Dopo aver dominato le classifiche coreane con la forza delle sue colonne sonore, Kang Dae-ho approda alla Milano Fashion Week. Il musicista è tra i protagonisti di Milan Loves Seoul, l’evento che esplora il legame tra la creatività coreana e le passerelle milanesi.
Se avete guardato un k-drama negli ultimi, diciamo, cinque anni, avete sicuramente sentito la voce di Gaho. In Corea del Sud, Kang Dae-ho (classe 1997) è quello che gli addetti ai lavori definiscono un «asset culturale»: un musicista capace di spostare gli equilibri di una produzione televisiva con la sola presenza in colonna sonora. Ciò detto l’artista, che atterra a breve a Milano per la Fashion Week 2026, non è (solo) il ragazzo delle ballate rassicuranti che il pubblico si aspetta. È un musicista che ha appena finito di mutare pelle, sciogliendo i legami decennali con la sua etichetta storica per rinascere in una dimensione più ruvida e autonoma.
Cos’è una OST in Corea
Per capire la storia nell’industria di Gaho, bisogna capire il mercato delle Original Soundtracks (OST) coreane. A differenza dell’industria occidentale, dove la colonna sonora è spesso un elemento secondario, di sottofondo, in Corea le canzoni scritte per i drama sono pilastri del marketing e occupano stabilmente le posizioni più alte delle classifiche.
Nel 2020, il brano Start Over, sigla di Itaewon Class, ha trasformato Gaho in un’istituzione. Il brano è rimasto per settimane al primo posto della Gaon Digital Chart e ha vinto il premio come Best OST ai Mnet Asian Music Awards. Da quel momento, Gaho è diventato il punto di riferimento del settore, prestando la voce a successi successivi come Start-Up (con il brano Running) e, più di recente, King the Land (con Yellow Light).
Questo successo monumentale ha creato un paradosso: Gaho ha passato anni a interpretare i sentimenti di personaggi altrui, diventando — per sua stessa ammissione — «un attore che usa la voce» per servire narrazioni non sue. È un ruolo che, per quanto redditizio, ha finito per saturare lo spazio creativo del musicista, spingendolo verso una rottura necessaria.
Il Gaho che vedremo a Milano tra il 27 febbraio e il 2 marzo è quindi un artista «redivivo», emerso da una transizione che è stata sia contrattuale che identitaria. Questo nuovo percorso spiega il lungo silenzio discografico solista seguito all’uscita dell’EP Diamond nel marzo 2023: un periodo di assenza dalle scene (non legato alle serie TV) che è servito a gestire la fine dell’era Planetarium Records, nel novembre del 2025, e a costruire le fondamenta della sua PLAN-G Entertainment.
In questo intervallo di tempo, Gaho ha scelto di ripartire dal suo home studio, dove scrive, arrangia e mixa personalmente ogni traccia, rivendicando il controllo totale sulla propria produzione e sulle storie a cui dar vita con la sua voce .
KAVE: la rivoluzione senza basso
I segnali di questa insofferenza verso i canoni tradizionali erano emersi già nel luglio del 2024, ben prima dell’addio ufficiale alla sua etichetta storica. In quella data, la carriera di Gaho ha smesso di essere un percorso esclusivamente solista: con il debutto dei KAVE, l’artista ha ufficializzato la formazione rock creata insieme ai suoi amici d’infanzia, gli stessi musicisti che da anni lo accompagnavano dal vivo. Il nome è l’acronimo di Kings Always Have Veiled Egos, un nome che sembra chiarire subito un cambio di prospettiva: non è più il singolo interprete a occupare la scena, ma un collettivo dove l’ego del frontman viene messo al servizio di un suono di squadra.
Per Gaho non si è trattato di una deviazione, ma di un ritorno alla dimensione di band che aveva già esplorato agli inizi con il collettivo AlphaDict. Nei KAVE, l’estetica pulita delle colonne sonore viene sostituita da una commistione di rock, elettronica e r&b molto più densa e sperimentale. La particolarità? La band non ha un bassista. Le frequenze gravi sono affidate a un muro di sintetizzatori e campionamenti industrial gestiti da Ownr, il tastierista e DJ, creando un suono ibrido che oscilla tra il metal e l’elettronica sporca.
Tracce come Stone o YOU ci presentano un Gaho inedito, cattivo, che usa un registro graffiato e distorto, allontanandosi dal falsetto che lo aveva reso celebre. In questi brani la voce non serve più a compiacere l’ascoltatore, ma a spingere l’energia della band: Gaho alterna passaggi puliti a un’aggressività rock che smonta l’immagine patinata da interprete di ballate, dimostrando una versatilità piena e libera.
Quattro brani per conoscere Gaho
- Stay Here (2018): voce e pianoforte. Il brano con cui Gaho ancora si presenta e si identifica, e questo certo non stupisce. Una performance vocale dell’altro mondo, appoggiata su una melodia da brividi selvaggi. Inarrivata & inarrivabile.
- Pink Walk (2019): qui emerge l’attitudine sassy e un groove soul che dimostra come Gaho si sa muovere con naturalezza fuori dai confini delle ballate. È un brano stiloso, ritmato, che gioca con una vocalità molto più rilassata e sexy
- Right Now (2021): traccia dell’album Fireworks, è un pezzo pop orchestrale ad alta intensità, costruito per esplodere in un ritornello cinematico che sembra scritto per la chiusura di un grande festival. Qui Gaho cerca la potenza, con un arrangiamento imponente, violini e chitarre elettrice per fare esplodere i fuochi d’artificio dentro le parole, segnando il passaggio verso una scrittura più ambiziosa e personale
- Stone (con i KAVE, 2024): si entra nel territorio del rumore industrial, dei distorsori e di una rabbia controllata. È il brano che sancisce la sua definitiva indipendenza artistica e il passaggio alla dimensione di band, senza per questo offuscare le sue caratteristiche vocali eccezionali
Quando, tra il 27 febbraio e il 2 marzo prossimi, arriverà a Milano per Milan Loves Seoul, Gaho porterà con sé l’intero bagaglio della sua carriera. Dalle ballate orchestrali che lo hanno reso una celebrità televisiva alla nuova fase rock dei KAVE, l’evento milanese rappresenterà il primo palcoscenico europeo per mostrare la sua nuova autonomia professionale.
Lo showcase del 1° marzo in Via Valtellina 21 (click qui per i ticket), organizzato in collaborazione con Samsung, sarà il momento in cui il pubblico italiano potrà osservare dal vivo come queste due anime convivano, toccando con mano la forma definitiva dell’indipendenza di Kang Dae-ho. Ci vediamo la!
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