attitudine ad andare avanti a prescindere da tutto. SHUT DA FUCKA AND GO è invece il mio personale incoraggiamento — arrivato da chi ha attraversato momenti di ansia e incertezza — rivolto ad altri giovani che stanno vivendo lo stesso periodo proprio adesso. Volevo che gli ascoltatori percepissero le diverse emozioni e temperature che accompagnano ogni capitolo della gioventù: è per questo che ho deciso di dividere la promozione anziché presentare un solo singolo guida. Credo possa essere interessante ascoltare questi diversi registri uno accanto all’altro per confrontarli».
Un elemento centrale nell’architettura di ICY BABY è il richiamo alla rete di collaborazioni storiche che ha accompagnato la crescita dell’artista. Nella traccia DRIPPY, Colde chiama a raccolta punchnello, mentre in DOLLAR BILLS collabora con l’amico Khakii, entrambi nomi con cui condivide un percorso di lungo corso risalente ai primi passi nel circuito underground di Seoul. La scelta di non cercare collaborazioni di facciata ma di fare perno su un nucleo ristretto di contatti fidati riafferma il metodo di lavoro di WAVY: una struttura che continua a funzionare come una piattaforma per un gruppo stretto di creativi, distante dalle logiche dell’industria mainstream.
«Oltre a essere un cantante e un autore, sono anche alla guida dell’etichetta WAVY», conferma Colde parlando del bilancio tra dimensione artistica e manageriale. «Per questo ci sono stati momenti in cui ho dovuto fare scelte dettate dalla direzione aziendale piuttosto che da quell’attitudine originaria. Non ho mai dimenticato del tutto quella sensazione, ma ci sono state fasi in cui si è indebolita. Trattandosi di un disco che parla di gioventù, con ICY BABY ho cercato di recuperare la mentalità che avevo quando ho iniziato a fare musica. Lavorare a questo album insieme a persone con cui sono rimasto legato per anni, dagli artisti ospitati fino al team di produzione, è stato come riaccendere una passione che a un certo punto avevo persino dimenticato di avere. Tornare a collaborare con punchnello era qualcosa che non facevo dai tempi degli offonoff: ci sentiamo spesso da amici, ma ritrovarci all’interno di un progetto d’opera ha significato molto per me. Un momento che è stato immortalato anche su schermo da IDIOTS, il team di produzione dei video con cui lavoro da anni, e credo che per i fan sia importante poter vedere quella connessione».
ICY BABY colpisce subito per la sua essenzialità: niente riempitivi, niente concessioni al pop più facile, solo una traiettoria sonora fresca, coerente e coraggiosa.
La scelta di tre title track e di due lead single opposte – SHUT DA FUCKA AND GO per la Corea e PULL UP per il mercato internazionale è la lettura sonora di una gioventù contemporanea divisa fra una rabbia acerba e un rimpianto già presente.
ICY BABY è senza dubbio la fotografia di un momento di transizione personale e artistica: da leader di WAVY, Colde torna a lavorare con amici e collaboratori di lunga data, ma soprattutto sposta il baricentro tematico. Qui la giovinezza non è più solo atmosfera cool: è ansia, incertezza, amore immaturo che si mette in mostra e poi resta indietro, e una vita che assomiglia più a un film caotico che a una sceneggiatura perfetta. È su questi stati d’animo, più crudi e meno filtrati, che l’EP costruisce la sua forza.


