Avvocata Woo: K-drama prezioso

Simona
By Simona
13 Min Read

Mi chiamo Woo Young-woo, che sia letto al dritto o al rovescio come kayak, atta, radar, omonomo, esose”.
E’ così che si presenta.

Nella classifica delle serie più viste su Netflix, Extraordinary Attorney Woo, da noi conosciuta come Avvocata Woo, è un kdrama incentrato su una giovane e brillante legale, laureata con lode, affetta da un disturbo dello spettro autistico.

Grande successo in tutto il mondo, fin dal suo debutto, la serie ha dominato leTop 10 globali della TV non in lingua inglese per due settimane consecutive.
Ha anche raggiunto la vetta della Top ten in diversi Paesi del mondo.

La serie, diretta da Yoo In-Shik, è magnificamente interpretata da Park Eun-bin (che personalmente ho scoperto in “L’affetto Reale”).
Ci è voluto un anno affinchè il regista Yook In-Shik e la scrittrice Moon Ji-Woon convincessero Eun-Bin ad accettare il ruolo (volevano lei assolutamente).
Il timore principale dell’attrice era quello di non riuscire ad interpretarlo al meglio.

“Ci vuole coraggio per interpretare un personaggio che si trova nello spettro dell’autismo” ha dichiarato . “A causa del tema e delle questioni che affronta, ho sentito un forte senso di responsabilità. Non volevo offendere o ferire nessuno”.

“Quando leggo le sceneggiature, solitamente me le immagino in testa e mi viene l’idea di come interpretare il personaggio, ma con questa sceneggiatura è stato diverso; non riuscivo a immaginare il tono (del personaggio) e come avrei dovuto interpretarlo, quindi ero preoccupata di non poterlo far bene”.

Per prepararsi al ruolo, Eun-Bin ha incontrato studiosi esperti dei disturbi dello spettro dell’autismo, ha studiato gli aspetti diagnostici e ha così costruito il suo personaggio, adeguando inoltre la sua voce e le sue gestualità.

“Mi sono concentrata sulla sua natura sincera”, dice. “Non volevo limitare il personaggio, quindi sono rimasta aperta a tutte le opzioni possibili per esprimere la sua natura in modo libero. L’indole vivace e coraggiosa di Woo mi ha consentito di imparare molto da lei”.

La serie non fa leva sulla drammaticità di un disturbo, ma si focalizza sui punti di forza di Woo, sulla sua evoluzione/crescita personale e sul rapporto tra i personaggi.

L’obiettivo di questo kdrama e provare ad abbattere gli stereotipi riguardo l’autismo e la diversità.
Si tratta di un tema molto delicato e complesso, qui affrontato in modo nuovo.
Ogni episodio ci offre la possibilità di guardare la situazione da differenti punti di vista, ci aiuta a riflettere.
Possiamo vedere il mondo attraverso gli occhi di Woo e capire il significato di gesti, comportamenti, parole, emozioni.

Woo ci mostra che l’autismo non è una malattia, ma una condizione, un modo di essere, perché la mente ha diversi modi di funzionare.

Per poterlo comprendere, è necessario provare ad uscire dai propri schemi mentali ed aprirsi alla diversità.

Durante la sua prima udienza in tribunale, l’avvocata Woo si alza in piedi e dice:
“Prima di iniziare l’arringa, chiedo la vostra comprensione. Io sono affetta da un disturbo dello spettro autistico. Quindi, per voi, i miei gesti e le mie parole potrebbero risultare goffi e strani”.

Non nasconde la sua condizione, ma ci chiede di comprenderla e accoglierla.

Extraordinary Attorney Woo è riuscita a sensibilizzare sull’autismo in Corea del Sud, dove le disabilità dello sviluppo sono ancora un argomento tabù per molte persone, nonostante la discriminazione contro la disabilità, incluso l’autismo, sia illegale.
Son Da-eun, direttrice de Autism Partnership Korea (il cui centro fornisce assistenza e cure ai bambini con autismo), in un’intervista al New York Times ha affermato “I sudcoreani in genere associano l’autismo e le disabilità alla vergogna. Diversi genitori i cui figli frequentano il centro nascondono la diagnosi ad amici e parenti, e alcuni si incolpano per questo”.
Shin Yee-jin, professore presso il College of Medicine della Yonsei University di Seoul che lavora con bambini con disabilità dello sviluppo, dice che i sudcoreani con disabilità di ogni tipo subiscono una considerevole discriminazione a causa di una “bassa tolleranza culturale della diversità”.
La signora Son e il professor Shin credono entrambi che “l’avvocata Woo” abbia contribuito ad aumentare la consapevolezza pubblica sull’autismo.
Le cose si stanno muovendo. Anche se la strada è ancora lunga, la serie ha creato spiragli…

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L’Avvocata Woo tratta argomenti seri, storie vere, lancia messaggi importanti, ma lo fa senza appesantire l’atmosfera.
E’ un Kdrama realistico, nel quale però troviamo diversi momenti comici, poesia e felici balene giganti che fluttuano nell’aria.

E’ impossibile non innamorarsi di lei dal primo secondo…
Woo Young Woo ha un q.i. di 164, occhi grandi e profondi, ama le parole palindrome (come il suo nome), conosce ogni cosa riguardo i mammiferi marini, ha un rapporto davvero speciale con le balene, cammina saltellando, indossa sempre le cuffie quando si trova fuori o in luoghi affollati, ha una memoria incredibile, è terrorizzata dalle porte scorrevoli, mangia solo Kimbap (piatto coreano a base di riso cotto e ingredienti come verdure, carne,pesce, arrotolati in fogli di alga essiccata e serviti a fette), ha un modo particolare di bussare, spesso disarma.

Grazie alla sua intelligenza, straordinaria memoria… o ad un segreto (guarda la serie e lo scoprirai), Woo-Young-Woo viene assunta presso uno dei più prestigiosi studi legali di Seoul.
Qui affronterà diverse difficoltà, sfide, competizioni, conflitti; imparerà a gestire i rapporti con gli altri, scoprirà emozioni nuove, dovrà lottare per la prima volta tra i doveri di avvocato e i suoi principi.
Farà i conti con il suo cuore.

Woo è una giovane donna forte, autonoma, in grado di decidere per se stessa.
Affronta il quotidiano, la realtà, la crudezza di un tribunale con la sua mente speciale.
E’ circondata da persone che la incoraggiano e la trattano come un essere umano e non come una malata. Ho trovato bellissimo questo modo che hanno di comunicare e comprendersi scambievolmente. 

“Mi piace la scena in cui Woo esprime come la sua vita sia strana e stravagante ma preziosa e bella. E questo è il messaggio che la serie trasmette non solo a chi ha l’autismo ma anche a tutti i narvali del mondo”, ha detto Park Eun-Bin, parlando dell’episodio “Narvali in un branco di Beluga”.

E diciamolo: chi di noi non si è mai sentito, almeno una volta, un Narvalo in un branco di Beluga?

16 episodi, un team meraviglioso. 
Consigliamo di guardarlo assolutamente in lingua originale con sottotitoli.
Trovate la serie su Netflix.
Siamo tutti in attesa della seconda stagione…

Woo ci mostra che l’autismo non è una malattia, ma una condizione, un modo di essere, perché la mente ha diversi modi di funzionare.

Per poterlo comprendere, è necessario provare ad uscire dai propri schemi mentali ed aprirsi alla diversità.

Durante la sua prima udienza in tribunale, l’avvocata Woo si alza in piedi e dice:
“Prima di iniziare l’arringa, chiedo la vostra comprensione. Io sono affetta da un disturbo dello spettro autistico. Quindi, per voi, i miei gesti e le mie parole potrebbero risultare goffi e strani”.

Non nasconde la sua condizione, ma ci chiede di comprenderla e accoglierla.

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Extraordinary Attorney Woo è riuscita a sensibilizzare sull’autismo in Corea del Sud, dove le disabilità dello sviluppo sono ancora un argomento tabù per molte persone, nonostante la discriminazione contro la disabilità, incluso l’autismo, sia illegale.
Son Da-eun, direttrice de Autism Partnership Korea (il cui centro fornisce assistenza e cure ai bambini con autismo), in un’intervista al New York Times ha affermato “I sudcoreani in genere associano l’autismo e le disabilità alla vergogna. Diversi genitori i cui figli frequentano il centro nascondono la diagnosi ad amici e parenti, e alcuni si incolpano per questo”.
Shin Yee-jin, professore presso il College of Medicine della Yonsei University di Seoul che lavora con bambini con disabilità dello sviluppo, dice che i sudcoreani con disabilità di ogni tipo subiscono una considerevole discriminazione a causa di una “bassa tolleranza culturale della diversità”.
La signora Son e il professor Shin credono entrambi che “l’avvocata Woo” abbia contribuito ad aumentare la consapevolezza pubblica sull’autismo.
Le cose si stanno muovendo. Anche se la strada è ancora lunga, la serie ha creato spiragli…

L’Avvocata Woo tratta argomenti seri, storie vere, lancia messaggi importanti, ma lo fa senza appesantire l’atmosfera.
E’ un Kdrama realistico, nel quale però troviamo diversi momenti comici, poesia e felici balene giganti che fluttuano nell’aria.

E’ impossibile non innamorarsi di lei dal primo secondo…
Woo Young Woo ha un q.i. di 164, occhi grandi e profondi, ama le parole palindrome (come il suo nome), conosce ogni cosa riguardo i mammiferi marini, ha un rapporto davvero speciale con le balene, cammina saltellando, indossa sempre le cuffie quando si trova fuori o in luoghi affollati, ha una memoria incredibile, è terrorizzata dalle porte scorrevoli, mangia solo Kimbap (piatto coreano a base di riso cotto e ingredienti come verdure, carne,pesce, arrotolati in fogli di alga essiccata e serviti a fette), ha un modo particolare di bussare, spesso disarma.

Grazie alla sua intelligenza, straordinaria memoria… o ad un segreto (guarda la serie e lo scoprirai), Woo-Young-Woo viene assunta presso uno dei più prestigiosi studi legali di Seoul.
Qui affronterà diverse difficoltà, sfide, competizioni, conflitti; imparerà a gestire i rapporti con gli altri, scoprirà emozioni nuove, dovrà lottare per la prima volta tra i doveri di avvocato e i suoi principi.
Farà i conti con il suo cuore.

Woo è una giovane donna forte, autonoma, in grado di decidere per se stessa.
Affronta il quotidiano, la realtà, la crudezza di un tribunale con la sua mente speciale.
E’ circondata da persone che la incoraggiano e la trattano come un essere umano e non come una malata. Ho trovato bellissimo questo modo che hanno di comunicare e comprendersi scambievolmente. 

“Mi piace la scena in cui Woo esprime come la sua vita sia strana e stravagante ma preziosa e bella. E questo è il messaggio che la serie trasmette non solo a chi ha l’autismo ma anche a tutti i narvali del mondo”, ha detto Park Eun-Bin, parlando dell’episodio “Narvali in un branco di Beluga”.

E diciamolo: chi di noi non si è mai sentito, almeno una volta, un Narvalo in un branco di Beluga?

16 episodi, un team meraviglioso. 
Consigliamo di guardarlo assolutamente in lingua originale con sottotitoli.
Trovate la serie su Netflix.
Siamo tutti in attesa della seconda stagione…

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Ballerina mancata, aromaterapeuta in divenire, face yoga teacher e ARMY. Cresciuta con la musica R&B e soul, vivo tra profumi naturali, sogni coreani e amore per la natura. Sempre con l’anima accesa... e una playlist dei BTS in sottofondo.