31st BIFF Press Conference (Foto: Press Kit Ufficiale BIFF 2026)

Trentun anni ma zero crisi di mezza età: il BIFF 2026 è pura main character energy

Elisa
By Elisa
8 Min Read

Trentun anni e non sentirli: il Busan International Film Festival si prende la scena con The Remarried Empress in anteprima, il debutto da protagonista di Shuhua delle I-DLE, Kim Min-ha praticamente ovunque e Na Hong-jin a ricordarci perché il cinema coreano domina.

Facciamo un salto nel 1996. Niente smartphone, niente Netflix, il K-pop come lo conosciamo oggi era appena agli inizi. A Busan una ragazza di nome Jung Mi lavora alla prima edizione di un festival che ancora non conosce nessuno. Ogni sera prende un battello a Nampo-dong, attraversa la baia e arriva a Haeundae per le proiezioni all’aperto. La cosa che la colpisce di più è il pubblico: registi e gente comune seduti vicini, davanti allo stesso schermo, senza distanze.

Oggi Jung Mi è una delle programmatrici del BIFF, e quel festival è cresciuto parecchio. Quest’anno manda i suoi film agli Oscar, proietta in sala una serie Disney+ un mese prima dell’uscita e fa debuttare un’idol come protagonista. Cinema d’autore e cultura pop sullo stesso red carpet, dal 6 al 15 ottobre.

Il glow up

Partiamo dai numeri, che fanno la loro figura: 247 film ufficiali da 59 Paesi, 95 world premiere e 316 film complessivi, l’edizione più grande dal 2019. Il vero upgrade però è un altro. Busan è entrato ufficialmente tra i festival di serie A riconosciuti a livello internazionale (assieme a Festival di Cannes, Festival Internazionale del Cinema di Berlino, Sundance Film Festival, Toronto International Film Festival), e il vincitore del Busan Award potrà essere presentato direttamente agli Oscar nella categoria International Feature Film. A capo della giuria c’è Zhang Yimou. E il maestro che ha firmato pietre miliari come Lanterne rosse ed Hero, dall’alto di un Orso d’oro, due Leoni d’oro e tre nomination agli Oscar, di cinema ne sa decisamente più che qualcosa.

LEGGI ANCHE  Reno (Feat. Colde) – MIYEON (i-dle): Testo e Traduzione
La conferenza stampa di presentazione della 31ª edizione del festival. (Foto: Press Kit Ufficiale BIFF 2026)
La conferenza stampa di presentazione della 31ª edizione del festival. (Foto: Press Kit Ufficiale BIFF 2026)

Kim Min-ha, la regina di questa edizione

Se il BIFF 2026 avesse una protagonista, sarebbe Kim Min-ha. Il 6 ottobre condurrà la cerimonia d’apertura, poi si siederà in sala a guardarsi sul grande schermo nel film che inaugura il festival, The Table: Day and Night di Kim Jong-kwan. Quattro coppie, quattro storie d’amore, un unico caffè: vibe malinconica e romantica assicurata, con Han Sun-hwa nel cast. E qualche giorno dopo la ritroviamo in Dead-End Job, una delle serie in anteprima. Tre presenze in un festival solo: questa è la definizione di main character.

Joo Jong-hyuk in un fermo immagine di The Table: Day and Night, film d'apertura del festival. (Foto: Courtesy of BIFF 2026 Press Kit)
Joo Jong-hyuk in un fermo immagine di The Table: Day and Night, film d'apertura del festival. (Foto: Courtesy of BIFF 2026 Press Kit)

Preview k-drama

La sezione On Screen è quella che fa impazzire il fandom: porta al cinema gli episodi delle serie più attese, prima che escano in streaming.

La regina dell’hype è The Remarried Empress, la serie Disney+ tratta dal webtoon che ha superato i tre miliardi di visualizzazioni. Cast da capogiro: Shin Min-a, Ju Ji-hoon, Lee Jong-suk e Lee Se-young. A Busan passano i primi tre episodi, noi comuni mortali dovremo aspettare il 4 novembre per vedere i primi 4 su Disney+.

Netflix risponde con due titoli. Dead-End Job è un mystery che parte da un lavoretto part-time decisamente sospetto, con, oltre la già citata onnipresente Kim Min-ha, Lee Jae-wook, Go Min-si e Lee Hee-jun. Blue Road invece mette in coppia Son Suk-ku e il giapponese Eita Nagayama: due detective, uno di Seoul e uno di Tokyo, costretti a collaborare per fermare un serial killer che colpisce in entrambi i Paesi. Già sappiamo che finirà nella nostra watchlist.

Un'immagine ufficiale della serie mystery *Dead-End Job* presentata nella sezione On Screen. (Foto: Netflix / BIFF Press Kit)
Un'immagine ufficiale della serie mystery *Dead-End Job* presentata nella sezione On Screen. (Foto: Netflix / BIFF Press Kit)

Idol mode: on

Shuhua delle I-DLE debutta come protagonista in Happily Ever After di Feng-I Fiona Roan, nella sezione dedicata al cinema asiatico. È la storia di due sorelle che si vogliono bene da morire e che a volte non si sopportano (chi ha una sorella, capisce). Il programmatore Park Sunyoung l’ha scelto definendolo una storia tenera di litigi e riconciliazioni. 

Altri volti che conosciamo bene: Yim Siwan condurrà la serata di chiusura il 15 ottobre e annuncerà i vincitori. Yoo Yeon-seok e Ko Asung faranno parte della giuria che premia le migliori interpretazioni nei film coreani della sezione Vision. Shim Eun-kyung, anche lei nel film d’apertura, siede nella giuria per le opere prime e il 14 ottobre terrà un incontro sulla sua carriera.

LEGGI ANCHE  Il battito della Corea a Udine: tutto sul Far East Film Festival 28
Uno still tratto da Happily Ever After (Foto: Courtesy of BIFF 2026 Press Kit)
Uno still tratto da Happily Ever After (Foto: Courtesy of BIFF 2026 Press Kit)

Il lato cinefilo (che vale la pena)

Se il vostro feed è pieno di k-drama ma ogni tanto vi viene voglia di qualcosa di più intenso, Busan ha tre nomi da segnarvi.

Na Hong-jin, il regista di The Wailing, porta Hope, già in concorso a Cannes. Nel cast ci sono Hwang Jung-min, Zo In-sung e Hoyeon di Squid Game, insieme ad Alicia Vikander e Michael Fassbender. Un cast del genere capita raramente.

Yeon Sang-ho, sì, quello di Train to Busan, torna a Busan (ok, la battuta era inevitabile) con PARADISE LOST. Un figlio scomparso da nove anni torna a casa, ma è diventato un’altra persona. E la madre si ritrova divisa tra lui e la versione virtuale del figlio ricreata con l’intelligenza artificiale. Nel cast ci sono Kim Hyun-joo e Bae Hyeon-seong. Black Mirror-vibes fortissime.

E poi Lee Chang-dong, il regista di Burning, che dopo otto anni di silenzio torna con Possible Love, già selezionato dal Korean Film Council come proposta sudcoreana agli Oscar 2027 e fresco vincitore del Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria a Venezia.

C’è spazio anche per la nostalgia: un omaggio all’attore Ahn Sung-ki (1950 – 2026), leggenda del cinema coreano a cui il BIFF dedica Those Beautiful Years, Ahn Sung-ki, una retrospettiva in sei film costruita sulle opere che l’attore aveva scelto personalmente prima della morte, e un premio alla carriera per Kim Dong-ho, l’uomo che il BIFF l’ha fondato. Proprio negli anni in cui Jung Mi prendeva il suo battello.

Uno still d'autore tratto da PARADISE LOST di Yeon Sang-ho, presentato tra le anteprime speciali di questa edizione. (Foto: Courtesy of BIFF 2026 Press Kit)
Uno still d'autore tratto da PARADISE LOST di Yeon Sang-ho, presentato tra le anteprime speciali di questa edizione. (Foto: Courtesy of BIFF 2026 Press Kit)
Un'immagine da Possible Love di Lee Chang-dong, candidato della Corea del Sud agli Oscar e tra i titoli di punta della sezione Icons. (Foto: Courtesy of BIFF 2026 Press Kit)
Un'immagine da Possible Love di Lee Chang-dong, candidato della Corea del Sud agli Oscar e tra i titoli di punta della sezione Icons. (Foto: Courtesy of BIFF 2026 Press Kit)

Share This Article
Follow:
Sociologa dentro e accademicamente, "ex corporate girl, ora quota rosa in una start up innovativa" fuori. Le mie prime foto da bambina mi ritraggono già con le cuffione gialle sulle orecchie, ascoltavo i Simple Minds e i Tears for Fears. Vivrei di kimchi. C'è altro? Ah sì: INTJ-T. O cancro ascendente vergine, che praticamente è la stessa cosa. Dal 2026 Honorary Reorter di Korea.net